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19 marzo

Beato Marcello Callo

Laico, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'infanzia e la formazione spirituale

Marcello Callo nacque a Rennes, in Francia, il 6 dicembre 1921. Egli crebbe in una famiglia profondamente cristiana, essendo il secondo di nove fratelli. La sua giovinezza fu segnata da una precoce e intensa dedizione alla vita della Chiesa. Aveva fatto un lungo cammino spirituale come chierichetto e, per ben sette anni, ogni mattina si recò in chiesa per servire la santa Messa. Il 1° ottobre 1934, all'età di tredici anni, fu assunto come apprendista in una tipografia di Rennes. In quello stesso periodo alternava il duro lavoro per la sua età alla grande passione per lo scoutismo. Lo scoutismo segnò in modo indelebile la sua formazione cristiana, offrendogli una solida base di cammino comunitario e spirituale. Rimase boy scout fino alla fine del 1935, quando lasciò il movimento solo per obbedienza all'assistente ecclesiastico che lo voleva impegnato tra i giovani lavoratori. Dal 1935 entrò infatti nella JOC, il movimento di Azione Cattolica tra la gioventù operaia, dove lavorò nell'apostolato in modo entusiastico. La sua dedizione fu tale che divenne presidente della sua Sezione della JOC. Quando la madre gli chiese un giorno se sentisse l'inclinazione al sacerdozio come il fratello maggiore, Marcello rispose di ritenere di fare maggiormente del bene restando nel mondo. In seguito, conobbe una brava ragazza e si fidanzò ufficialmente, custodendo nel cuore il progetto di una vita cristiana vissuta nella realtà laicale.

Il lavoro, la testimonianza e la deportazione

Nel mondo del lavoro, la presenza di Marcello Callo fu inizialmente accolta con diffidenza. I compagni di lavoro lo boicottavano e non gli rivolgevano la parola, arrivando persino a soprannominarlo per disprezzo Gesù Cristo. Tuttavia, egli riuscì a imporsi alla stima dei compagni per la straordinaria serietà e l'applicazione sul lavoro. Si spese generosamente per difendere la dignità lavorativa di alcuni colleghi, approfittando del varco creato nel clima anticlericale per aiutare chi poteva. Riuscì a comporre i dissidi tra gli operai, difese il loro posto di lavoro e li incitò costantemente al bene. Con l'armistizio del 1940 e l'occupazione nazista della Francia, la sua vita cambiò radicalmente. Nel marzo 1943, all'età di ventidue anni e in piena guerra mondiale, fu arruolato dallo STO dai tedeschi occupanti. Mentre altri fuggivano scegliendo la Resistenza, Marcello decise di partire come missionario per aiutare gli altri a resistere. Il 19 marzo 1943 salutò la famiglia, lasciò la fidanzata e prese il treno per la Germania. Portò con sé la croce della Promessa Scout e il suo distintivo di giovane operaio cattolico. Fu spedito in Germania al campo di lavoro di Zella-Melhis in Turingia. Armato di una grande fede, cercò di svolgere clandestinamente un apostolato di conforto religioso, volto a lenire le sofferenze e l'amarezza della deportazione dei compagni. In Germania trovò una chiesa per far celebrare messe in francese ai connazionali, animò le liturgie, commentò le letture e diresse un coro. Organizzò inoltre una squadra di calcio, mise insieme un gruppo teatrale, coordinò le visite ai malati e distribuì le medicine. A causa di questa intensa e coraggiosa attività apostolica, fu condannato con una sola accusa, ovvero essere troppo cattolico.

La prigionia, il martirio e la gloria degli altari

Marcello Callo fu arrestato dai nazisti insieme ad altri undici amici il 19 aprile 1944. Venne rinchiuso nelle prigioni di Gotha, dove rimase per cinque mesi, subendo indicibili sofferenze fisiche e morali. Egli sopportò tali prove con spirito eroico in una continua ascesa verso la santità. Il 7 ottobre o 4 ottobre i prigionieri furono spediti nei campi di sterminio. Marcello fu inizialmente internato nel campo di concentramento di Mauthausen e successivamente, il 7 novembre, fu destinato al vicino campo di Güssen II. I prigionieri del lager subirono brutalità, denutrizione e un lavoro sfibrante a causa di freddo e umidità, venendo colpiti da cancrene, diarree, ulcere e tubercolosi. In quel tempo di estrema prova, Marcello aveva scritto che Cristo è un amico che non lascia mai e sostiene nei momenti difficili. Dal campo di lavoro fu definitivamente destinato al famigerato campo di sterminio di Mauthausen. La sua morte, avvenuta il 19 marzo 1945, fu causata dalle angherie, dai maltrattamenti, dalle privazioni di ogni genere, dal lavoro massacrante e dall'angoscia di non avere notizie dei familiari. Il 19 marzo 1945 fu estratto da una latrina in cui era caduto e portato in infermeria. Aveva stampato in fronte un sorriso che impressionò profondamente i soccorritori. Fu assistito nei momenti estremi da un solo prigioniero non credente, il quale si convertì dopo la guerra e dichiarò al processo di beatificazione di essere stato colpito dallo sguardo straordinario e convincente di Marcello. Il Martirologio attesta che il giovane originario di Rennes, durante la guerra, confortava con spirito cristiano nella fede i compagni di prigionia sfiniti dai lavori forzati, e che per questo fu ucciso nel campo di sterminio. Tali figure stanno salendo agli onori degli altari per aver dato testimonianza della fede cristiana con il sacrificio della vita. Marcello Callo è stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1987, entrando nella storia come il primo Scout al mondo a ricevere l'aureola di beato.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Marcello Callo?

Il Beato Marcello Callo si festeggia il 19 marzo, giorno della sua nascita al cielo nel campo di Mauthausen.

Di cosa è patrono il Beato Marcello Callo?

Il Beato Marcello Callo è patrono degli Scout, essendo stato il primo scout al mondo a ricevere l'aureola di beato.

A Mauthausen in Austria, beato Marcello Callo, martire, che, giovane originario di Rennes in Francia, durante la guerra confortava con spirito cristiano nella fede i compagni di prigionia sfiniti dai lavori forzati e per questo fu ucciso nel campo di sterminio. — Martirologio Romano