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31 luglio

Beata Zdenka Cecilia Schelingova

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e giovinezza

La Beata Zdenka nacque nel ventesimo secolo, precisamente il venticinque dicembre del mille novecento sedici, sebbene alcune fonti indichino anche la data del ventiquattro dicembre dello stesso anno. La sua nascita avvenne a Krivá, nel distretto di Dolny, in Slovacchia. I suoi genitori si chiamavano Pavol e Zugana ed erano onesti contadini che vissero la loro vita con semplicità e rettitudine. La famiglia era composta da undici figli, dei quali la futura santa era la penultima. I genitori impartirono ai figli un'educazione religiosa basata sulla preghiera quotidiana e sull'onestà nel lavoro. La bambina ricevette il nome laico di Cecilia Schelingova e, durante gli anni della scolarizzazione, si distinse tra i compagni di scuola per la sua diligenza, la sua obbedienza e la prontezza con cui aiutava il prossimo. Fin dalla giovinezza fu profondamente attratta dalla carità e dal prodigarsi delle Suore della Carità della Santa Croce, sentendo nel proprio cuore la chiamata alla vita consacrata. All'età di quindici anni, con il pieno consenso dei familiari, volle entrare nella medesima Congregazione religiosa. Intraprese così il periodo di formazione, abbinando il noviziato alla frequenza della scuola infermieristica per prepararsi al servizio dei sofferenti. Il trenta gennaio del mille novecento trentasette emise i primi voti religiosi, assumendo il nome di Zdenka, nota anche come Sidonia. Con il conseguimento del diploma di infermiera, svolse la sua prima attività professionale a Humenné.

Il servizio in ospedale e la persecuzione

Dal mille novecento quarantadue, suor Zdenka lavorò nel reparto di radiologia dell'Ospedale Statale di Bratislava. In questo delicato compito operò con grande competenza, generosità e amore per gli ammalati, guadagnandosi la stima di tutti e diventando per molti un vero e modello di suora e di infermiera professionale. Nel mille novecento quarantotto avvenne un profondo cambiamento politico nell'ex Cecoslovacchia. Il partito comunista salito al potere iniziò una dura persecuzione contro la Chiesa Cattolica, imponendo discriminazioni per i fedeli, sciogliendo gli Ordini religiosi e costringendo i sacerdoti e i religiosi ai lavori forzati, mentre i vescovi e i collaboratori subivano persecuzioni e imprigionamenti. Le suore della Congregazione vivevano nel timore e nelle difficoltà crescenti, ma suor Zdenka condivise pienamente le sofferenze della Chiesa slovacca oppressa dal regime. Cercò di aiutare alcuni sacerdoti in difficoltà per la fede secondo le sue possibilità, mossa da una carità che non conosceva calcoli umani. Il venti febbraio del mille novecento cinquantaquattro, o meglio nel contesto delle persecuzioni del periodo, riuscì a far fuggire un sacerdote cattolico che era detenuto in ospedale a causa delle terribili torture subite e che risultava destinato ai lavori forzati in Siberia. La religiosa offrì a Dio la sua vita per la salvezza di quel suo ministro. Purtroppo la Polizia segreta di Stato tese una trappola per liquidare la suora. Otto giorni dopo la prima fuga, e precisamente il ventinove febbraio del mille novecento cinquantadue, suor Zdenka fu scoperta e arrestata mentre cercava di far scappare altri sei sacerdoti.

Il carcere, la malattia e la morte

Nei giorni seguenti all'arresto, la religiosa subì terribili interrogatori, umiliazioni e torture in carcere. Il diciassette giugno del mille novecento cinquantadue fu condannata a dodici anni di carcere con l'infamante accusa di alto tradimento, subendo anche dieci anni di perdita dei diritti civili nell'ambito della persecuzione contro la Chiesa Cattolica. Nonostante le percosse e le sofferenze indicibili, non provò mai rancore verso i suoi aguzzini, arrivando a perdonarli ed esprimendo la totale disponibilità a morire per Dio e per la Chiesa. La sua persona passò attraverso diversi carceri, tra cui quelli di Rimavska Sabota, Brno, Praga e Pardubice. La detenzione carceraria causò gravissime conseguenze alla sua salute fisica. Fu infine rimessa in libertà il quindici aprile del mille novecento cinquantacinque per il timore che potesse morire direttamente in carcere. Tornata in libertà, non fu accolta nell'ospedale di Bratislava a causa della paura diffusa legata alla situazione politica del momento, ma fu accettata nell'ospedale di Trnava. Trascorsi poco più di tre mesi di malattia, sopportati con grande umiltà e totale abbandono alla volontà di Dio, suor Zdenka morì di cancro il trentuno luglio del mille novecento cinquantacinque. La causa della morte indicata sul certificato ufficiale fu proprio il cancro. Morì all'età di soli trentotto anni, dopo aver camminato sulla via della perfezione imitando Cristo nella sopportazione delle sofferenze.

La riabilitazione e la beatificazione

Nel mille novecento settanta, il tribunale di Bratislava e la Corte Suprema riconobbero finalmente l'innocenza di suor Zdenka dall'infamante accusa che le era stata rivolta durante il regime. La memoria della sua testimonianza rimase viva nel tempo, fino a giungere alla solenne celebrazione presieduta da papa Giovanni Paolo II. Il Santo Padre, che ha compiuto il suo centoduesimo viaggio apostolico per il mondo il quattordici settembre del duemilatre, si recò a Bratislava in Slovacchia dove beatificò la suora Zdenka Cecilia Schelingova insieme al vescovo Vasil’ Hopko. Entrambi furono definiti dal pontefice martiri slovacchi e testimoni del nostro tempo, esempi luminosi di fedeltà in tempi di dura e spietata persecuzione religiosa. Il vescovo Vasil’ non aveva mai rinnegato il suo attaccamento alla Chiesa Cattolica e al papa durante la persecuzione. Alla cerimonia di beatificazione erano presenti vescovi, cardinali, sacerdoti e suore che erano stati testimoni e vittime della cosiddetta Chiesa del silenzio o Chiesa delle catacombe del ventesimo secolo, esistita nei Paesi della sfera comunista dell'Unione Sovietica. In quella occasione, il papa invitò i presenti e l'intero popolo slovacco a rivolgere lo sguardo alla Croce in occasione della festività liturgica dell'Esaltazione della Santa Croce, indicando la fecondità della Croce come luogo d'incontro tra la miseria dell'uomo e la misericordia di Dio. La meditazione sul mistero della Croce aveva sostenuto i due Beati nella vita consacrata e nelle sofferenze della prigionia. Il papa ha inoltre riconfermato la riconoscenza della Chiesa Cattolica verso i suoi figli e le terre irrigate dal sangue dei martiri.

Domande frequenti

Quando si festeggia la Beata Zdenka Cecilia Schelingova?

La sua memoria liturgica si celebra il trenta e il trentuno luglio, ed è inoltre legata alla festività liturgica dell'Esaltazione della Santa Croce.

Chi era la Beata Zdenka Cecilia Schelingova?

Era una vergine della Congregazione delle Suore della Carità della Santa Croce, infermiera e martire che offrì la vita per proteggere i sacerdoti durante la persecuzione comunista.

A Trnava in Slovacchia, beata Sidonia (Cecilia) Schelingová, vergine della Congregazione delle Suore della Carità della Santa Croce e martire, che, in tempi di grande difficoltà per la Chiesa nella sua nazione, molto patì nel corpo e nello spirito per aver protetto un sacerdote e, colpita infine da malattia, rifulse quale instancabile e gioiosa testimone di Cristo. — Martirologio Romano