10 giugno
Beati Tommaso Green e Gualtiero Pierson
Martiri
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto della persecuzione e le prime pressioni sulla Certosa
Enrico VIII re d'Inghilterra decretò una grande persecuzione contro i cattolici, sconvolgendo la quiete spirituale del regno. I certosini erano monaci benvoluti e non dediti a nessuna attività politica, interamente consacrati alla preghiera e al silenzio. I monaci della Certosa di Londra ricevettero la visita dei funzionari del re, i quali chiedevano a tutti i maggiorenni, inclusi i religiosi, di approvare il ripudio della regina Caterina d'Aragona da parte del re e l'accettazione di Anna Bolena come sovrana. Il priore e il procuratore finirono in carcere per aver obiettato sulla legittimità del ripudio. Dopo un mese, convinti che il giuramento non toccasse la fede, il priore e il procuratore giurarono e furono liberati. Ritornati alla Certosa, convinsero gli altri monaci delle loro argomentazioni. Il venticinque maggio 1534 i monaci della Certosa di Londra giurarono ai funzionari reali, accompagnati da soldati. A fine anno 1534 un nuovo decreto del re e del Parlamento stabilì che tutti i sudditi dovevano disconoscere l'autorità del papa e riconoscere il re come capo della Chiesa anglicana anche nelle cose spirituali. Chi non acconsentiva al nuovo decreto era considerato reo di lesa maestà.
Il rifiuto del compromesso e il martirio dei primi confratelli
Il priore Giovanni Houghton riunì tutti i certosini per comunicare la notizia del nuovo decreto. Tutti i monaci si dissero pronti a morire per la Chiesa romana. Arrivarono nella certosa due priori di altre case, i quali si recarono dal vicario del re Tommaso Cromwell per chiedergli di esentarli dal giuramento impossibile da fare. Tommaso Cromwell fece arrestare i due priori e li rinchiuse nella Torre di Londra come ribelli e traditori. Dopo una settimana i due priori subirono un processo a Westminster, ribadirono il loro rifiuto, furono condannati a morte e rinchiusi nuovamente. I due priori furono raggiunti in carcere da altri due religiosi condannati per lo stesso motivo. Il quattro maggio 1535 padre Roberto Laurence, padre Agostino Webster, padre Riccardo Reynolds e il sacerdote Giovanni Haile indossarono gli abiti religiosi. I quattro condannati furono legati stesi su delle stuoie e trascinati per le vie sassose e fangose verso il Tyburn, che era il famigerato luogo delle esecuzioni capitali. Il padre Giovanni Houghton, priore di Londra, salì per primo il patibolo e collaborò con il boia per l'impiccagione, proferendo parole di perdono e fiducia in Dio. Prima di morire soffocato, uno dei presenti tagliò la corda e padre Giovanni Houghton cadde a terra. Il boia denudò Giovanni Houghton e gli cavò le viscere ancora vivo per mostrare il cuore ai consiglieri del re. Seguì l'esecuzione degli altri quattro religiosi. I corpi dei martiri furono fatti a pezzi ed esposti al popolo per incutere terrore ai papisti.
La fedeltà estrema dei monaci di Newgate
Altri tre certosini, vale a dire il vicario Umfrido Middlemore, il dotto latinista Guglielmo Exmew e Sebastiano Newdigate di nobili origini, furono arrestati, torturati e martirizzati il diciannove giugno 1535. Altri due certosini trasferiti da Londra alla Certosa di Hull furono denunziati, arrestati e impiccati l'undici maggio 1537. Altri dieci certosini furono imprigionati il ventinove maggio 1537 nel carcere di Newgate. I dieci certosini morirono di stenti e patimenti nel carcere di Newgate in breve tempo. Thomas Green e Walter Pierson morirono nel carcere di Newgate il dieci giugno 1537. Guglielmo Horn fu l'unico a sopravvivere al carcere e fu impiccato il quattro novembre 1540. Altri diciotto monaci rimasero nella certosa e avevano aderito al giuramento sperando di salvare il monastero. I diciotto monaci furono espulsi dopo qualche tempo e la certosa fu venduta a privati. Tommaso Green e Gualterio Pierson furono rinchiusi in un sordido carcere dove incontrarono una morte gloriosa consunti dalla fame e dalla malattia, suggellando con la propria esistenza la dedizione al Signore e alla Chiesa cattolica.
La beatificazione e la memoria nella Chiesa
I diciotto Certosini di Londra e altri trentacinque martiri furono beatificati da papa Leone XIII il nove dicembre 1886. I primi tre morti nel mille cinquecento trentacinque sono stati canonizzati da papa Paolo VI il venticinque ottobre 1970 all'interno di un gruppo di quaranta martiri. La testimonianza di questi religiosi rimane un faro luminoso per tutti i credenti chiamati a custodire la propria fede nei momenti di prova e di persecuzione. La loro memoria continua a vivere nella comunione dei santi e nella preghiera della Chiesa universale, che non dimentica il sacrificio di chi ha preferito la morte alla negazione della verità evangelica.
La vita e la testimonianza
La vita dei beati Tommaso Green e Gualtiero Pierson si intreccia con il drammatico mutamento religioso che ha scosso l'Inghilterra durante il sedicesimo secolo. Monaco di vita austera, ciascuno di loro ha dovuto confrontarsi con la pretesa del sovrano di assumere il controllo spirituale e giurisdizionale sulla Chiesa, una pretesa che non potevano in alcun modo accogliere senza tradire la propria vocazione. Il loro rifiuto di riconoscere il re come capo della Chiesa anglicana non fu un atto di sfida politica, bensì una scelta di fede dettata dalla convinzione che il primato di Cristo e della sua Chiesa non fosse negoziabile.
Questa ferma opposizione portò entrambi all'arresto e alla successiva detenzione presso la prigione di Newgate, a Londra. In quel luogo di sofferenza, lontano dalla luce del mondo, i due monaci vissero la prova suprema. Le condizioni disumane del carcere, caratterizzate da privazioni estreme e patimenti continui, non piegarono il loro spirito. La loro morte, sopraggiunta per gli stenti sopportati con rassegnata pazienza, divenne la firma ultima di una dedizione totale al Signore. La loro testimonianza non parla attraverso proclami, ma nella semplicità di chi accetta di consumare la propria esistenza per rimanere fedele alla verità evangelica, offrendo un esempio di resistenza spirituale che ancora oggi interroga la coscienza dei fedeli.
Il culto e la memoria
La Chiesa ha riconosciuto il valore del sacrificio dei beati Tommaso Green e Gualtiero Pierson, iscrivendoli nel numero dei martiri. La solenne canonizzazione avvenne per opera di papa Leone XIII il nove dicembre milleottocentottantasei, atto con cui si è voluto offrire alla venerazione dei credenti la figura di questi uomini che seppero donare la vita in un momento di grande oscurità per la fede in Inghilterra.
La memoria liturgica è celebrata con un anniversario individuale il dieci giugno, giorno in cui la comunità cristiana è chiamata a fare memoria della loro testimonianza di fedeltà. Esiste inoltre una memoria liturgica comune fissata al quattro maggio, occasione in cui la Chiesa unisce il ricordo di questi monaci a quello di altri martiri che, come loro, hanno offerto la vita per la medesima causa. Vivere il loro culto significa riscoprire il valore della fedeltà alla propria chiamata, anche quando il mondo intorno sembra smarrire il senso della verità e della libertà interiore.
Domande frequenti
Quando si festeggia Beati Tommaso Green e Gualtiero Pierson?
La festività comune si celebra il quattro maggio, mentre i singoli santi sono ricordati nei rispettivi anniversari di martirio, avvenuti il dieci giugno.
A Londra in Inghilterra, beati martiri Tommaso Green, sacerdote, e Gualterio Pierson, monaco della locale Certosa, che, per essersi opposti alla rivendicazione da parte del re Enrico VIII dei supremi diritti in materia ecclesiastica, furono rinchiusi in un sordido carcere, dove, consunti dalla fame e dalla malattia, incontrarono una morte gloriosa. — Martirologio Romano