15 settembre
Beato Anton Maria Schwartz
Fondatore
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la formazione
Anton Maria Schwartz nacque il 28 febbraio 1852 a Baden, in Austria, quarto di tredici figli. Suo padre lavorava come impiegato comunale, mentre la madre si dedicava alla cura della casa. Ricevette la prima istruzione frequentando le elementari nella scuola parrocchiale di Baden e successivamente la scuola di canto a Heiligenkreuz, per poi proseguire gli studi ginnasiali presso i padri scozzesi. All'età di quindici anni subì un grave lutto con la morte del padre. Un anno dopo questo doloroso evento, il giovane cadde in preda a una crisi di rendimento scolastico, nonostante fosse stato in precedenza uno studente eccellente. Superata felicemente questa difficile crisi, nel 1869 entrò nella scuola dei Piaristi, dove rimase fino al conseguimento della maturità. Proprio in quel periodo risale la grande devozione per san Giuseppe Calasanzio, fondatore dei Piaristi e delle Scuole popolari gratuite in Europa. In seguito, i Piaristi consigliarono ad Anton di lasciare la scuola nel proprio interesse, poiché si prevedeva la soppressione del loro Ordine in Austria. Nel 1871 entrò nel seminario diocesano, distinguendosi per gli eccellenti risultati negli studi ma anche per dover affrontare due gravi malattie che lo colpirono duramente. Dopo la seconda malattia, si consacrò profondamente alla Madonna e, l'8 dicembre 1873, aggiunse il nome Maria come secondo nome, suggellando così la propria dedizione spirituale.
Il sacerdozio e l'incontro con il mondo operaio
Anton Maria Schwartz fu ordinato sacerdote il 25 luglio 1875 dal cardinale Rauscher. Dopo aver svolto l'incarico di cappellano per quattro anni, fu chiamato a Vienna come curatore spirituale dei malati negli ospedali delle Suore della Misericordia a Sechshaus. Durante questo servizio ebbe l'opportunità di constatare direttamente la condizione disagiata degli apprendisti, i quali non potevano più essere seguiti dalle suore una volta inseriti nel mondo del lavoro. Per far fronte a questa situazione, fondò l'Unione degli apprendisti cattolici sotto la protezione di san Giuseppe Calasanzio, avviando così una intensa e fiorente pastorale. Condusse per quattro anni l'assistenza agli ammalati contemporaneamente a quella degli apprendisti, finché chiese al cardinale Ganglbauer di Vienna di potersi interessare solo ed esclusivamente degli apprendisti in modo più ampio. Il vescovo tuttavia rifiutò, credendo che non fosse possibile finanziare un'opera di tale portata. A causa della forte delusione, il giovane sacerdote si mise a letto con un male inguaribile. Alcune donne, chiamate da una suora della Misericordia, si presero cura di lui per due anni. Quando finalmente il cardinale accettò la sua richiesta, don Anton riprese a vivere attivamente, dedicando ogni minuto della sua vita a quest'opera. Nel 1888 fondò l'Artigianato cristiano, un giornale per gli artigiani e gli operai, che scrisse per lungo tempo interamente da solo. Nel 1889, in soli otto mesi e sotto la sua direzione, fu edificata la chiesa di san Giuseppe Calasanzio per gli operai di Vienna, e il 24 novembre dello stesso anno fondò proprio in quella chiesa la Congregazione degli Operai cristiani di san Giuseppe Calasanzio. La sua visione profetica era che, se la Chiesa non fosse riuscita a portare gli operai a Cristo, la società si sarebbe allontanata sempre più da Cristo, ma purtroppo pochi compresero la giustizia di tale visione.
L'impegno sociale e la glorificazione
Il sacerdote lottò con tutte le sue forze contro i gravi abusi perpetrati ai danni dei lavoratori dell'epoca. Gli operai non disponevano infatti di alcun sindacato né di un regolamento che tutelasse i turni di lavoro. I bambini erano costretti a lavorare dodici ore al giorno, persino di domenica e nei giorni festivi, le ore straordinarie non venivano retribuite e le condizioni generali erano inimmaginabili rispetto agli standard moderni. Per arginare questa situazione, don Anton sviluppò e realizzò concretamente l'Enciclica sociale Rerum Novarum di papa Leone XIII. Garantì agli apprendisti e agli operai non soltanto una formazione cristiana, ma anche una crescita umana, sociale e culturale attraverso attività come il teatro e la musica. Creò inoltre un primo ufficio di collocamento per apprendisti, stabilendo migliaia di contatti con imprenditori e proprietari cristiani. Grazie a questi accordi, migliaia di giovani ottennero un posto di lavoro con un trattamento decente e la domenica libera. Fondò anche un pensionato per accogliere gli apprendisti provenienti da fuori città e partecipò personalmente agli scioperi organizzati dalle varie categorie in lotta a Vienna in quel periodo. Fondò inoltre diverse fondazioni in Austria, nel Sud-Tirolo e a Budapest. L'incomprensione che lo circondava lo rattristava profondamente ma non riusciva a fermarlo, ed egli restò fedele al suo mandato fino alla morte, sopraggiunta il 15 settembre 1929. Al suo funerale parteciparono migliaia di persone nonostante una pioggia battente. Successivamente, nel 1972 avvenne a Vienna un miracolo riconosciuto ufficialmente come tale, e papa Giovanni Paolo II lo proclamò beato il 21 giugno 1998 durante la sua visita pastorale nella capitale austriaca.
Il cammino sacerdotale
Il percorso del Beato Anton Maria Schwartz ebbe inizio con l'ordinazione sacerdotale ricevuta nel 1875 per mano del cardinale Rauscher. Da quel momento, il suo ministero si intrecciò indissolubilmente con la vita dei giovani che si affacciavano al mondo del lavoro. Animato da uno zelo apostolico che lo portò a operare tra Baden, Vienna, il Sud-Tirolo e Budapest, egli comprese che la missione della Chiesa doveva farsi carico della condizione operaia, spesso segnata da precarietà e abbandono.
Il punto di svolta del suo apostolato si concretizzò nel 1889 con la fondazione della Congregazione degli Operai cristiani di San Giuseppe Calasanzio. Prima di questo atto solenne, egli aveva già dato vita all'Unione degli apprendisti cattolici, ponendola sotto la protezione del Santo Giuseppe Calasanzio, da sempre attento alla formazione dei più piccoli. La sua visione non si fermava all'assistenza spirituale, ma si traduceva in opere concrete: istituì un ufficio di collocamento per favorire l'inserimento lavorativo dei giovani e aprì un pensionato per accogliere coloro che, lontani da casa, cercavano un ambiente sano e accogliente in cui crescere. La sua vicinanza al mondo operaio non fu teorica, ma si manifestò in una partecipazione attiva agli scioperi a Vienna, dove la sua presenza divenne segno tangibile di una Chiesa che non teme di scendere nelle strade per testimoniare la giustizia e la carità cristiana.
Il riconoscimento ecclesiale
La vita di Anton Maria Schwartz si concluse a Vienna nel 1929, lasciando un'eredità di dedizione che ha continuato a fecondare il terreno dell'apostolato sociale. Il suo impegno, volto a nobilitare il lavoro umano attraverso la luce di Cristo, ha ricevuto il sigillo della Chiesa il 21 giugno 1998, quando il Santo Padre Giovanni Paolo II lo ha proclamato Beato. Questo riconoscimento celebra non solo la santità personale dell'uomo, ma anche la validità perenne del suo carisma, che invita ogni fedele a riconoscere nel lavoro e nell'attenzione verso i giovani una via privilegiata per la santificazione e per la costruzione di una società più giusta.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Anton Maria Schwartz?
La sua memoria liturgica si celebra il 15 settembre, giorno della sua nascita al cielo.
Di cosa è patrono il Beato Anton Maria Schwartz?
È il protettore degli operai e degli apprendisti, ai quali dedicò interamente la sua missione sacerdotale.
A Vienna in Austria, beato Antonio Maria Schwartz, sacerdote, che fondò la Congregazione degli Operai Cristiani di San Giuseppe Calasanzio per la cura pastorale e la difesa dei diritti degli apprendisti e dei giovani lavoratori. — Martirologio Romano