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giovedì 19 marzo 2026 · Santo del giorno

San Giuseppe

Sposo della Beata Vergine Maria

San Giuseppe

San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria e custode della Sacra Famiglia, è una delle figure più luminose e silenziose della storia della salvezza. Nato dalla stirpe regale di Davide e vissuto nel primo secolo, egli visse la sua missione con straordinaria fede, obbedienza e dedizione, accompagnando i primi passi del Verbo incarnato e proteggendo la Vergine Maria con amore e rispetto assoluti. Uomo giusto e silenzioso, lavorò umilmente come falegname nella bottega di Nazaret, offrendo le fatiche delle sue mani ruvide per provvedere al sostentamento del Figlio di Dio e della Madre.

La memoria liturgica di San Giuseppe si celebra solennemente il diciannove marzo, mentre il primo maggio viene ricordato come patrono dei lavoratori e degli artigiani. Egli è venerato universalmente come modello sublime di paternità, custode della Chiesa e patrono della buona morte, poiché la tradizione tramanda che sia spirato serenamente tra le braccia di Gesù e di Maria. La sua figura rimane un punto di riferimento fondamentale per i credenti, un esempio luminoso di ascolto della voce divina e di dedizione totale al disegno di salvezza.

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Gli altri santi di oggi

Beato Marcello Callo

Laico, martire

Il Beato Marcello Callo è una luminosa e splendida figura di giovane laico impegnato, la cui esistenza si è compiuta negli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Nato a Rennes, in Francia, il 6 dicembre 1921 all'interno di una famiglia profondamente cristiana e numerosa, egli visse la sua giovinezza testimoniando una fede incrollabile attraverso il lavoro, l'apostolato e la carità fraterna. La tradizione lo ricorda come il primo Scout al mondo a ricevere l'aureola di beato, elevato agli onori degli altari da papa Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1987. Egli rientra a buon diritto nel numero dei martiri del nazismo e nella schiera di quelle figure eroiche, cattoliche e non, che hanno offerto la propria vita nei campi di sterminio tedeschi.

La sua testimonianza si distinse per la scelta di rimanere nel mondo per fare del bene, prima come giovane lavoratore e presidente di sezione nella Gioventù Operaia Cristiana, e successivamente come deportato in Germania per il servizio di lavoro obbligatorio. Condannato con una sola accusa, ovvero essere troppo cattolico, affrontò la prigionia e i campi di concentramento, tra cui il famigerato lager di Mauthausen, trasformando ogni sofferenza in un atto di amore e di apostolato clandestino. Il Martirologio lo ricorda il 19 marzo come beato e martire, attestando come egli confortasse con spirito cristiano nella fede i compagni di prigionia sfiniti dai lavori forzati, sino al supremo sacrificio della vita avvenuto il 19 marzo 1945.

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Beato Isnardo da Chiampo

Sacerdote domenicano

Il Beato Isnardo nacque a Chiampo, in provincia di Vicenza, durante il tredicesimo secolo. Egli scelse di servire la Chiesa come sacerdote appartenente all'Ordine dei Predicatori, distinguendosi profondamente per la purezza della sua vocazione e per l'amore operoso verso il prossimo. La sua esistenza terrena si concluse il diciannovesimo giorno di marzo del milleduecentoquarantaquattro a Pavia, città nella quale aveva trascorso gran parte del suo ministero sacerdotale e pastorale. La sua memoria liturgica si celebra il diciannovesimo giorno di marzo secondo il Martyrologium Romanum, mentre la diocesi di Pavia ne custodisce il ricordo liturgico il ventidue dello stesso mese.

Questo sacerdote domenicano è particolarmente ricordato per la sua dedizione instancabile nella conversione dei peccatori e per i numerosi prodigi operati a favore dei sofferenti, che confermarono la sua fama di santità ben oltre i confini locali. La sua vita fu segnata da una rigorosa ascesi spirituale e da un rispetto assoluto dei voti religiosi di povertà, castità e obbedienza. Dopo la morte, il suo sepolcro divenne meta di devozione e di ringraziamento da parte di fedeli e prigionieri liberati, portando infine la Santa Sede a confermarne il culto il dodicesimo giorno di marzo del millenovecentodiciannove.

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Beata Sibillina Biscossi

Domenicana

La Beata Sibillina Biscossi è una figura luminosa del quattordicesimo secolo, nata a Pavia nel 1287. La sua esistenza, segnata dalla prova della cecità sopraggiunta a soli dodici anni, si è trasformata in un cammino di straordinaria dedizione spirituale. Entrata nel Terz'ordine di San Domenico all'età di quindici anni, Sibillina ha scelto di consacrare la propria vita al Signore attraverso una clausura radicale e silenziosa.

La Beata è ricordata per aver vissuto ben sessantasette anni in reclusione presso la chiesa dei Frati Predicatori di Pavia. Nonostante l'oscurità fisica, ella divenne una guida preziosa per la comunità, offrendo conforto e saggezza come consigliera spirituale e maestra per numerosi fedeli che cercavano presso di lei un orientamento per l'anima. La sua memoria rimane un esempio di come la fede possa trasformare il limite umano in una sorgente di luce interiore e di comunione profonda con Dio, culminando nel suo transito verso il cielo avvenuto il 19 marzo 1367.

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Beato Andrea Gallerani

Laico

Il Beato Andrea Gallerani visse a Siena nel tredicesimo secolo, appartenendo alla nobile famiglia senese dei Gallerani. La sua esistenza storica reale offre un riscontro a figure letterarie dedite al riscatto morale, come il personaggio di Fra Cristoforo nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, sebbene il Gallerani sia vissuto in un'epoca precedente. Da giovane macchiò la propria giovinezza uccidendo un uomo per ragioni sconosciute, un crimine che spinse la giustizia del Comune ghibellino di Siena a condannarlo all'esilio dalla città.

Appena poté rientrare a Siena, Andrea si mostrò sinceramente pentito del suo delitto, forse compiuto in modo impulsivo, e decise di votare il resto dei suoi giorni al prossimo. Il Martirologio lo ricorda proprio per aver visitato e consolato gli infermi e gli afflitti della città, dedicandosi completamente al servizio degli ammalati e dei bisognosi. Il culto del Beato Andrea Gallerani fu ufficialmente confermato il tredici maggio 1798 da Papa Pio VI, e la sua memoria liturgica si celebra il diciannove marzo, giorno della sua morte, mentre a Siena i festeggiamenti si tengono il ventesimo giorno di giugno.

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Beato Marco da Montegallo

Francescano

Il beato Marco da Montegallo visse nel corso del quindicesimo secolo, un'epoca segnata dalle grandi navigazioni di Cristoforo Colombo e dalla scoperta dell'America. Nato nel 1425 a Montegallo, vicino ad Ascoli Piceno, egli fu figlio del feudatario Chiaro de Marchio, la cui famiglia si era ritirata nel borgo per sfuggire alle lotte tra fazioni opposte ad Ascoli. Dotato di vivace ingegno, Marco frequentò le Università di Perugia e di Bologna, dove conseguì il dottorato in legge e in medicina, esercitando per un periodo la professione medica dopo il ritorno ad Ascoli. La sua esistenza si trasformò profondamente attraverso la scelta radicale della vita religiosa e sacerdotale nell'ordine dei Francescani Osservanti, dopo un matrimonio vissuto in castità con Chiara de' Tibaldeschi e la successiva scomparsa del padre. Ricordato come infaticabile sacerdote e operatore di pace, egli spese la propria esistenza dal 1458 al 1496 nella predicazione e nella lotta contro le discordie civili e l'usura.

Egli è particolarmente celebre per l'istituzione dei Monti di Pietà, nati per alleviare il pesante giogo dell'usura sulle famiglie povere e per soccorrere chi si trovava in difficoltà economica. La sua attività si inserì nel solco dei grandi alfieri dell'evangelizzazione del quindicesimo secolo, operando a fianco di figure eminenti come san Giacomo da Monteprandone, san Bernardino da Siena e san Giovanni da Capestrano. Oltre all'impegno sociale e caritativo, il beato Marco comprese l'importanza della stampa come potente mezzo per diffondere il Vangelo, pubblicando numerosi trattati tra cui il celebre 'Libro intitulato' e 'La tabula della Salute'. La sua memoria liturgica si celebra il diciannove marzo, giorno della sua nascita al cielo avvenuta a Vicenza nel 1496, e il suo culto fu confermato definitivamente da papa Gregorio XVI il venti settembre 1839.

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Beato Vincenzo (Kolë) Prennushi

Vescovo e martire

Il Beato Vincenzo, al secolo Kolë Prennushi, nacque a Scutari in Albania il 4 settembre 1885 ed emerse come una delle figure più luminose e salde della Chiesa cattolica nel XX secolo. Vescovo, francescano e martire, spese la sua intera esistenza al servizio del Vangelo, della sua terra e della riconciliazione tra i popoli, distinguendosi prima come operatore di pace durante i tumulti ottomani e poi come inflessibile difensore della fede contro le dittature fascista e comunista. La sua testimonianza di amore fraterno, unita a un profondo rigore intellettuale e letterario, trovò il suo compimento supremo nel sacrificio della vita nei campi di lavoro e nelle carceri del regime di Enver Hoxha. Ricordato come guida coraggiosa e primate della Chiesa albanese, è capofila dei martiri proclamati beati il 5 novembre 2016 ed è celebrato liturgicamente il 19 marzo.

La sua memoria rimane indissolubilmente legata alla fedeltà incrollabile alla Sede Apostolica e alla dignità umana, custodita anche quando il corpo fu sottoposto a durissime prove e alla dispersione delle spoglie mortali. Attraverso l'opera instancabile di predicazione, la vicinanza ai poveri e ai sofferenti e il rifiuto di cedere alle pressioni per una chiesa nazionale scismatica, il Beato Vincenzo ha offerto una pagina indelebile di santità pastorale. La Chiesa lo venera oggi come modello di fortezza cristiana e intercessore per quanti lottano per la giustizia e la libertà dello spirito.

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Beato Jaime Llach Candell

Sacerdote e martire

Il Beato Jaime Llach Candell nacque il primo ottobre 1878 a Torelló di Barcellona, all'interno di una famiglia profondamente radicata nella fede cristiana. Cresciuto in questo contesto di grazia, fu battezzato e intraprese un cammino di totale dedizione al Signore, che lo condusse a ricevere l'ordinazione sacerdotale. Sacerdote esemplare, spese la sua esistenza al servizio della Chiesa e della gioventù, operando con dedizione nell'ambito educativo e pastorale fino agli eventi tragici della persecuzione religiosa durante la guerra civile spagnola, che ne sollecitarono la testimonianza suprema.

Egli è ricordato con profonda venerazione per il suo luminoso martirio, affrontato con fede incrollabile nel ventesimo secolo. Il suo percorso umano e spirituale culminò il diciannovesimo giorno di marzo del millenovecentotrentasette, data in cui si presume abbia concluso la sua vita terrena nel cimitero di Montcada, offrendo la sua esistenza in odio alla fede. La Chiesa ne custodisce la memoria luminosa e ne riconosce la testimonianza eroica, culminata nella beatificazione celebrata il tredici ottobre del duemilaterredici a Tarragona.

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San Quinto e compagni

Martiri

San Giovanni di Penna

Abate

Presso Spoleto in Umbria, san Giovanni, abate di Parrano, che fu padre di molti servi di Dio.

Beato Giovanni (Buralli) da Parma

A Camerino nelle Marche, beato Giovanni Buralli da Parma, sacerdote dell’Ordine dei Minori, che papa Innocenzo IV inviò come legato ai Greci, per tentare di ristabilire la loro comunione con i Latini.

Beato Narciso Giovanni (Narcyz Jan) Turchan

Sacerdote e martire

Vicino a Monaco di Baviera in Germania, beato Narciso Turchan, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori e martire, che dalla Polonia, oppressa da un nefasto regime, fu deportato per la sua fede nel campo di detenzione di Dachau, dove morì sotto le torture.

Sant' Alcmondo

Martire

Beato Ramón Llach Candell

Sacerdote e martire

San Lachtain di Freshford

Abate

Dal Martirologio Romano

Solennità di san Giuseppe, sposo della beata Vergine Maria: uomo giusto, nato dalla stirpe di Davide, fece da padre al Figlio di Dio Gesù Cristo, che volle essere chiamato figlio di Giuseppe ed essergli sottomesso come un figlio al padre. La Chiesa con speciale onore lo venera come patrono, posto dal Signore a custodia della sua famiglia. — Martirologio Romano