9 maggio
Beato Benincasa da Montepulciano
Eremita
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la vita eremitica
In età adolescente vestì l'abito dei Servi di Maria, avviandosi lungo il sentiero della consacrazione religiosa. All'età di venticinque anni decise di ritirarsi a vita solitaria e penitente, scegliendo di lasciare il mondo per servire il Signore in spirito di completo distacco. Si ritirò sul Monte Amiata nel territorio senese, individuando un luogo particolarmente significativo per la storia del suo ordine. Scelse infatti un luogo dove aveva già vissuto da penitente san Filippo Benizi, grande propagatore dell'Ordine dei Servi di Maria. San Filippo Benizi era morto nel quindici di aprile del 1285. Benincasa si costruì una celletta su una rupe della cima del monte presso i Bagni di San Filippo, conducendo una rigida vita eremitica nella celletta. Si accontentava di un po' di cibo portato dai visitatori, e per sdebitarsi ricambiava il cibo ricevuto con oggetti lavorati a mano. L'autore del codice riferisce che Benincasa si macerava in grandi digiuni, mostrando il proprio volto ai visitatori solo attraverso la finestra e non facendosi mai vedere dalle donne. Quando era assalito dalle tentazioni della carne, pregava Dio di non allontanare la lotta ma di dargli la forza per vincere il desiderio impuro. Soleva dire che il Signore lo aveva immerso nel fuoco per liberarlo dalla ruggine spirituale.
I prodigi e la tradizione di Monticchiello
Fra Michele Poccianti riferisce che Benincasa liberò con il segno della Croce alcune persone tormentate dagli spiriti maligni, manifestando la potenza della fede contro le forze del male. Gli ammalati guarivano bevendo l'acqua benedetta da Benincasa, che riconoscevano in lui un intercessore potente presso l'Altissimo. Poccianti afferma che Benincasa, giunto all'età di circa cinquant'anni, ricevette l'ordine dal Generale dei Servi di recarsi nel monastero di Monticchiello in provincia di Siena. Monticchiello era un villaggio non lontano dal luogo in cui era vissuto fino ad allora. Benincasa morì a Monticchiello il nove maggio 1426. Secondo gli Annali, al momento della morte tutte le campane si misero a suonare da sole in segno di prodigiosa meraviglia. Le notizie sulla fase finale della vita di Benincasa sono tuttavia contraddittorie. Il convento dei Servi di Montepulciano possedeva appezzamenti di terreno a Monticchiello fin dal 1282. A Monticchiello non esisteva un convento all'epoca di Benincasa, poiché fu edificato solo nel 1474, cioè sessantotto anni dopo la sua morte. Il primo biografo Attavanti, che non menziona il Monte Amiata, sostiene che Benincasa visse a Monticchiello in Etruria da recluso in una grotta ancora oggi visibile.
Il culto e la memoria
Il corpo dell'eremita dell'Ordine dei Servi fu deposto nella Chiesa di San Martino di Monticchiello, di cui oggi non rimane traccia materiale. Nel 1494 gli abitanti del villaggio, grati e riconoscenti per i benefici ricevuti dal beato, eressero un convento per i Servi di Maria attiguo alla Chiesa di San Martino. Nel sedicesimo secolo i religiosi abbandonarono il convento con la chiesa per cause oggi ignote agli storici. Durante l'abbandono, i religiosi ebbero cura di deporre i resti del Beato Benincasa nella chiesa parrocchiale di Monticchiello dedicata ai Santi Leonardo e Cristoforo. I resti di Benincasa furono venerati dalla popolazione sin dal primo momento della morte, testimoniando una fama di santità mai venuta meno. I resti subirono vari trasferimenti nel corso dei secoli, in particolare nel palazzo vescovile di Pienza, prima di fare ritorno sopra l'altare di Sant'Antonio abate nella chiesa di Monticchiello. Nel 1822 e nel 1829 ebbero luogo i primi processi per l'approvazione del culto del Beato Benincasa, dietro richiesta del Padre Provinciale dei Servi della Toscana. Il ventitré dicembre 1829 papa Pio VIII confermò ufficialmente il culto del beato, suggellando la devozione del popolo cristiano.
La vita
La vicenda biografica del Beato Benincasa da Montepulciano ha inizio nel 1375, nel contesto storico del quindicesimo secolo. Ancora adolescente, egli avvertì la chiamata alla vita religiosa ed entrò nell'Ordine dei Servi di Maria, avviando un percorso di formazione spirituale che avrebbe segnato profondamente il suo avvenire. La ricerca di un rapporto più intimo con Dio lo condusse a ritirarsi in solitudine, conducendo una severa vita eremitica sulle pendici del Monte Amiata, in prossimità dei Bagni di San Filippo. In quel luogo di silenzio e di natura incontaminata, Benincasa si dedicò alla meditazione e alla preghiera, lontano dal clamore e dalle distrazioni del secolo.
La sua vocazione eremitica non fu tuttavia dettata da una volontà solitaria, bensì da un profondo desiderio di comunione con Dio, sempre vissuto in seno alla sua famiglia religiosa. Quando i superiori gli chiesero di lasciare il ritiro del Monte Amiata per trasferirsi nel monastero di Monticchiello, egli obbedì con prontezza, riconoscendo in quel comando la volontà del Signore. Questo atto di sottomissione testimonia la maturità della sua fede, che non cercava il compiacimento personale nella solitudine, ma la gloria di Dio nell'obbedienza. Il suo cammino si concluse serenamente a Monticchiello il 9 maggio 1426. La sua fama di santità, consolidata nel tempo, portò infine la Chiesa a elevarlo agli onori degli altari, confermando la bontà della sua esistenza dedicata interamente alla contemplazione e alla sequela di Cristo.
Il culto
Il culto del Beato Benincasa da Montepulciano è radicato profondamente nella tradizione devozionale della terra toscana, in particolare nei luoghi che furono testimoni della sua presenza e della sua preghiera, tra Montepulciano, Pienza e Monticchiello. Il riconoscimento ufficiale della sua santità giunse solennemente nel 1829, per opera di Papa Pio Ottavo, che ne confermò la venerazione per la Chiesa universale.
La sua ricorrenza è fissata nel Martirologio Romano al giorno 9 maggio, data che segna il suo transito verso la vita eterna. Tale anniversario viene celebrato con particolare devozione a Monticchiello, custode delle sue memorie, mentre l'Ordine dei Servi di Maria, a cui egli appartenne con amore filiale, ne onora la memoria liturgica l'undici maggio. La figura del Beato Benincasa continua a interpellare i fedeli di ogni tempo, ricordando che la santità passa attraverso la fedeltà quotidiana, la preghiera costante e l'accettazione umile del disegno divino, sia nel silenzio dell'eremo che nell'obbedienza comunitaria.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Benincasa da Montepulciano?
L'Ordine dei Servi di Maria celebra la sua festa l'undici maggio, mentre il Martirologio Romano e la comunità di Monticchiello celebrano la sua festa il nove maggio.
Quali sono i patronati del Beato Benincasa?
Nei dati storici forniti non vengono menzionati specifici patronati ufficiali per il Beato Benincasa.
Presso la cittadina di Monticchiello in Toscana, beato Benincasa da Montepulciano, religioso dell’Ordine dei Servi di Maria, che si ritirò nello speco del Monte Amiata in territorio senese, dove condusse una vita di penitenza. — Martirologio Romano