Beato Isnardo da Chiampo

Sacerdote domenicano

Aggiornato il 22 luglio 2026

La vocazione e l'inizio del cammino

Il cammino spirituale di Isnardo ebbe inizio a Bologna intorno al milleduecentodiciotto, quando decise di entrare nell'Ordine Domenicano. In quella stessa circostanza ricevette la vestizione insieme al beato Guala, consolidando un legame fraterno che avrebbe segnato i primi anni del loro ministero. Un anno dopo la professione religiosa, i due confratelli furono inviati insieme a Milano per sostenere la comunità dei fedeli. Successivamente, il confratello Guala fu eletto vescovo di Brescia, mentre nel milleduecentocinquanta, precisamente nel milleduecentotrenta, Isnardo fu trasferito stabilmente a Pavia. Nella città pavese egli strinse una profonda amicizia con il vescovo Redobaldo secondo, il quale gli affidò la cura della chiesa domenicana di Santa Maria in Nazareth. In seguito, sempre a Pavia, il religioso fondò un nuovo convento del suo Ordine, la cui sede sorgeva fuori dalle mura cittadine, nei pressi del fiume Tesino. All'interno della comunità e nell'esercizio del suo ministero, egli si distinse sempre per il perfetto rispetto dei voti di povertà, castità e obbedienza, conducendo una vita ascetica molto dura che non cedette mai alle comodità terrene.

Il ministero e i prodigi

La missione pastorale di Isnardo a Pavia fu caratterizzata da una straordinaria fecondità spirituale, alimentata da doti eccezionali di mente e di cuore con cui convertì numerosi peccatori. La sua fama di uomo giusto e vicino ai sofferenti varcò i confini italiani, raggiungendo persino la Francia e la Chiesa di San Martino di Tours. Per questa ragione, i canonici di San Martino di Tours lo vollero come loro procuratore nelle terre di Alessandria, Pavia, Bergamo, Peschiera, Brescia, Sirmione e Verona, che rappresentavano le loro antiche regioni tributarie. Egli operò numerosi prodigi a vantaggio dei sofferenti e dei bisognosi, tra cui la guarigione di alcuni malati, come nel caso di una monaca dell'ordine delle Umiliate che versava in condizioni gravemente critiche. Un giorno, davanti a un miscredente che lo derideva pubblicamente a causa della sua corporatura robusta, il sacerdote risanò miracolosamente la gamba di un malato. Lo stesso contestatore, una tradizione tramanda, lo aveva insultato definendolo un vecchio cetaceo e aveva sfidato la sua santità paragonandola alla probabilità che il barile di legno su cui era seduto potesse saltare e rompergli un arto. In quel preciso istante, il barile prese a saltellare e ruppe la gamba all'uomo incredulo.

Il transito e la conferma del culto

Isnardo morì il diciannovesimo giorno di marzo del milleduecentoquarantaquattro e fu sepolto inizialmente all'interno della chiesa domenicana di Pavia. La sua tomba divenne subito luogo di pellegrinaggio e rimase colma di ex voto fino alla fine del diciottesimo secolo, a testimonianza della grazia che molti ricevevano per sua intercessione. Tra i devoti figuravano alcuni prigionieri che, dopo averlo invocato e aver ritrovato la libertà, lasciarono le loro catene presso il sepolcro in segno di profonda riconoscenza. I suoi resti mortali riposano attualmente nella basilica pavese dei Santi Gervasio e Protasio. A seguito della perdurante devozione popolare, l'autorità religiosa di Pavia inoltrò formale richiesta alla Santa Sede per la conferma ufficiale del culto. La richiesta fu accolta il dodicesimo giorno di marzo del millenovecentodiciannove, data in cui la Santa Sede ne confermò solennemente la venerazione. Per tale ricorrenza vi furono grandi festeggiamenti in città e fu concessa la celebrazione della Messa in suo onore. Il martirologio lo definisce sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e la preghiera liturgica a lui dedicata invoca Gesù Cristo affinché le pecore seguano fedelmente il pastore. L'autore del presente testo di approfondimento storico e biografico è Daniele Bolognini.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Isnardo da Chiampo?

Il Beato Isnardo si festeggia il diciannovesimo giorno di marzo secondo il Martyrologium Romanum, mentre la diocesi di Pavia ne celebra la memoria il ventidue dello stesso mese.

A Pavia, beato Isnardo da Chiampo, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che in questa città fondò un convento del suo Ordine. — Martirologio Romano