10 luglio
Beato Ascanio Nicanore
Francescano, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vita e l'apostolato
Padre Ascanio Nicanore nacque nella provincia di Madrid nel 1814. Sebbene non siano disponibili testi sulla sua vita precedente allo stato religioso, sappiamo che la sua vocazione fiorì all'interno dell'ordine francescano. Trasferitosi in Medio Oriente, egli visse la sua missione nel convento situato a Damasco, in Siria. In quel luogo di preghiera, quasi tutti i religiosi erano di origine spagnola e condividevano una profonda comunione fraterna. All'interno delle mura claustrali, i frati conducevano la vita comunitaria e svolgevano il loro apostolato quotidiano tra la popolazione locale, testimoniando la carità di Cristo in una terra complessa e segnata da diverse culture e fedi. L'esistenza di padre Ascanio trascorse così nel nascondimento del servizio, fino a quando gli eventi storici non interpellarono la sua fedeltà in modo definitivo.
Il martirio a Damasco
Nella notte tra il nove e il dieci luglio 1860, la città di Damasco fu teatro di una violenta persecuzione. I Drusi, una setta religiosa di origine musulmana sciita, percorsero la città facendo stragi di cristiani. Essi furono spinti da un fanatismo di insofferenza religiosa scoppiato negli anni 1845-46 e nel 1860 contro il cristianesimo. Gli otto francescani e i tre fratelli cristiani maroniti si rifugiarono all'interno delle solide mura del convento per sfuggire alla furia omicida. Purtroppo un traditore, forse tra gli inservienti locali, introdusse gli assassini attraverso una piccola porta trascurata da tutti. Tutti i rifugiati furono massacrati con ferocia nella notte del dieci luglio 1860, sigillando la propria testimonianza con il sangue.
Il gruppo dei martiri comprende il padre francescano Emanuele Ruiz, nato a Santander in Spagna il cinque maggio 1804, di cinquantasei anni e superiore della comunità. Del gruppo fa parte il padre francescano Carmelo Volta, nato nella provincia di Valencia il ventinove maggio 1803, di cinquantasette anni. Fanno parte della schiera il padre francescano Engelberto Kolland, nato a Salisburgo in Austria il ventuno settembre 1827, di trentatré anni, e lo stesso padre francescano Ascanio Nicanore, nato nella provincia di Madrid nel 1814, di quarantasei anni. Completano l'elenco dei sacerdoti il padre francescano Pietro Soler, nato nella Murcia in Spagna il ventotto aprile 1827, di trentatré anni, e il padre francescano Nicola Alberga, nato nella provincia di Cordova il dieci settembre 1830, di trent'anni. A loro si unirono il fratello professo francescano Francesco Pinazo, nato nella provincia di Valencia il ventiquattro agosto 1802, di cinquantotto anni, e il fratello professo francescano Giovanni Giacomo Fernandez, nato in Galizia in Spagna il ventinove luglio 1808, di cinquantadue anni. Infine, il gruppo comprende i tre fratelli laici di religione maronita Francesco, Abd-el-Mooti e Raffaele Massabki. Un'approfondita ricerca presso Biblioteche Francescane potrebbe fornire ulteriori notizie sulla loro vita.
Il culto e la beatificazione
La memoria di questi coraggiosi testimoni della fede non è andata perduta nella storia della Chiesa. A causa della loro eroica fedeltà a Cristo, tutti i martiri furono beatificati da papa Pio XI il dieci ottobre 1926. Da allora, il culto liturgico li onora come i Beati Martiri di Damasco. La festa liturgica dei beati è stata fissata al dieci luglio, giorno anniversario della loro nascita al cielo avvenuta nel 1860. La Chiesa continua a ricordarli con profonda venerazione, affidandosi alla loro intercessione nei momenti di prova e riconoscendo nel loro sacrificio un luminoso esempio di coerenza evangelica.
La vita e il martirio
La vicenda terrena del Beato Ascanio Nicanore si inserisce nel contesto missionario del diciannovesimo secolo, un periodo segnato da grandi trasformazioni e da dure prove per le comunità cristiane in Oriente. Originario della terra spagnola, egli rispose con umiltà e determinazione alla chiamata alla vita consacrata, unendosi all'ordine francescano. La sua missione lo condusse lontano dalla patria, fino alla città di Damasco, luogo in cui la presenza dei figli di San Francesco rappresentava un presidio di fede, di accoglienza e di pace.
Nel corso del milleottocento sessanta, la situazione politica e sociale in Siria precipitò tragicamente a causa di violente persecuzioni anticristiane. Il convento in cui Ascanio Nicanore risiedeva divenne il bersaglio di una furia cieca guidata dai Drusi. In quel momento di estremo pericolo, il religioso non cercò la salvezza personale, ma rimase saldo nel luogo che lo aveva visto servitore del Vangelo. Il dieci luglio di quell'anno, la sua esistenza fu troncata dalla violenza dei persecutori, che lo uccisero all'interno delle mura conventuali. Il suo sacrificio non fu una sconfitta, bensì l'atto finale di una vita donata interamente a Dio. La memoria del suo martirio è giunta fino a noi come un invito a non rinnegare la propria fede neppure nelle ore più buie, ricordandoci che la testimonianza cristiana trova la sua forma più alta nella dedizione totale, capace di superare la morte stessa attraverso la speranza nella risurrezione.
Il culto e la memoria
La figura del Beato Ascanio Nicanore è custodita con venerazione dalla Chiesa, che ne onora il sacrificio come segno di una fede che non teme il martirio. Il riconoscimento ufficiale della sua santità giunse il dieci ottobre mille novecento ventisei, quando Papa Pio undicesimo lo elevò agli onori degli altari, confermando la validità della sua testimonianza per ogni generazione di credenti. Questa beatificazione ha permesso che il nome di Ascanio Nicanore fosse iscritto nel calendario liturgico, garantendo alla comunità cristiana un punto di riferimento spirituale solido e luminoso.
La memoria liturgica, celebrata il dieci luglio, invita i fedeli a riflettere sulla fragilità della condizione umana e sulla forza straordinaria che scaturisce dall'amore per Cristo. Celebrare il Beato Ascanio Nicanore significa rinnovare l'impegno a vivere con coerenza il proprio battesimo, ricordando che ogni cristiano è chiamato, in modi differenti e secondo la propria vocazione, a essere testimone della verità. La sua storia, pur radicata in un contesto di violenza lontana nel tempo, continua a parlare al cuore dei fedeli moderni, spingendoli a una preghiera costante per la pace e per la perseveranza nelle prove della vita quotidiana.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Ascanio Nicanore?
La festa liturgica del beato si celebra il 10 luglio, giorno in cui condivise il martirio a Damasco.