10 luglio
Beato Engelberto Kolland
Francescano, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La vita e il contesto missionario
Padre Engelberto Kolland nacque a Salisburgo, in Austria, il 21 settembre 1827 e morì all'età di trentatré anni nel 1860 a Damasco, in Siria. Non sono disponibili testi sulla vita dei martiri precedente allo stato religioso. Il contesto in cui operava si inserisce nelle terre che testimoniano lo sforzo missionario dei Francescani nel mondo islamico fin dai tempi di San Francesco. La maggior parte dei religiosi francescani della comunità era di origine spagnola, inseriti in un gruppo che comprendeva sei sacerdoti e due fratelli professi, oltre a tre fratelli di sangue laici maroniti.
Tra i compagni di fede vi erano figure come il superiore Padre Emanuele Ruiz, nato a Santander in Spagna il 5 maggio 1804 e giunto a cinquantasei anni; Padre Carmelo Volta, nato nella provincia di Valencia il 29 maggio 1803 e avente cinquantasette anni; Padre Ascanio Nicanore, nato nella provincia di Madrid nel 1814 e di quarantasei anni; Padre Pietro Soler, nato nella Murcia il 28 aprile 1827 all'età di trentatré anni; Padre Nicola Alberga, nato nella provincia di Cordova il 10 settembre 1830 e di trent'anni; il fratello professo francescano Francesco Pinazo, nato nella provincia di Valencia il 24 agosto 1802 e di cinquantotto anni; e il fratello professo francescano Giovanni Giacomo Fernandez, nato in Galizia il 29 luglio 1808 all'età di cinquantadue anni. I tre fratelli laici di religione maronita uccisi si chiamavano Francesco, Abd-el-Mooti e Raffaele Massabki.
Il martirio a Damasco
I religiosi si trovavano nel loro convento di Damasco, in Siria, dediti alla vita comunitaria e all'apostolato tra la popolazione locale. Nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1860, il convento fu attaccato dai Drusi di Damasco, una setta religiosa di origine musulmana sciita. I Drusi furono spinti da un fanatismo di insofferenza religiosa scoppiato negli anni 1845-46 e nel 1860 contro il cristianesimo, percorrendo la città di Damasco facendo stragi di cristiani.
Gli otto francescani e i tre fratelli maroniti si rifugiarono all'interno delle mura del convento per trovare protezione. Un traditore, probabilmente tra gli inservienti locali, introdusse gli assassini attraverso una piccola porta dimenticata. In seguito a questa effrazione, tutti i rifugiati furono massacrati, sigillando con il sangue la loro dedizione alla fede e al Vangelo.
La vita
La parabola terrena di Engelberto Kolland ebbe inizio a Salisburgo nell'anno 1827, in un contesto che avrebbe forgiato il suo spirito verso una vocazione profonda e missionaria. Entrato nell'ordine francescano, egli scelse di abbracciare la via del sacerdozio con l'intento di portare la luce della fede oltre i confini della propria patria. La sua missione lo condusse a Damasco, città in cui egli profuse le proprie energie nel servizio pastorale e nell'annuncio del Vangelo, vivendo quotidianamente la fraternità e la dedizione tipiche del carisma francescano.
Il cammino terreno di questo generoso sacerdote giunse a un punto di svolta decisivo nel corso del 1860. In quel tempo, Damasco divenne teatro di violente persecuzioni che non risparmiarono i luoghi consacrati alla preghiera e alla carità. Nella notte tra il nove e il dieci luglio, il convento dove Engelberto prestava servizio fu assalito dai Drusi. In quel frangente drammatico, egli non abbandonò la propria postazione, restando fedele alla sua missione fino all'ultimo respiro. Il suo martirio, consumato in quella notte di sofferenza, ha sigillato la sua testimonianza di fede, rendendolo un segno indelebile di fedeltà a Cristo. La Chiesa, nel riconoscere l'eroismo della sua fine, ha elevato Engelberto Kolland agli onori degli altari, confermando la santità di un uomo che ha saputo trasformare la propria morte in un atto supremo di amore e di dedizione alla Chiesa universale.
Il culto
Il culto del Beato Engelberto Kolland si è consolidato nel tempo, trovando espressione solenne nel riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa. La sua beatificazione, avvenuta per mano di papa Pio XI il dieci ottobre 1926, ha sancito la venerazione di questo martire, ponendolo come modello di perseveranza per i fedeli di ogni epoca. La sua figura è profondamente legata alla terra di Siria, luogo del suo sacrificio, dove il suo ricordo è custodito con speciale devozione.
La memoria liturgica del Beato Engelberto è fissata al dieci luglio, giorno in cui la comunità cristiana è invitata a fare memoria della sua testimonianza. In questa data, i fedeli si uniscono nel ricordo di un uomo che ha saputo coniugare la vocazione sacerdotale con il coraggio del martirio. La celebrazione non è soltanto un atto di devozione verso il passato, ma un invito a riflettere sulla propria coerenza di vita e sulla disponibilità a servire Dio in ogni circostanza. Attraverso la preghiera e la meditazione sulla sua vicenda, i credenti trovano in lui un intercessore capace di infondere forza nei momenti di prova, ricordando che la luce della fede brilla con particolare intensità anche nelle ore più buie della storia umana.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Engelberto Kolland?
La festa comune dei beati e la ricorrenza liturgica sono fissate al 10 luglio.