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venerdì 20 marzo 2026 · Santo del giorno

San Giovanni Nepomuceno

Sacerdote e martire

San Giovanni Nepomuceno

San Giovanni Nepomuceno visse nel quattordicesimo secolo, essendo nato nel 1330 a Nepomuk, in Boemia, e trovando la morte a Praga nel 1393 o nel 1383 a seconda delle tradizioni. Sacerdote zelante, predicatore stimato e direttore di coscienze, fu scelto come confessore dalla pia regina Giovanna di Baviera, consorte del re Venceslao IV. Per aver difeso con la vita l'inviolabilità del sigillo sacramentale della confessione e i diritti della Chiesa contro lo strapotere di un sovrano corrotto, subì torture e fu gettato vivo nelle acque del fiume Moldava.

Egli è ricordato nei secoli come il martire del confessionale e il protettore invocato contro i pericoli delle alluvioni, delle esondazioni e per la salvaguardia dei ponti. La sua figura, legata a una profonda devozione popolare e successivamente rilanciata dalla propaganda dei Gesuiti durante la Controriforma, continua a ispirare i fedeli che riconoscono in lui un custode fedele della verità cristiana e un intercessore potente nelle avversità legate all'acqua.

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Gli altri santi di oggi

Beato Ambrogio Sansedoni

Domenicano

Il Beato Ambrogio Sansedoni nacque a Siena nel tredicesimo secolo, esattamente il sedicesimo aprile del mille duecentoventi, nel palazzo Sansedoni in Piazza del Campo. La sua vita terrena si concluse nella sua città natale il venti marzo del mille duecentottantasei. Sacerdote dell'Ordine dei Predicatori, visse la sua vocazione tra la cattedra dell'insegnamento, la predicazione itinerante e la delicata opera di pacificazione diplomatica in un'epoca segnata da laceranti conflitti politici. La sua figura rimase profondamente legata alla terra senese, che lo pianse alla morte, lo onorò e lo elesse a proprio patrono. I fedeli continuarono a pregare presso le sue reliquie conservate nella chiesa di San Domenico a Siena, mentre un suo busto fu collocato sulla facciata del Duomo cittadino.

Nel corso della sua esistenza, Ambrogio seppe unire una raffinata preparazione dottrinale a una grande semplicità verso tutti. Fu discepolo di sant'Alberto Magno a Colonia e compagno di studi di figure insigni della Chiesa, distinguendosi per la straordinaria efficacia della sua parola sia nelle chiese sia nelle piazze. La tradizione riferisce che possedesse doti eccezionali di persuasione e che alcuni pittori lo raffigurassero con lo Spirito Santo in forma di colomba bianca che gli parlava all'orecchio. La sua memoria liturgica fu fissata al venti marzo, mentre l'Ordine Domenicano celebra la sua ricorrenza l'otto ottobre. Papa Clemente VIII lo incluse nel Martirologio romano nel millenovecentonovantasette.

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Beato Ippolito Galantini

Laico, fondatore

Il Beato Ippolito Galantini, nato a Firenze nel 1565, è una figura luminosa di laico che ha dedicato la propria esistenza all'istruzione religiosa e alla cura spirituale delle fasce più umili della popolazione. La sua vita, interamente spesa al servizio del Vangelo, è segnata da una dedizione precoce e feconda, capace di tradursi in opere concrete che hanno attraversato i confini della Toscana e dell'Emilia, lasciando un segno indelebile nella storia della catechesi.

Egli viene oggi ricordato come un instancabile maestro della fede, che seppe rispondere con umiltà e sapienza alla vocazione di educatore. Fondando la Congregazione di San Francesco della Dottrina Cristiana tra il 1602 e il 1604, Ippolito Galantini ha istituzionalizzato un metodo di annuncio del Vangelo rivolto ai ceti popolari, offrendo loro non solo istruzione dottrinale, ma una via sicura per incontrare Cristo. Il suo impegno, riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa con la beatificazione avvenuta nel 1825, continua a interpellare il cuore dei fedeli come esempio di laicato consapevole e operoso.

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Sant' Arcil II

Re di Georgia, martire

Sant' Arcil secondo visse nell'ottavo secolo e guidò la Georgia come re tra il settenne trentasei e il settenne ottantasei, affrontando con coraggio le devastanti invasioni arabe nel suo regno. Figlio del principe Stefano Khosroid di Cakheth, egli si distinse per la difesa della propria terra e soprattutto per la fedeltà incrollabile a Cristo, che lo condusse infine a subire il martirio per decapitazione dopo aver rifiutato ogni compromesso con la fede islamica.

La sua memoria liturgica si diffonde in diverse tradizioni antiche, trovando posto nel Calendario Georgiano e in antichi lezionari sparsi tra Gerusalemme e Parigi. La sua figura resta un punto di riferimento luminoso per la testimonianza cristiana vissuta fino al sacrificio supremo della vita terrena, ricordata con particolare devozione nel giorno ventesimo di marzo.

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Santa Maria Giuseppina del Cuore di Gesù (Sancho de Guerra)

Santa Maria Giuseppina del Cuore di Gesù, al secolo Maria Giuseppa del Cuore di Gesù Sancho de Guerra, visse nel corso del XIX secolo lasciando un segno profondo nella Chiesa attraverso la fondazione della Congregazione delle Suore Serve di Gesù. Nata a Vitoria, in Spagna, il 7 settembre 1842, ella seppe tradurre una precoce e profonda inclinazione alla pietà e alla carità in una dedizione totale e operosa verso i malati e i poveri, guidata da una forte spiritualità eucaristica e mariana.

Ricordata dalla Chiesa per la sua straordinaria opera di assistenza sanitaria e spirituale e per aver guidato la sua famiglia religiosa per oltre quarant'anni con sapienza e dedizione, la santa è stata canonizzata il 1 ottobre 2000 da Papa Giovanni Paolo II. La sua memoria liturgica si celebra il 20 marzo, giorno in cui rese l'anima a Dio a Bilbao nel 1912, dopo una vita interamente consumata nell'amore per Cristo crocifisso e nel servizio al prossimo sofferente.

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Beato Francesco di Gesù Maria Giuseppe (Francisco Palau y Quer)

Sacerdote carmelitano

Il Beato Francesco di Gesù Maria Giuseppe, al secolo Francisco Palau y Quer, è stato un sacerdote dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi che ha attraversato il diciannovesimo secolo con la forza di una fede incrollabile. Nato ad Aytona nel 1811, ha consacrato la propria esistenza al servizio di Dio e del prossimo, affrontando con spirito di abnegazione le sofferenze dell'esilio e la fatica del ministero apostolico in terra di Spagna e in Francia. La sua vita, giunta a compimento a Tarragona nel 1872, rimane una testimonianza luminosa di dedizione pastorale e di zelo per la santità.

Egli è ricordato oggi come un uomo di profonda carità, capace di farsi prossimo nelle situazioni più critiche, come dimostra il suo coraggioso impegno accanto agli infermi nell'ospedale di Calasanz durante le epidemie. Fondatore di congregazioni di terziari e terziarie carmelitani e animatore della vita culturale e spirituale con la Scuola delle Virtù a Barcellona, il Beato Francesco ha saputo educare i cuori alla ricerca della verità. La Chiesa ha riconosciuto la santità di questo umile religioso attraverso la solenne beatificazione presieduta da Giovanni Paolo II nel 1988.

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San Giuseppe (Josef) Bilczewski

Arcivescovo di Lviv dei Latini

San Giuseppe Bilczewski, noto anche come Jozef Bilczewski, nacque il 26 aprile 1860 a Wilamowice, in Polonia. Vissuto tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, fu un illustre docente universitario, arcivescovo di Leopoli di rito latino e infaticabile pastore dedito alla cura spirituale e materiale del suo popolo, specialmente dei più bisognosi in tempo di guerra.

Egli è ricordato per la sua straordinaria dedizione alla Chiesa, l'amore profondo per l'Eucaristia e la preghiera intensa che segnò ogni istante della sua esistenza. La sua luminosa testimonianza di santità, riconosciuta dai fedeli sin dalla sua morte avvenuta nel 1923, fu suggellata dalla beatificazione proclamata da Papa Giovanni Paolo II nel 2001 e dalla canonizzazione celebrata da Papa Benedetto XVI nel 2005.

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San Martino di Braga

Vescovo

San Martino di Braga visse nel sesto secolo, essendo nato in Pannonia, nell'attuale Ungheria, intorno all'anno 510, e avendo concluso il suo cammino terreno a Braga, in Portogallo, il 20 marzo 579. Egli si distinse per una cultura straordinaria, tale da essere considerato secondo a nessuno nel suo tempo, frutto di studi approfonditi e di un lungo pellegrinaggio in Oriente che segnò profondamente la sua vocazione monastica e pastorale. La tradizione riferisce che già in vita gli vennero attribuiti dei miracoli, segno di una santità percepita da quanti lo accostavano nel quotidiano.

Il vescovo Martino è ricordato soprattutto per essere stato l'eminente protagonista del passaggio del popolo germanico degli Svevi dal cristianesimo ariano alla fede cattolica nella regione della Galizia. La sua opera pastorale seppe coniugare la fermezza della dottrina con una straordinaria capacità di farsi accogliere e ascoltare, diventando uno dei personaggi più eminenti del regno svevo. Il Martirologio ne ricorda la figura luminosa, le sedi episcopali di Dumio e di Braga, e il fecondo zelo apostolico che rinnovò la Chiesa locale.

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Sant’ Archippo di Colossi

Discepolo di San Paolo, martire

Sant'Archippo di Colossi appartiene a quella schiera di discepoli della prima ora che hanno intrecciato il proprio cammino con l'apostolato di San Paolo. Originario di Colossi, egli ha speso la propria vita nel servizio sacerdotale, divenendo un punto di riferimento essenziale per la comunità cristiana della sua terra. Il suo nome risuona nelle pagine del Nuovo Testamento, dove l'Apostolo delle genti lo ricorda con stima, riconoscendo in lui un collaboratore fedele e un uomo dedito alla cura dei fratelli, al fianco di Epafra nell'edificazione della Chiesa locale.

La memoria di Sant'Archippo è custodita con venerazione dalla Chiesa, che ne tramanda l'esempio di dedizione apostolica. Oltre al ministero svolto con umiltà e fervore, la tradizione agiografica ne conserva il ricordo come martire, testimone intrepido della fede cristiana durante le persecuzioni avvenute sotto l'imperatore Nerone. Egli rappresenta oggi una figura luminosa di fedeltà evangelica, un modello di perseveranza che continua a ispirare quanti, nel silenzio del quotidiano, si impegnano a servire il Signore e a edificare il corpo mistico della Chiesa con spirito di carità e dedizione assoluta.

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Santa Claudia e compagne

Martiri di Amiso

Santi Paolo, Cirillo, Eugenio e compagni

Martiri in Siria

Ad Antiochia di Siria, oggi in Turchia, santi Paolo, Cirillo e altri, martiri.

Sant' Urbicio di Metz

Vescovo

A Metz nella Gallia belgica, nell’odierna Francia, sant’Urbizio, vescovo.

San Vulfranno

Arcivescovo di Sens

Nel monastero di Fontenelle nella Neustria, in Francia, deposizione di san Vulframno, che, prima monaco e poi vescovo di Sens, si dedicò a donare al popolo frisio l’annuncio del Vangelo; tornato infine nel monastero di Fontenelle, vi riposò in pace.

San Niceta di Apolloniade

Vescovo

Commemorazione di san Niceta, vescovo di Pojani in Macedonia, che fu mandato in esilio dall’imperatore Leone l’Armeno a motivo del culto delle sacre immagini.

Sant' Alessandra di Amiso e compagne

Martiri

Santi Martiri di San Saba

Nel monastero di Mar Saba in Palestina, martirio dei santi venti monaci, che durante un’incursione dei Saraceni morirono soffocati dal fumo nella chiesa della Madre di Dio.

Beato Battista Spagnoli

A Mantova, beato Battista Spagnoli, sacerdote dell’Ordine dei Carmelitani, che promosse la pace tra i principi e riformò l’Ordine di cui, suo malgrado, fu messo a capo per volontà del papa Leone X.

San Cutberto di Lindisfarne

Vescovo

Nell’isola di Farne in Northumbria, nell’odierna Inghilterra, transito di san Cutberto, vescovo di Lindisfarne, che nel suo ministero pastorale brillò per la stessa diligenza dimostrata in precedenza in monastero e nell’eremo, e armonizzò pacificamente l’austerità e lo stile di vita dei Celti con i costumi romani.

Beata Giovanna Veron

Vergine e martire

A Ernée nel territorio di Mayenne in Francia, beata Giovanna Véron, vergine e martire, che si dedicò alla cura dei fanciulli e dei malati e fu trafitta con la spada durante la rivoluzione francese per aver nascosto dei sacerdoti ai persecutori.

San Leonzio di Saintes

Vescovo

San Vilfino (o Vulfino) di Die

Vescovo

Dal Martirologio Romano

A Praga in Boemia, san Giovanni Nepomuceno, sacerdote e martire, che nel difendere la Chiesa patì molte ingiurie da parte del re Venceslao IV e, sottoposto a torture e supplizi, fu infine gettato ancora vivo nel fiume Moldava. — Martirologio Romano