18 agosto
Beati 64 Martiri nei Pontoni di Rochefort
durante la Rivoluzione Francese
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto storico e la persecuzione
La Rivoluzione Francese ha avuto meriti nella formazione politica, morale e sociale dell'epoca moderna, ma ha anche provocato un capovolgimento violento delle classi al potere e lasciato un bilancio di sangue, morti ingiuste, delitti e violenze. In questo clima drammatico, la Chiesa Cattolica ha avuto innumerevoli martiri morti per il solo fatto di essere religiosi. L'Assemblea Costituente nel mille settecentottantanove ha confiscato tutti i beni ecclesiastici e ha soppresso gli Istituti religiosi. Nello stesso anno, la medesima Assemblea Costituente ha decretato la Costituzione Civile del Clero, la quale imponeva l'elezione di vescovi e parroci tramite voto popolare e imponeva al clero il giuramento di adesione alla Costituzione. Una parte del clero ha aderito alla Costituzione diventando clero giurato, mentre una parte del clero non ha voluto aderire ed è stata definita clero refrattario. L'Assemblea Legislativa ha in seguito infierito contro il clero refrattario, e nel mille settecentonovantadue la stessa Assemblea Legislativa ha massacrato trecento tra vescovi e sacerdoti refrattari. Successivamente la Convenzione Nazionale è succeduta al potere e ha emesso decreti di deportazione contro il clero refrattario. Tali decreti di deportazione imponevano la presentazione spontanea pena la morte, e complessivamente i provvedimenti hanno colpito duemila quattrocentododici sacerdoti e religiosi, i quali furono deportati in tre zone della Francia. Ottocentoventinove sacerdoti e religiosi furono deportati a La Rochelle, a Rochefort; settantasei sacerdoti e religiosi furono deportati a Nantes e Brest; mille quattrocentonovantaquattro sacerdoti e religiosi furono deportati a Bandeau e Blayc. I deportati giunti a Rochefort provenivano da trenta e cinque diocesi diverse e da città differenti, affrontando trattamenti crudeli ordinati dalla Convenzione per la loro fede, poichè il governo rivoluzionario voleva disfarsi clandestinamente dell'opposizione di questi deportati.
L'inferno dei pontoni e la testimonianza
Nella primavera del mille settecentonovantaquattro, gli ottocentoventinove sacerdoti e religiosi presenti furono imbarcati su due vecchie navi denominate pontoni. Questi pontoni rimasero ancorati nella foce del fiume Charente, di fronte all'isola di Aix, in un contesto geografico e temporale della morte collocato a La Rochelle e Rochefort, in Francia, tra il mille settecentonovantaquattro e il mille settecentonovantacinque. I prigionieri furono ammucchiati di notte in uno strettissimo interpontile e vissero un inferno di sofferenze aggravate dalla cattiveria dell'equipaggio. Ogni mattina l'equipaggio affumicava i prigionieri con il fumo di catrame, costringendo i detenuti a subire sofferenze e stenti indicibili in spazi ristretti e senza alcuna assistenza sanitaria. Molti dei prigionieri erano anziani e ammalati, e dopo cinque mesi di detenzione si contarono ben cinquecentoquarantasette morti. Tra i deceduti vi fu il canonico Jean-Baptiste Souzy, il quale nel marzo del mille settecentonovantaquattro aveva ricevuto una delega dal vescovo di La Rochelle per l'assistenza ai compagni deportati. Lo stesso Jean-Baptiste Souzy fu sepolto nella sabbia dell'isola Madame, come molti altri confratelli, e la tradizione riferisce che sulla spiaggia dell'Isola Madame i pellegrini hanno deposto una croce di ciottoli sul luogo di sepoltura di molti martiri. Duecentottantadue sopravvissuti furono liberati nel febbraio del mille settecentonovantacinque, e la testimonianza dei sopravvissuti ha permesso di raccogliere notizie preziose sul martirio dei sacerdoti e religiosi. La fermezza nella fede dei deportati li rese intrepidi testimoni di Cristo e fedeli alla Chiesa.
I sessantaquattro beati e i loro dati anagrafici
Nel mille novecentotrentadue fu istruito a La Rochelle il processo ordinario per la beatificazione di sessantaquattro martiri con documentazione sufficiente sulla morte, e il due luglio mille novecentonovantaquattro fu riconosciuto formalmente il loro martirio. I sessantaquattro martiri furono infine beatificati a Roma il primo ottobre mille settecentonovantacinque da papa Giovanni Paolo II, e nella medesima cerimonia di beatificazione furono commemorati tutti i cinquecentoquarantasette deportati morti a Rochefort, noti come i Martiri dei Pontoni del mille settecentonovantaquattro. Tra essi figura Jean-Baptiste Souzy, sacerdote e vicario episcopale della deportazione, identificato dal codice novantunomila trecentocinquantuno, nato il ventiquattro marzo mille settecentotrentadue e morto il ventisette agosto mille settecentonovantaquattro. Antoine Bannassat era un parroco, nato il venti maggio mille settecentoventinove e morto il diciotto agosto mille settecentonovantaquattro. Jean-Baptiste di Bruxelles era un canonico, nato il dodici settembre mille settecentotrentaquattro e morto il diciotto luglio mille settecentonovantaquattro. Florent Dumontet de Cardaillac era vicario generale di Castres, nato l'otto febbraio mille settecentoquarantanove e morto il cinque settembre mille settecentonovantaquattro. Jean-Baptiste Duverneuil era un carmelitano, nato nel mille settecentotrentasette e morto il primo luglio mille settecentonovantaquattro. Pierre Gabilhaud era un parroco, nato nel luglio mille settecentoquarantasette e morto il tredici agosto mille settecentonovantaquattro. Louis-Wulphy Huppy era un sacerdote, nato il primo aprile mille settecentosessantasette e morto il ventinove agosto mille settecentonovantaquattro. Pierre Jarrige de La Morelie de Puyredon era un canonico, nato il diciannove aprile mille settecentotrentasette e morto il dodici agosto mille settecentonovantaquattro. Barthélémy Jarrige de La Morelie de Blars era un religioso cluniacense, nato il diciotto marzo mille settecentocinquantatré e morto il tredici luglio mille settecentonovantaquattro. Jean-François Jarrige de La Morelie de Breuil era un canonico, nato l'undici gennaio mille settecentocinquantadue e morto il trentuno luglio mille settecentonovantaquattro. Joseph Juge de Saint-Martin era un sulpiziano e direttore di seminario, nato il quattordici giugno mille settecentotrentanove e morto il sette luglio mille settecentonovantaquattro. Marcel-Gaucher Labiche de Reignefort faceva parte della compagnia missionaria, nato il tre novembre mille settecentocinquantuno e morto il ventisei luglio mille settecentonovantaquattro. Pierre-Yrieix Labrouche de Labordaire era un canonico, nato il ventiquattro maggio mille settecentocinquantasei e morto il primo luglio mille settecentonovantaquattro. Claude-Barnabé Laurent de Mascloux era un canonico, nato l'undici giugno mille settecentotrentacinque e morto il sette settembre mille settecentonovantaquattro. Jacques Lombardie era un parroco, nato il primo dicembre mille settecentotrentasette e morto il ventidue luglio mille settecentonovantaquattro. Joseph Marchandon era un parroco, nato il ventuno agosto mille settecentoquarantacinque e morto il ventidue settembre mille settecentonovantaquattro. François d'Oudinot de La Boissiere era un canonico, nato il tre settembre mille settecentoquarantasei e morto il sette settembre mille settecentonovantaquattro. Raymond Petiniaud de Jourgnac era un vicario episcopale, nato il tre gennaio mille settecentoquarantasette e morto il ventisei giugno mille settecentonovantaquattro. Jacques Retauret era un carmelitano, nato il quindici settembre mille settecentoquarantasei e morto il ventisei agosto mille settecentonovantaquattro.
Ulteriori testimoni della fede
Il gruppo dei beati comprende inoltre Paul-Jean Charles, cistercense, identificato dal codice novantatremila centoquarantaquattro, nato il ventinove settembre mille settecentoquarantatré e morto il venticinque agosto mille settecentonovantaquattro. Augustin-Joseph Desgardin, cistercense, identificato dal codice novantatremila centoquarantadue, nacque il ventuno dicembre mille settecentoquarantacinque e morì il sei luglio mille settecentonovantaquattro. Pierre-Sulpice-Christophe Faverge, lasalliano, identificato dal codice novantunomila ottantotto, nacque il venticinque luglio mille settecentoquarantacinque e morì il dodici settembre mille settecentonovantaquattro. Joseph Imbert, gesuita, identificato dal codice novantaduemila duecentotrentatré, nacque nel mille settecentodiciannove e morì il nove giugno mille settecentonovantaquattro. Claude-Joseph Jouffret de Bonnefont era un sulpiziano e direttore di seminario, nato il ventitré dicembre mille settecentocinquantadue e morto il dieci agosto mille settecentonovantaquattro. Claude Laplace era vice direttore del tribunale vescovile, nato il quindici novembre mille settecentoventicinque e morto il quattordici settembre mille settecentonovantaquattro. Noël-Hilaire Le Conte era canonico della cattedrale di Bourges, nato il tre ottobre mille settecentosessantacinque e morto il diciassette agosto mille settecentonovantaquattro. Pierre-Joseph Legroing de La Romagére era un canonico, nato il ventotto giugno mille settecentocinquantadue e morto il ventisei luglio mille settecentonovantaquattro. Jean-Baptiste-Xavier Loir, frate cappuccino, identificato dal codice novantatremila centotrentanove, morì il diciannove maggio mille settecentonovantaquattro. Jean Mopinot, lasalliano, identificato dal codice novantadue mila novecentoquarantotto, nacque il dodici dicembre mille settecentoventiquattro e morì il ventuno maggio mille settecentonovantaquattro. Philippe Papon era un parroco, nato il cinque ottobre mille settecentoquarantaquattro e morto il diciassette giugno mille settecentonovantaquattro. Nicolas Savouret era consigliere delle clarisse, nato il ventisette febbraio mille settecentotrentatré e morto il sedici luglio mille settecentonovantaquattro. Jean-Baptiste Vernoy de Mont-Journal era un canonico, nato il diciassette novembre mille settecentotrentasei e morto il primo giugno mille settecentonovantaquattro. Louis-Armand-Joseph Adam era un sacerdote, nato il diciannove dicembre mille settecentoquarantuno e morto il tredici luglio mille settecentonovantaquattro. Charles-Antoine-Nicolas Angel era un religioso dell'Immacolata Concezione, nato l'undici ottobre mille settecentosessantatré e morto il ventinove luglio mille settecentonovantaquattro. Claude Beguignot era un certosino, nato il diciannove settembre mille settecentotrentasei e morto il sedici luglio mille settecentonovantaquattro. Jean Bourdon, frate cappuccino, identificato dal codice novantatremila quaranta, nacque il tre aprile mille settecentoquarantasette e morì il ventitré agosto mille settecentonovantaquattro. Louis-François Lebrun era un benedettino, nato il quattro aprile mille settecentoquarantaquattro e morto il venti agosto mille settecentonovantaquattro. Michel-Bernard Marchand era un sacerdote, nato il ventotto settembre mille settecentoquarantanove e morto il quindici luglio mille settecentonovantaquattro. Pierre-Michel Noel era un sacerdote, nato il ventitré febbraio mille settecentoquarantaquattro e morto il cinque agosto mille settecentonovantaquattro.
I confessori della fede sino al compimento
Tra i beati figurano ancora Gervais-Protais Brunel, cistercense trappista, nato il diciotto giugno mille settecentoquarantaquattro e morto il venti agosto mille settecentonovantaquattro. François François, frate cappuccino, identificato dal codice novantatremila quarantuno, nacque il diciassette gennaio mille settecentoquarantanove e morì il dieci agosto mille settecentonovantaquattro. Jacques Gagnot era un carmelitano, nato il nove febbraio mille settecentocinquantatré e morto il dieci settembre mille settecentonovantaquattro. Jean-Baptiste Guillaume, lasalliano, identificato dal codice novantatremila centosessantotto, nacque il primo febbraio mille settecentocinquantacinque e morì il ventisette agosto mille settecentonovantaquattro. Jean-Georges Rhem era un domenicano, nato il ventuno aprile mille settecentocinquantadue e morto l'undici agosto mille settecentonovantaquattro. Claude Richard era un benedettino, nato il diciannove maggio mille settecentoquarantuno e morto il nove agosto mille settecentonovantaquattro. Jean Hunot era un canonico, nato il ventuno settembre mille settecentoquarantadue e morto il sette ottobre mille settecentonovantaquattro. Sébastien-Loup Hunot era un canonico, nato il sette agosto mille settecentoquarantacinque e morto il diciassette novembre mille settecentonovantaquattro. François Hunot era un canonico, nato il dodici febbraio mille settecentocinquantatré e morto il sei ottobre mille settecentonovantaquattro. Georges Edme Rene era un sacerdote, nato il sedici novembre mille settecentoquarantotto e morto il due ottobre mille settecentonovantaquattro. Lazare Tiersot era un certosino, nato il ventinove marzo mille settecentotrentatré e morto il dieci agosto mille settecentonovantaquattro. Scipion Jérome Brigeat Lambert era decano del capitolo cattedrale, nato il nove giugno mille settecentotrentatré e morto il quattro settembre mille settecentonovantaquattro. Jean-Nicolas Cordier, gesuita e professore, identificato dal codice novantaduemila duecentoventiquattro, nacque il tre dicembre mille settecentodieci e morì il trenta settembre mille settecentonovantaquattro. Charles-Arnould Hanus era parroco e decano, nato il diciotto ottobre mille settecentoventitré e morto il ventotto agosto mille settecentonovantaquattro. Nicolas Tabouillot era un parroco, nato il sedici febbraio mille settecentoquarantacinque e morto il ventitré febbraio mille settecentonovantacinque. Antoine, detto Constant, Auriel era un vicario, nato il diciannove aprile mille settecentosessantaquattro e morto il sedici giugno mille settecentonovantaquattro. Elie Leymarie de Laroche era un priore, nato l'otto gennaio mille settecentocinquantotto e morto il ventidue agosto mille settecentonovantaquattro. François Mayaudon, canonico, identificato dal codice sessantanovemila ottocentoottanta, nacque il due maggio mille settecentotrentanove e morì l'undici settembre mille settecentonovantaquattro. Claude Dumonet era sacerdote e professore di collegio, nato il due febbraio mille settecentoquarantasette e morto il tredici settembre mille settecentonovantaquattro. Jean-Baptiste Laborie du Vivier era un canonico, nato il diciannove settembre mille settecentotrentanove e morto il ventisette settembre mille settecentonovantaquattro. Gabriel Pergaud, canonico regolare di sant'Agostino e priore, identificato dal codice novantaduemila centotredici, nacque il ventinove ottobre mille settecentocinquantadue e morì il ventuno luglio mille settecentonovantaquattro. Michel-Louis Brulard, carmelitano scalzo, identificato dal codice novantunomila trecentocinquantacinque, nacque l'undici giugno mille settecentocinquantotto e morì il venticinque luglio mille settecentonovantaquattro. Charles-René Collas du Bignon era sulpiziano e superiore di seminario, nato il venticinque agosto mille settecentoquarantatré e morto il tre giugno mille settecentonovantaquattro. Jacques-Morelle Dupas era un vicario, nato il dieci novembre mille settecentocinquantaquattro e morto il ventuno giugno mille settecentonovantaquattro. Jean-Baptiste Munestrel era un canonico, nato il cinque dicembre mille settecentoquarantotto e morto il sedici agosto mille settecentonovantaquattro.
La testimonianza del martirio
Il dramma che coinvolse questi sessantaquattro martiri ebbe inizio con la deportazione del clero refrattario, accusato di non volersi piegare alle imposizioni civili che minavano la libertà della fede. Il governo rivoluzionario destinò questi uomini a una fine atroce, confinandoli su vecchi pontoni, imbarcazioni trasformate in prigioni galleggianti ancorate presso la foce del fiume Charente. In quel luogo di desolazione, le condizioni di vita divennero rapidamente insostenibili, trasformando la detenzione in un lento e doloroso cammino verso la morte. La fame, il freddo, l'assenza di igiene e il diffondersi di malattie epidemiche decimorono la schiera dei prigionieri, portando al decesso ben cinquecentosettanta sacerdoti e religiosi, tra i quali la Chiesa ha riconosciuto il gruppo beatificato.
L'isola Madame, situata nelle vicinanze, divenne teatro di questo calvario, dove la dignità umana fu calpestata dalla crudeltà di un sistema che voleva piegare le coscienze. Tuttavia, in mezzo a tanta sofferenza, la fede non vacillò. I sacerdoti, nonostante la debolezza dei corpi, mantennero ferma la loro dedizione al ministero e alla preghiera, offrendo la loro vita come sacrificio gradito a Dio. Questo martirio non fu dettato da un gesto eclatante di ribellione, ma dalla tenace volontà di non tradire la propria vocazione e la comunione con la Chiesa. La loro morte nell'anno millesettecentonovantaquattro rimane impressa nella memoria cristiana come un esempio di come, anche nella solitudine e nell'abbandono, la luce di Cristo non possa essere spenta. Essi rappresentano una moltitudine che ha saputo trasformare il luogo della prigionia in un altare di testimonianza, offrendo il proprio sangue per la fedeltà alla Chiesa e alla verità del Vangelo, lasciando ai posteri una traccia incancellabile di santità vissuta nella prova estrema.
Il ricordo nella Chiesa
Il culto dei martiri dei pontoni di Rochefort è stato ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa con l'atto di beatificazione compiuto dal Papa Giovanni Paolo II. Questo gesto ha elevato il loro sacrificio alla gloria degli altari, confermando che la loro sofferenza non è stata vana, ma è divenuta seme di vita nuova per la comunità cristiana. La loro memoria liturgica è fissata al giorno diciotto agosto, data in cui i fedeli sono invitati a fare memoria di quanti hanno pagato con la vita la propria fedeltà al Signore.
Attraverso la loro beatificazione, la Chiesa ha voluto porre l'accento non solo sulla tragedia storica, ma sulla dimensione spirituale di un evento che parla ancora oggi al cuore degli uomini. La memoria di questi martiri non è un semplice richiamo a fatti del passato, ma un invito a interrogarsi sulla propria coerenza di vita. La loro testimonianza ci ricorda che, in ogni epoca, la fede richiede coraggio e spirito di sacrificio. Celebrarli significa rinnovare l'impegno a testimoniare il Vangelo con la stessa fermezza, confidando nel sostegno di coloro che hanno già raggiunto la pienezza della vita in Dio dopo aver attraversato il mare della tribolazione.
Domande frequenti
Quando si festeggia Beati 64 Martiri nei Pontoni di Rochefort?
I Beati Martiri dei Pontoni di Rochefort si ricordano liturgicamente insieme il diciotto agosto.