1 agosto
Beato Emerico di Quart
Vescovo di Aosta
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la scelta eremitica
Il beato Emerico nacque nel castello di Quart verso la metà del tredicesimo secolo, figlio del nobile Giacomo secondo in una terra ricca di radici cristiane e feconda di santi pastori. Da giovane fu inviato agli studi universitari, forse a Torino, dove approfondì la teologia e conseguì il grado di dottore. Al termine del suo percorso accademico fece ritorno nella dimora familiare, ma il suo cuore cercava un orizzonte ben più alto rispetto agli onori terreni e alle vanità del mondo. Non sentendosi attratto da una vita di agi, Emerico decise di ritirarsi in un luogo solitario oggi conosciuto come Valsainte, distante circa un'ora di cammino dal castello. In quella solitudine consacrò le sue giornate alla preghiera continua, alla penitenza e alla contemplazione silenziosa del mistero divino. Il luogo del suo ritiro conserva ancora oggi la memoria di quella vita nascosta grazie alla presenza di un oratorio che ricorda le sue ascesi ed è divenuto nel tempo meta di frequenti pellegrinaggi. Non è del tutto chiaro se, concluso il tempo della vita eremitica, egli sia entrato tra i canonici di san Orso oppure nel capitolo della cattedrale in qualità di suddiacono. In ogni caso, ogni suo passo fu volto alla ricerca della perfezione evangelica e alla dedizione totale per la salvezza delle anime, suscitando l'ammirazione generale di quanti lo incontravano.
Il governo episcopale e le opere
Alla morte del vescovo Nicola primo Bersatori, avvenuta nel milletriecento uno, i due capitoli della diocesi convergere sulla sua persona eleggendolo a nuovo vescovo. Emerico fu consacrato verso la fine del milletriecento uno a Biella per mano del vescovo di Vercelli Aimone di Challant, dando inizio a un episcopato che durò dal milletriecento due al milletriecento tredici. La sua azione pastorale fu particolarmente vasta e incisiva, sostenuta da uno spirito forte e brillante unito a un carattere docile ma inflessibile dinanzi al male. Sapeva coniugare modi garbati e amabili capaci di incantare tutti con una saggia fermezza nella difesa dei doveri e dei diritti temporali della sua carica. Nominò maestri di scuola d'ispirazione sicura, ammise al sacerdozio esclusivamente chierici provati e degni e pretese il rigoroso rispetto della legge della residenza ecclesiastica. Amministratore generoso e distaccato dai beni terreni, diede tutti i suoi introiti in elemosine, trattenendo per sé soltanto lo stretto necessario per vivere e adoperandosi per il restauro e il sostegno delle chiese della diocesi. Sul piano spirituale visitò capillarmente il territorio, convocò il sinodo diocesano nel milletriecento sette per rivitalizzare la pratica religiosa e, nel milletriecento undici, istituì solennemente il festum conceptionis Virginis Mariae. Nel milletriecento cinque redasse il prezioso Liber censuum, un'opera sorprendente che descrive con fedeltà i costumi feudali della Valle d'Aosta e costituisce oggi un documento di fondamentale utilità per gli storici del Medioevo.
Il transito e il culto perenne
Il cammino terreno del vescovo Emerico si concluse il primo settembre milletriecento tredici e il suo corpo fu accolto e sepolto nella cattedrale di Aosta. Il martirologio lo ricorda come un pastore mirabile per l'austerità della sua vita e per lo zelo instancabile speso per la salvezza delle anime. Fin dalle ore successive al suo transito, vari miracoli avvennero lungo i secoli per sua intercessione, alimentando nel clero e nei fedeli la convinzione della sua santità. Nel milletriecento cinquantuno le sue reliquie furono solennemente esumate e collocate dentro un apposito reliquiario, ricevendo la costante e ininterrotta approvazione da parte dei vescovi di Aosta. Da tempo immemorabile la sua tomba è meta di una fervente devozione popolare, dove gli ammalati, e in particolare i fanciulli sofferenti, vengono condotti per implorare e ricevere la benedizione. Il beato Emerico è inoltre invocato con particolare fiducia nei momenti difficili del parto, estendendo la sua protezione materna su tutte le madri. Dopo un regolare processo canonico, il culto e il titolo di beato furono confermati ufficialmente il quattordici luglio milletriecento ottantuno con decreto firmato da papa Leone XIII. La sua festa solenne viene celebrata il primo settembre nella sua parrocchia d'origine di Quart e nel calendario diocesano, mentre il Martyrologium Romanum ne fissa la memoria liturgica al primo giorno del mese di agosto.
Il cammino episcopale
Il percorso del Beato Emerico di Quart fu segnato da un equilibrio raro tra il silenzio della preghiera e le responsabilità del governo ecclesiale. Dopo aver nutrito il suo spirito nell'isolamento di Valsainte, egli rispose con obbedienza alla chiamata che lo portò alla cattedra di Aosta. Il momento solenne della sua consacrazione avvenne a Biella nel mille trecentouno, per mano di Aimone di Challant, segnando l'inizio di un ministero fecondo. Durante gli anni del suo mandato, il vescovo Emerico seppe coniugare la fermezza amministrativa con la cura delle anime, operando per dare una struttura solida alla vita diocesana.
Nel mille trecentocinque, egli redasse il Liber censuum, un documento di grande valore che testimonia la sua attenzione verso l'organizzazione dei beni e la giustizia nella gestione diocesana. Il suo zelo non si fermò all'amministrazione, ma si spinse fino alla cura pastorale diretta, culminata nella convocazione del Sinodo diocesano nel mille trecentosette. Attraverso questo strumento, egli cercò di armonizzare la disciplina ecclesiastica e di guidare il clero e i fedeli verso una vita di maggiore rettitudine. Il suo episcopato si concluse ad Aosta nel mille trecentotredici, lasciando una traccia indelebile nella storia della regione. La sua vita rimane un monito per i credenti di ogni tempo sulla necessità di fondare ogni azione esteriore, anche la più complessa, su una solida radice di preghiera e umiltà, elementi che hanno guidato ogni sua decisione e ogni suo passo nel servizio al popolo di Dio.
Il culto e la devozione
La venerazione verso il Beato Emerico di Quart è profondamente radicata nella pietà popolare e liturgica. La Chiesa ha riconosciuto la santità della sua vita attraverso il decreto di Papa Leone Tredicesimo, emanato il quattordici luglio del mille ottocentottantuno. Tale atto ha confermato la validità di un culto che, nei secoli, ha sempre visto i fedeli stringersi attorno alla sua figura in cerca di intercessione. Egli è invocato con fiducia particolare da chi vive il dramma della sofferenza fisica e dalle madri che affrontano le difficoltà legate al parto, trovando nel Beato un protettore vicino e sensibile alle umane fragilità.
Il Martyrologium Romanum ne fissa la memoria liturgica al primo agosto, sebbene in ambiti locali sia ricordato anche il primo settembre. Questa ricorrenza è un invito a meditare sull'esempio di un pastore che ha saputo onorare la Vergine Maria, istituendo nel mille trecentoundici la festa della sua concezione, gesto che ancora oggi risuona come un omaggio alla purezza e alla grazia. Celebrare il Beato Emerico significa rinnovare l'impegno a vivere la propria condizione di cristiani con la stessa dedizione e la stessa umiltà che egli espresse in ogni atto del suo ministero, affidandosi costantemente alla protezione del Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Emerico di Quart?
Il beato Emerico si festeggia il primo settembre nella sua parrocchia d'origine di Quart e nella diocesi di Aosta, mentre il Martyrologium Romanum fissa la sua memoria al primo agosto.
Di cosa è patrono il beato Emerico di Quart?
Il beato Emerico è particolarmente invocato e venerato come patrono nella sua parrocchia d'origine di Quart, a protezione degli ammalati, specialmente dei fanciulli, e delle partorienti.
Ad Aosta, beato Emerico di Quart, vescovo, mirabile per l’austerità di vita e la dedizione alla salvezza delle anime. — Martirologio Romano