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25 gennaio

Beato Enrico Suso (Susone)

Domenicano

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la giovinezza

Enrico Suso nacque il ventuno marzo di un anno compreso tra il mille duecentonovantatré e il mille trecentotre, oppure nel mille duecentonovantacinque secondo altre indicazioni, nella città di Costanza. Notizie risalenti al mille cinquecento dodici tramandano che il padre fosse il nobile von Berg, commerciante e uomo di sentimenti non religiosi, mentre la madre era una donna piissima di nome Seuse, originaria di Überlingen. Per profondo legame filiale e spirituale, il giovane decise di assumere il cognome della madre. All'età di tredici anni, Enrico entrò nel monastero dei domenicani di San Nicola, situato sull'isola di Costanza. Tra quelle mura sacre perfezionò gli studi umanistici e seguì con rigore la vita regolare della comunità. All'età di diciotto anni fu toccato da una profonda visione della Sapienza eterna, che cambiò il corso della sua esistenza e lo rese fervente apostolo di tale mistero. A seguito di questa straordinaria esperienza spirituale fu chiamato con il nome di Amandus, e da quel momento inaugurò una vita di intensa preghiera, di penitenza rigorosa e di intima unione con Dio. Volle persino incidersi sul petto il monogramma IHS come segno tangibile e indelebile di totale appartenenza a Cristo. Proseguì poi la sua formazione culturale e religiosa studiando filosofia in vari conventi e teologia nella casa principale di Colonia.

Il ministero, le prove e gli scritti

Nel periodo trascorso a Colonia ebbe l'occasione di ascoltare le dottrine del maestro Eckhart, di cui divenne il discepolo più fedele e un autorevole continuatore del pensiero. Questa vicinanza lo coinvolse nel processo per eresia intentato contro il maestro Eckhart, fondatore della mistica speculativa tedesca, costringendo Enrico a discolparsi davanti a un capitolo dell'Ordine Domenicano tenutosi ad Anversa nel mille trecentoventisette. Nel mille trecentotrenta abbandonò le pesanti penitenze e l'isolamento per dedicarsi pienamente alla scrittura e al ministero delle anime, rivelando al mondo la sua dottrina e le sue esperienze spirituali. Si spostò da Costanza in Svizzera, in Renania e in Alsazia, predicando e orientando i fedeli. Nel monastero delle domenicane di Töss trovò in Elisabetta Stagel di Zurigo una preziosa raccoglitrice dei suoi racconti e dei suoi insegnamenti. A causa della lotta politica e religiosa tra il papa avignonese Giovanni XXII e Ludovico il Bavaro, una parte dei domenicani fu costretta all'esilio da Costanza, e lo stesso Enrico fece parte dei frati allontanati. Nel mille trecentoquarantatre, durante una grave carestia, operò in qualità di priore dei frati esuli, provvedendo con generosità al necessario per tutti i confratelli. Rientrato a Costanza nel mille trecentoquarantotto, fu tuttavia vittima di una grave calunnia ordita da una giovane donna. Pur essendogli stata pienamente riconosciuta l'innocenza, le conseguenze di quell'episodio lo spinsero a trasferirsi in un altro convento, senza fare mai più ritorno nella sua città natale. Dal mille trecentoquarantotto visse stabilmente a Ulma, continuando con dedizione il suo ministero di cura delle anime. Tra il mille trecentosessantadue e il mille trecentosessantatre redasse l'Exemplar, l'opera monumentale contenente la gran parte dei suoi scritti in tedesco. Tra i suoi testi figurano anche un trattato sull'eterna sapienza e le altre preziose composizioni ascetiche e religiose che hanno nutrito generazioni di credenti.

Il transito e il culto

Il beato Enrico Suso concluse il suo pellegrinaggio terreno il venticinque gennaio mille trecentosessantasei a Ulma, dove viene ricordato nel Martirologio come sacerdote dell'Ordine dei Predicatori nella Svevia in Germania. La sua salma non fu sepolta nella comune fossa dei frati, ma venne deposta con onore nella chiesa del convento di Ulma. Fino al mille cinquecento trenta, davanti alla sua tomba ardeva da secoli una lampada perpetua e una lapide marmorea ne attestava la fama di santità e il culto spontaneo tributato dai fedeli. Il culto del beato Enrico Suso era infatti considerato tale da secoli non soltanto dall'Ordine Domenicano e dalla Chiesa tedesca, ma anche da illustri filosofi e teologi. Il riconoscimento ufficiale della Chiesa giunse il sedici aprile mille ottocentotrentuno, quando papa Gregorio XVI confermò con decreto l'approvazione del suo culto. La sua figura è stata immortalata in numerose opere d'arte realizzate da artisti insigni, e una sua statua fa parte del gruppo della Madonna del Rosario col Bambino sul campanile della chiesa dedicata al santo a Ulma.

Domande frequenti

Quando si festeggia il beato Enrico Suso?

La memoria liturgica del beato Enrico Suso si celebra il venticinque gennaio.

Qual è il ruolo del beato Enrico Suso nella Chiesa?

È ricordato nel Martirologio come sacerdote dell'Ordine dei Predicatori, insigne filosofo e maestro della mistica cristiana.

A Ulm nella Svevia in Germania, beato Enrico Suso, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che sopportò pazientemente innumerevoli difficoltà e malattie, scrisse un trattato sull’eterna sapienza e predicò con assiduità il dolcissimo nome di Gesù. — Martirologio Romano