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20 marzo

Santa Maria Giuseppina del Cuore di Gesù (Sancho de Guerra)

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'infanzia e la formazione

Santa Maria Giuseppina del Cuore di Gesù nacque a Vitoria, nella Guascogna in Spagna, il 7 settembre 1842. Ella era la figlia primogenita di Bernabé Sancho, che di professione faceva il seggiolaio, e di Petra de Guerra, casalinga. Il giorno successivo alla nascita, la bambina ricevette il sacramento del battesimo. La sua crescita cristiana fu precoce, tanto che fu cresimata il 10 agosto 1844, all'età di soli due anni, secondo la prassi che si seguiva in quell'epoca. La serenità della fanciullezza fu segnata dal dolore quando il padre morì, lasciandola orfana all'età di sette anni. La madre si prese cura personalmente della sua preparazione spirituale, accompagnandola verso la Prima Comunione, che ella ricevette all'età di dieci anni. Giunta all'età di quindici anni, Maria Giuseppa fu inviata a Madrid presso alcuni parenti affinché potesse ricevere una formazione e un'educazione più completa. Fin dalla più tenera età, la sua infanzia e fanciullezza furono caratterizzate da una forte pietà verso l'Eucaristia e la Vergine Maria, accompagnate da una spiccata sensibilità verso i poveri e gli ammalati, e da una naturale inclinazione alla ritiratezza.

Il discernimento e la vocazione

Intorno ai diciotto anni, Maria Giuseppa fece ritorno a Vitoria, dove manifestò apertamente alla madre il desiderio di entrare in monastero, sentendosi fortemente attratta dalla vita claustrale. Da adulta affermava con convinzione di essere nata con la vocazione religiosa. Prima di trovare la forma definitiva della sua chiamata, la giovane dovette passare attraverso varie esperienze, segnata anche dai contrastanti suggerimenti di diversi ecclesiastici. Nel 1860 fu sul punto di entrare tra le Concezioniste contemplative di Aranjuez, ma i suoi propositi furono interrotti da una grave malattia di tifo. La madre le fu di grande aiuto per superare la delusione causata da quella mancata entrata. Nei mesi successivi, la giovane comprese gradualmente di essere chiamata a un genere di vita religiosa di tipo attivo. Prese quindi la decisione di entrare nell'Istituto delle Serve di Maria, fondato a Madrid da Santa Soledad Torres Acosta. Tuttavia, con l'avvicinarsi della professione religiosa, fu assalita da gravi dubbi sulla sua effettiva chiamata in quell'Istituto. Diversi confessori, interpellati da lei in quel momento di smarrimento, le dissero che aveva sbagliato vocazione. I contatti provvidenziali con l'arcivescovo Claret e i colloqui avuti con Santa Soledad Torres Acosta maturarono definitivamente in lei la decisione di uscire dall'Istituto delle Serve di Maria. Ella uscì dall'istituto con il proposito di fondare una nuova famiglia religiosa dedicata esclusivamente all'assistenza agli infermi negli ospedali e a domicilio. Altre quattro Serve di Maria condivisero questo ideale e uscirono insieme a lei, ottenendo la debita licenza del Cardinale Arcivescovo di Toledo.

La fondazione e l'opera delle Serve di Gesù

La nuova fondazione avvenne a Bilbao nella primavera del 1871, quando Maria Giuseppa aveva ventinove anni. Ella assunse il nome di Maria Giuseppa del Cuore di Gesù e fu la superiora del nuovo Istituto delle Serve di Gesù per quarantuno anni consecutivi a partire dalla fondazione. Per adempiere al suo compito con dedizione, affrontò penosi viaggi allo scopo di visitare le varie comunità del suo Istituto sparse nei territori. Una lunga malattia la costrinse successivamente a letto o in poltrona nella Casa di Bilbao, ma anche da quella dolorosa infermità ella continuava a seguire da vicino le vicende delle Case in Spagna e all'estero servendosi di una fitta corrispondenza. La spiritualità della fondatrice era incentrata sul grande amore all'Eucaristia e al Sacro Cuore, e comprendeva la profonda adorazione del mistero della Redenzione, la partecipazione al dolore di Cristo e alla Croce, e la dedizione al servizio degli infermi in uno spirito contemplativo. Il carisma trasmesso all'Istituto delle Serve di Gesù unisce proprio il servizio caritatevole al prossimo infermo con lo spirito contemplativo. La santa ha espresso questo concetto nel Directorio de Asistencias da lei scritto. Nel testo scritto, la Serva di Gesù procura all'infermo accompagnato fino alla porta dell'eternità un bene maggiore rispetto a quello del missionario che richiama gli erranti con la predestinazione. Le funzioni materiali dell'Istituto sono destinate a procurare la salute corporale del prossimo, ma tali funzioni si elevano a grande altezza facendo diventare la vita attiva più perfetta di quella contemplativa. Tale insegnamento sulla perfezione della vita attiva deriva dall'Angelico maestro San Tommaso a proposito dei lavori diretti alla salvezza dell'anima derivanti dalla contemplazione. Le Serve di Gesù hanno continuato il servizio ai malati dalla morte della Beata fino ad oggi con una generosa oblazione di vita. Nel corso del tempo l'Istituto ha aggiunto nuove finalità in conformità ai progressi dei tempi e alla vita moderna. La primaria finalità comprendeva l'assistenza agli infermi, il ricovero e la cura di donne anziane e l'accoglienza di bambini negli asili nido. Le nuove opere includono mense per persone in difficoltà, centri d'accoglienza per malati di AIDS, centri di giorno per anziani, la pastorale della salute e altre opere di carità e beneficenza. Le opere di carità si svolgono soprattutto negli Stati più poveri dell'America Latina e dell'Asia. Attualmente vi sono mille e cinquanta suore appartenenti all'Istituto delle Serve di Gesù, e le suore sono presenti in Spagna, Italia, Francia, Portogallo, Cile, Argentina, Paraguay, Colombia, Ecuador, Perù, Messico, Repubblica Dominicana e Filippine.

Il transito e il cammino verso la canonizzazione

La fondatrice morì il 20 marzo 1912, dopo lunghi anni di sofferenze, a Bilbao. Alla sua morte il numero delle Case fondate era arrivato a quarantatré e le suore superavano il migliaio. La sua scomparsa provocò grande emozione a Bilbao e nelle altre località dove era conosciuta, e i suoi funerali ebbero una risonanza straordinaria. Inizialmente fu sepolta nel cimitero cittadino di Bilbao. Nel 1926 i suoi resti mortali furono traslati nella Casa Madre dell'Istituto e tumulati nella cappella. Pochi anni dopo la morte della Madre Maria Giuseppa, l'Istituto progettava l'inizio della Causa di Canonizzazione. Tuttavia, circostanze avverse, tra cui la guerra civile spagnola del 1936 e la seconda guerra mondiale, hanno ritardato l'attuazione della causa. La causa poté attuarsi soltanto poco il trentennio. Il 31 maggio 1951 è iniziato il Processo Ordinario Informativo di Bilbao. Successivamente, il 7 gennaio 1972 è stato emesso il decreto sull'introduzione della causa. Il 7 settembre 1989 è stato promulgato il decreto sulle virtù. Il 27 settembre 1992 la fondatrice è stata solennemente beatificata in Piazza San Pietro. Infine, nel concistoro del 10 marzo 2000, Sua Santità Giovanni Paolo II ha fissato la data della Canonizzazione per il 1 ottobre 2000, elevando agli onori degli altari la vergine e fondatrice della Congregazione delle Suore Serve di Gesù, formata soprattutto alla cura dei malati e dei poveri.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Maria Giuseppina del Cuore di Gesù?

La sua ricorrenza si celebra il 20 marzo, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1912.

Di cosa è patrona Santa Maria Giuseppina del Cuore di Gesù?

La santa è patrona dei malati e dei poveri, ai quali ha dedicato interamente la sua esistenza e la sua opera.

A Bilbao nella Guascogna in Spagna, santa Maria Giuseppa del Cuore di Gesù Sancho de Guerra, vergine, fondatrice della Congregazione delle Suore Serve di Gesù, che formò soprattutto alla cura dei malati e dei poveri. — Martirologio Romano