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20 marzo

Beato Ambrogio Sansedoni

Domenicano

Aggiornato il 15 settembre 2026

Gli anni della giovinezza e la formazione

Ambrogio nasce nel palazzo Sansedoni in Piazza del Campo a Siena, nel contesto di una nobile famiglia della città. Alla nascita appare deforme per imperfezioni agli arti, una condizione che spinge i familiari ad affidarlo a una donna in un luogo separato, lontano dalla famiglia e dai palazzi. La donna lo accudisce con dedizione e riesce a guarirlo completamente. Dopo la guarigione, il fanciullo rientra a palazzo per vivere con i suoi cari. Raggiunta l'età di diciassette anni, sceglie di lasciare la famiglia per entrare nell'Ordine dei domenicani. Compie il noviziato e le prime scuole probabilmente a Siena, ponendo le basi del suo futuro cammino spirituale e intellettuale. Nel milleduecentoquarantacinque si trasferisce a Parigi per perfezionare i propri studi teologici. Successivamente, nel milleduecentoquarantotto, si sposta a Colonia, dove ha come professore sant'Alberto Magno e condivide il percorso di studio con compagni illustri come Pietro di Tarantasia e Tommaso d'Aquino.

L'insegnamento e la predicazione

Terminata la fase di approfondimento culturale, viene chiamato a Parigi come insegnante, mettendo a disposizione della comunità accademica il suo sapere. Nella capitale francese si distingue per l'efficacia della sua predicazione, che sa raggiungere i fedeli sia all'interno delle chiese sia nelle piazze. Possiede doti eccezionali di persuasione, sostenute da una solida preparazione teologica. Il Martirologio ricorda che visse a Siena come sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e che fu discepolo di sant'Alberto Magno, particolarmente versato nella dottrina e nella predicazione ma al contempo semplice verso tutti. Nel corso del suo apostolato usa parole particolarmente severe quando parla contro gli usurai, condannando fermamente le ingiustizie economiche del tempo. Dopo aver compiuto molti viaggi in Europa e in Italia, fa ritorno a Siena per riprendere la sua opera di predicazione. Viene infine colto da un malore irreparabile proprio mentre sta predicando il quaresimale nella sua città.

La diplomazia e la difesa di Siena

La sua autorevolezza spirituale viene spesso spesa al servizio della pace civile e della concordia tra le comunità. Nel milleduecentoquarantacinque contribuisce in modo decisivo a evitare uno scisma in Germania, causato dal grave dissidio sorto tra il concilio di Lione e l'imperatore Federico II. Negli anni successivi, alla morte di Federico II, suo figlio Manfredi cerca di recuperare i territori imperiali nel Sud d'Italia. La Sede romana interviene nelle contese chiamando nella penisola truppe francesi comandate da Carlo d'Angiò. La Siena ghibellina si schiera apertamente con Manfredi, provocando la reazione di papa Clemente che infligge alla città l'interdetto, vietando la celebrazione dei riti sacri. Per difendere i suoi concittadini, Ambrogio si reca a Orvieto dal Papa. Con il suo vigore razionale convince il Pontefice, il quale esclama che mai nessuno aveva parlato in quel modo. Viene apprezzato a Parigi, in Germania e in molte città d'Italia per la sua straordinaria capacità di costruire tregue e fermare le armi. Non riesce tuttavia a salvare Corradino di Svevia, l'ultimo principe tedesco in lotta per il Sud Italia. Corradino viene sconfitto a Tagliacozzo nel milleduecentosessantotto, consegnato da traditori a Carlo d'Angiò e decapitato. Ambrogio si adopera a Napoli per impedire l'esecuzione del giovane principe, coinvolgendo anche il Papa, ma ogni tentativo risulta vano.

Il culto e la memoria

La devozione verso il religioso senese si radica profondamente nella storia della sua terra e dell'Ordine di appartenenza. La città di Siena lo piange al momento della scomparsa e ne tramanda la memoria nei secoli. Fino a metà del Cinquecento si disputa un Palio dedicato proprio ad Ambrogio, a testimonianza del legame indissolubile tra la comunità civile e il beato. I fedeli continuano a pregare presso le sue reliquie conservate nella chiesa di San Domenico a Siena, mentre un suo busto marmoreo viene collocato sulla facciata del Duomo. Nel millecinquantanove sette papa Clemente VIII lo include ufficialmente nel Martirologio romano. L'Ordine Domenicano celebra la sua memoria liturgica l'otto ottobre di ogni anno, mentre la Chiesa universale ne fissa la ricorrenza al venti marzo.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Ambrogio Sansedoni?

La memoria liturgica del beato ricorre il venti marzo, mentre l'Ordine Domenicano celebra la sua ricorrenza l'otto ottobre.

Di cosa è patrono il Beato Ambrogio Sansedoni?

Il Beato Ambrogio Sansedoni è patrono della città di Siena.

A Siena, beato Ambrogio Sansedoni, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che fu discepolo di sant’Alberto Magno e, benché uomo versato nella dottrina e nella predicazione, si mostrò nello stesso tempo semplice verso tutti. — Martirologio Romano