20 marzo
Sant' Arcil II
Re di Georgia, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e le lotte contro gli invasori
Il santo nacque a Cakheth come figlio di Stefano Khosroid, principe della regione. Insieme al fratello Mihr, che fu re della Georgia, combatté con valore gli invasori arabi guidati dall'emiro Murvan-Qru, nipote di Maometto. Questo feroce attacco colse i due fratelli mentre si trovavano accampati ad Anakopia. Alla morte di Mihr, avvenuta senza lasciare discendenza maschile, Archil secondo gli succedette sul trono georgiano governando la nazione per un periodo complessivo stabilito tra il settenne trentasei e il settenne ottantasei.
L'invasione di Cicum e il rifiuto dell'abiura
Nel quarantesimo anno del suo regno, la Georgia subì una nuova e devastante invasione araba comandata da Cicum, noto anche come Asim e descritto come discendente di Maometto. Cicum devastò gran parte della regione mettendo i paesi a ferro e fuoco. Per evitare ulteriori distruzioni e cercare di proteggere il paese, Archil secondo decise di chiedere la pace all'invasore, ponendo come condizioni che fossero risparmiate le chiese e non fossero imposte violenze per costringere i sudditi a rinnegare il cristianesimo. Ricevuto dapprima degnamente dal capo arabo, il re fu affrontato qualche giorno dopo con la promessa di doni considerevoli in cambio dell'abiura della fede cristiana. Con fermezza, il sovrano rifiutò le lusinghe affermando la sua fede in Cristo e dichiarando di preferire la morte alla condanna eterna. Adirato per il rifiuto, Cicum lo fece imprigionare per intimidirlo, aumentando successivamente l'offerta con la promessa della restituzione del regno, dei beni e vari privilegi in cambio della conversione all'islam. Archil oppose un secondo rifiuto dichiarando di non voler barattare la gloria eterna per una gloria passeggera.
Il martirio e la sepoltura
Di fronte alla perseveranza del re nella fede cristiana, Cicum ordinò che gli fosse tagliata la testa. La data della morte è indicata da alcune fonti al ventesimo marzo del settecento diciotto, del settecento quarantuno o del settecento quarantaquattro, sebbene gli Annali georgiani collochino più verosimilmente il martirio nel settenne ottantasei, anno della stessa invasione di Cicum. La sera prima dell'esecuzione il corpo del re martire fu prelevato dal campo arabo e successivamente sepolto in una chiesa di Notcora.
La vita e il martirio
La vicenda terrena di Sant' Arcil II si inserisce nel contesto complesso dell'ottavo secolo, un periodo di profonde trasformazioni per la Georgia. Nato a Cakheth, il giovane principe fu chiamato a reggere le sorti del regno dopo la scomparsa del fratello Mihr. Il suo governo fu segnato da eventi bellici di grande portata, tra i quali spicca la strenua difesa condotta ad Anakopia contro gli invasori arabi guidati da Murvan-Qru. In quel frangente, Arcil dimostrò non solo valore militare, ma una profonda dedizione verso la difesa delle terre cristiane dalle incursioni straniere.
Tuttavia, la prova più ardua per il sovrano non fu il campo di battaglia, bensì lo scontro diretto con il potere costituito. Catturato e condotto al cospetto di Cicum, Sant' Arcil ricevette offerte allettanti in cambio dell'abiura della sua fede cristiana. Consapevole delle conseguenze, il re scelse con lucida fermezza di non rinnegare il Salvatore, preferendo la morte alla sottomissione morale. Per tale rifiuto, egli subì la condanna a morte mediante decapitazione, ordinata direttamente da Cicum. Le sue spoglie mortali trovarono riposo in una chiesa di Notcora, luogo che divenne meta di venerazione per tutti coloro che riconobbero in lui un vero testimone del Vangelo. Il suo martirio suggella una vita spesa nel servizio verso il popolo e nell'obbedienza totale a Dio, lasciando un'eredità di coraggio che ha attraversato i secoli.
Il culto e la memoria
La figura di Sant' Arcil II occupa un posto di rilievo nel calendario georgiano, che ne celebra solennemente la memoria il giorno venti marzo. Questa data, sebbene in alcuni antichi lezionari sia soggetta a variazioni, rimane il punto di riferimento costante per la venerazione del sovrano martire. La devozione verso Sant' Arcil non si è mai spenta, alimentata dal ricordo del suo sacrificio compiuto a Notcora, dove la sua tomba è divenuta nei secoli un luogo di preghiera e di riflessione spirituale.
I fedeli guardano a Sant' Arcil come a un esempio di coerenza cristiana, capace di integrare le responsabilità del governo con una vita di fede vissuta fino all'estremo dono di sé. La liturgia lo onora come un difensore della Chiesa, sottolineando come la sua testimonianza sia stata capace di superare i confini del tempo e della politica. Ancora oggi, la memoria di questo re martire invita i cristiani a riflettere sul valore della testimonianza pubblica e sulla necessità di mantenere intatta la propria fede, nonostante le prove e le seduzioni che la storia pone costantemente dinanzi agli uomini e alle donne di ogni generazione.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant' Arcil secondo?
La festa del santo è celebrata il ventesimo marzo nel Calendario Georgiano, ai primi di gennaio nel Lezionario di Gerusalemme, l'otto gennaio nel Lezionario di Parigi e il quindici nel Calendario palestino-georgiano del decimo secolo.