19 marzo
Beato Marco da Montegallo
Francescano
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza
Il religioso visse durante il periodo delle navigazioni di Cristoforo Colombo e della scoperta dell'America. Egli nacque nel 1425 a Montegallo, vicino ad Ascoli Piceno. Suo padre era il feudatario Chiaro de Marchio. La famiglia si era ritirata a Montegallo per sfuggire alle lotte tra fazioni opposte ad Ascoli. Il padre decise di ritornare ad Ascoli per permettere a Marco di studiare. Marco frequentò le Università di Perugia e di Bologna. Egli conseguì il dottorato in legge e in medicina. Tornato ad Ascoli, esercitò per un periodo la professione di medico. Nel 1451 sposò Chiara de' Tibaldeschi, appartenente a una nobile famiglia, assecondando la volontà paterna. Il matrimonio fu vissuto dai coniugi in castità. L'anno successivo morì il padre di Marco. Marco e Chiara decisero di comune accordo di abbracciare la vita religiosa. Chiara entrò nel convento delle clarisse di Santa Maria delle donne ad Ascoli. Marco entrò nell'ordine dei Francescani Osservanti. La sospensione del vincolo matrimoniale per la scelta della vita consacrata era un fenomeno non raro all'epoca. Marco compì il noviziato francescano a Fabriano. Fu superiore a San Severino sotto la guida di san Giacomo da Monteprandone, detto della Marca. San Giacomo da Monteprandone, san Bernardino da Siena e san Giovanni da Capestrano erano i principali alfieri dell'evangelizzazione del quindicesimo secolo e dell'apostolato sociale.
L'impegno sociale e i Monti di Pietà
Marco operò contro le discordie civili e l'usura, praticata prevalentemente dagli ebrei. La sua intensa attività si svolse dal 1458 al 1496. Egli operò per la pace e il bene pubblico ad Ascoli, Camerino e Fabriano. Combatté l'usura istituendo i Monti di Pietà per alleviare il peso sulle famiglie. Nel 1458 costituì il Monte di Ascoli insieme al beato Domenico da Leonessa. Istituì autonomamente i Monti di Pietà a Fabriano nel 1470, a Fano nel 1471, ad Arcevia nel 1483 e a Vicenza nel 1486. La fondazione dei Monti di Pietà ad Ancona, Camerino e Ripatransone non è certa. Restaurò il Monte di Pietà di Fermo. Nel Capitolo Generale tenuto a Firenze il 28 maggio 1493 fu stabilito che i Monti di Pietà potessero concedere prestiti con un minimo d'interesse a causa dei costi di funzionamento dei nuovi istituti di credito.
Gli scritti e gli ultimi giorni
Durante un soggiorno a Venezia, comprese che la stampa era un potente mezzo per diffondere il Vangelo. Pubblicò il suo primo trattato intitolato 'Libro intitulato' e in seguito altri volumi. Nel 1494 stampò a Firenze l'opera 'La tabula della Salute'. Nel 1495, trovandosi a Siena per la predicazione quaresimale, decise la riedizione del 'Libro intitulato'. Quattro capitoli de 'La tabula della Salute' trattano dell'usura, condannata come mezzo di perversione. Nella sua condanna dell'usura, Marco associava sia chi chiede prestiti a interesse sia chi li concede. Secondo Marco, entrambe le parti violano il comandamento di Dio che ordina di amare il prossimo e vieta di provocarne la rovina materiale o spirituale. Egli non era l'unico francescano dell'epoca a sostenere la gratuità del prestito basata sulla carità cristiana. La tesi della gratuità non era condivisa da altri francescani, tra cui san Bernardino da Feltre. Mentre predicava a Vicenza, fu colpito da un malore e morì il 19 marzo 1496. Fu sepolto nella chiesa di San Biagio Vecchio. Il suo culto fu confermato definitivamente da papa Gregorio XVI il 20 settembre 1839. Il Martyrologium Romanum colloca la sua memoria liturgica al 19 marzo. Il Martirologio ricorda il beato Marco de Marchio da Montegallo come sacerdote dell'Ordine dei Minori a Vicenza, creatore del Monte di Pietà per i poveri.
Il cammino di fede
Il percorso terreno del Beato Marco da Montegallo ebbe inizio nel millequattrocentoventicinque. Prima di abbracciare la vita consacrata, egli completò gli studi in legge e medicina, professione che esercitò con dedizione nella città di Ascoli Piceno. In quel tempo, egli contrasse matrimonio con Chiara de' Tibaldeschi, vivendo con lei un legame nobilitato dalla scelta della castità. In seguito alla morte del proprio padre, Marco maturò la decisione di lasciare la vita civile e gli affetti familiari per entrare nell'Ordine dei Francescani Osservanti.
Da quel momento, la sua missione si estese in molteplici centri della penisola, tra cui Perugia, Bologna, Fabriano, San Severino, Venezia, Firenze e Siena. Sacerdote di profonda dottrina e fervente zelo, egli comprese che la fede doveva tradursi in opere concrete di giustizia. La sua attività di predicatore e di studioso fu affiancata dall'uso innovativo della stampa, mezzo attraverso il quale diffuse trattati religiosi destinati all'istruzione e al conforto del popolo cristiano. La sua vita, trascorsa nel servizio instancabile, si concluse nel millequattrocentonovantasei a Vicenza, luogo dove il suo spirito fece ritorno al Padre. La memoria di Marco da Montegallo resta incisa non solo nelle cronache della sua epoca, ma nell'esempio di un uomo che seppe mettere le proprie competenze al servizio della carità evangelica.
L'opera della carità
La figura del Beato Marco da Montegallo è indissolubilmente legata alla fondazione dei Monti di Pietà. In un secolo segnato da gravi difficoltà economiche, egli comprese che la carità richiedeva strutture capaci di proteggere i poveri dalle vessazioni degli usurai. Con saggezza e determinazione, promosse la creazione di questi istituti in numerose città, offrendo ai bisognosi un sostegno concreto che preservasse la loro dignità.
Il suo impegno non fu mai separato dalla preghiera e dalla cura delle anime, poiché egli intendeva il Monte di Pietà come un'estensione della fratellanza cristiana. Il riconoscimento ufficiale della sua santità, avvenuto per opera di Papa Gregorio Sedicesimo il venti settembre milleottocentotrentanove, ha confermato il valore universale della sua missione. Ancora oggi, egli è invocato come protettore dei poveri, coloro ai quali dedicò ogni sua forza e ogni sua risorsa intellettuale. La sua eredità spirituale ci ricorda che il vero progresso di una comunità si misura dalla capacità di farsi carico delle necessità dei più fragili, trasformando la giustizia in un atto di amore quotidiano.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Marco da Montegallo?
La sua memoria liturgica si celebra il 19 marzo, giorno della sua nascita al cielo.
Di cosa è patrono il beato Marco da Montegallo?
Egli è particolarmente legato ai Monti di Pietà, istituti da lui creati per aiutare i poveri e combattere l'usura.
A Vicenza, beato Marco de Marchio da Montegallo, sacerdote dell’Ordine dei Minori, che per sovvenire alle necessità dei poveri creò l’opera chiamata Monte di Pietà. — Martirologio Romano