Beati Martiri di Damasco

Aggiornato il 21 luglio 2026

Beati Martiri di Damasco

Il cammino verso la testimonianza

Il gruppo dei martiri era composto da uomini che avevano risposto alla chiamata del Signore in tempi e luoghi differenti, giungendo infine nella città siriana. Tra loro vi erano sacerdoti come colui che, nato a San Martino de las Ollas nel 1804, entrò nell'ordine francescano nel 1825 per poi apprendere la lingua araba a Damasco, dopo aver vissuto esperienze in Italia, presso Lucca. Accanto a lui, il sacerdote nativo di Real de Candia, che dopo il servizio pastorale ad Ain-Karem, assunse nel 1851 l'incarico di superiore del convento di Damasco. La comunità missionaria accoglieva anche figure come il sacerdote austriaco nato a Ramsau nel 1827, il quale, dopo la formazione e il servizio prestato a Bolzano, giunse in Siria nel 1855 per dedicarsi interamente alla missione. La vocazione dei martiri non fu priva di percorsi tortuosi, come testimonia la vicenda del sacerdote nato a Villarejo de Salvanes nel 1814, il quale, dopo aver lasciato l'ordine nel 1835, vi rientrò nel 1858 per raggiungere Damasco proprio l'anno precedente al martirio. Completavano il gruppo due sacerdoti formatisi nel collegio missionario di Priego, originari rispettivamente di Lorca e di Aguilar de la Frontera, che avevano consacrato il proprio ministero all'annuncio del Vangelo. Questi uomini, pur nella diversità delle loro storie personali, trovarono nella missione di Damasco il luogo del compimento definitivo della loro dedizione a Dio.

Il martirio e la memoria

Nel corso del 1860, la città di Damasco fu teatro di una violenta persecuzione condotta dai drusi contro i cristiani. In questo tragico contesto, i sei sacerdoti francescani furono chiamati a una prova suprema. Ognuno di loro affrontò la morte in modi differenti, ma con la medesima fermezza d'animo. Alcuni furono uccisi a colpi di mazza, altri con l'uso di scure, scimitarre e pugnali, dopo aver opposto un rifiuto risoluto a rinnegare la propria fede o ad abiurare il nome di Cristo. La loro morte non fu solo una fine tragica, ma un atto deliberato di fedeltà al proprio stato sacerdotale e alla missione ricevuta. La Chiesa, riconoscendo la forza del loro sacrificio, ne ha perpetuato il ricordo attraverso la solenne canonizzazione avvenuta per opera di Papa Pio Undicesimo nel 1926. Da allora, il 10 luglio di ogni anno, i fedeli sono invitati a fare memoria di questi testimoni che, lontano dalla propria terra d'origine, hanno saputo donare la vita per amore del Signore, offrendo alle generazioni successive una testimonianza di incrollabile perseveranza nelle avversità.

Domande frequenti

Quando si festeggia la memoria dei Beati Martiri di Damasco?

La loro memoria liturgica viene celebrata il 10 luglio.

A Damasco in Siria, passione dei beati martiri Emanuele Ruíz, sacerdote, e compagni, sette dell’Ordine dei Frati Minori e tre fratelli fedeli della Chiesa Maronita, che, con l’inganno consegnati ai nemici da un traditore, furono sottoposti per la fede a varie torture e conclusero il loro martirio con una morte gloriosa. — Martirologio Romano