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20 marzo

San Giuseppe (Josef) Bilczewski

Arcivescovo di Lviv dei Latini

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalle origini umili agli studi accademici

San Giuseppe Bilczewski nacque il 26 aprile 1860 a Wilamowice in Polonia, venendo al mondo in una famiglia di contadini come il primo di nove figli. Da giovane alternava gli studi al lavoro nei campi per aiutare i genitori, crescendo in mezzo alle fatiche quotidiane di una grande famiglia da sfamare. Fu fatto studiare per la sua intelligenza e buona volontà, e tutti lo consideravano un gran cranio per l'intelligenza viva e i risultati brillanti ottenuti nei vari gradi scolastici. Frequentò il ginnasio e il liceo a Wadowice, dove si diplomò a pieni voti. Aveva vent'anni quando entrò nel seminario diocesano di Cracovia nel 1880. Superò brillantemente tutti gli studi e gli esami e fu ordinato sacerdote nel 1884. Svolse un anno di lavoro pastorale dopo l'ordinazione, per poi essere inviato a Vienna, Roma e Parigi al fine di approfondire il dottorato in teologia. Si laureò in teologia nel 1890, coronando un percorso di preparazione culturale e spirituale di altissimo livello. Ritornato in Polonia, ottenne dapprima un incarico di docente in teologia all'Università Jaghellonica di Cracovia. Nel 1891 ottenne un posto di professore di dogmatica presso l'Università di Leopoli. Si specializzò inoltre in archeologia cristiana, meritando dal governo polacco una borsa di studio per compiere ricerche sulle catacombe romane a Roma. Grazie ai suoi studi e alle ricerche pubblicò opere scientifiche e articoli su riviste specializzate. Incantava i colleghi con la cordialità, affascinava gli studenti con la disponibilità e stupiva il mondo scientifico con la profondità dei suoi studi, tanto da essere eletto rettore dell'Università per la sua profonda scienza, simpatia, bontà e gentilezza.

Il ministero episcopale e l'opera pastorale

Nel 1900 fu proposto per la sede vescovile di Leopoli con il consenso dell'imperatore austriaco. Il 17 dicembre 1900 fu nominato arcivescovo di Leopoli di rito latino, e la nomina arcivescovile avvenne con il consenso dell'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe. Fu consacrato vescovo ad appena quarant'anni, e la sua consacrazione episcopale fu celebrata il 20 gennaio 1901 nella cattedrale. Da vescovo fu paragonato subito al Buon Pastore per la dedizione alla sua diocesi. Il suo programma pastorale si riassumeva nelle parole sacrificarsi per la Chiesa e si esplicò in un ampio programma di attività spirituali, formazione del clero e organizzazione del rito cattolico. Il santo non temeva il lavoro e, nel pieno del suo vigore fisico, visitava instancabilmente la diocesi per sostenere i suoi preti e incoraggiare i fedeli. Nel 1904 organizzò il primo Congresso Mariologico in Polonia. Instaurò il culto del beato Giacomo Strepa, suo predecessore morto nel 1409. Fu attaccatissimo alla Sede Apostolica e compì numerose visite ad limina ai sommi pontefici, le quali servivano a sottolineare il suo attaccamento e quello della diocesi alla Sede apostolica. I papi dell'epoca dimostrarono benevolenza nei suoi confronti, e tra di essi si ricorda il legame ideale con Giovanni Paolo II, il quale era particolarmente lieto di considerarlo nella linea della sua successione apostolica. Il vescovo Giuseppe consacrò infatti il vescovo Twardowski, il quale ordinò il vescovo Baziak, che a sua volta conferì l'ordinazione vescovile a Karol Wojtyła. Scrisse numerose lettere pastorali per l'edificazione dei fedeli e del clero della diocesi, testi che spiegavano e inculcavano il culto all'Eucaristia e al Sacro Cuore, promuovevano la pratica della confessione e sottolineavano l'importanza dell'educazione religiosa dei bambini e dei giovani. In tempo di guerra sovvenne con ogni mezzo e premura alle necessità dei poveri e dei bisognosi, adoperandosi con grande ardore di carità per l'edificazione dei costumi e la formazione dottrinale del clero e del popolo.

La spiritualità, il transito e la gloria degli altari

La vita spirituale del santo fu racchiusa nelle tre parole: preghiera, lavoro e abnegazione di sé stesso. Le sue parole nascevano da un'intensa spiritualità che aveva in Gesù il suo centro e nella Madonna un modello e una guida. Dedicava intere notti alla preghiera. Morì il 20 marzo 1923 a Leopoli in Ucraina, a seguito di un'ultima malattia, spegnendosi all'età di sessantatré anni. Durante la malattia fu assistito con la preghiera dall'intero capitolo metropolita. Da morto fu subito venerato come santo prima della proclamazione ufficiale della Chiesa. I suoi funerali furono un'apoteosi di affetto della popolazione, del clero e di una rappresentanza del governo. Il cardinale Wojtyla, nel cinquantesimo anniversario della morte, disse che il suo servizio pastorale fu riassunto dalle parole del Salmo: Lo zelo per la tua casa mi divora. Il 20 marzo 1928 fu innalzato un monumento alla sua persona nella cattedrale di Leopoli. Il 24 luglio 1995 avvenne un miracolo su un ragazzo con gravi ustioni, giudicato favorevolmente dai processi canonici e determinante per la beatificazione. Papa Giovanni Paolo II lo proclamò beato il 26 giugno 2001 durante il pellegrinaggio apostolico a Leopoli, in Ucraina. La morte di Giovanni Paolo II, avvenuta un anno prima, non gli permise di canonizzarlo direttamente, e la canonizzazione fu così riservata a Benedetto XVI. Papa Benedetto XVI lo proclamò santo il 23 ottobre 2005 in piazza San Pietro, nella sua prima cerimonia di canonizzazione. Il Martirologio lo colloca a Leopoli in Ucraina, ricordandolo con il nome di beato Giuseppe Bilczewski, sebbene la Chiesa universale ne celebri la memoria liturgica come santo.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Giuseppe Bilczewski?

La sua memoria liturgica si celebra il 20 marzo.

Di cosa è patrono San Giuseppe Bilczewski?

I fatti forniti non menzionano specifici patronati attribuiti al santo.

A Leopoli in Ucraina, beato Giuseppe Bilezewski, vescovo, che con grande ardore di carità si adoperò per l’edificazione dei costumi e la formazione dottrinale del clero e del popolo di rito latino e, in tempo di guerra, sovvenne con ogni mezzo e premura alle necessità dei poveri e dei bisognosi. — Martirologio Romano