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25 gennaio

Beato Francesco Zirano

Sacerdote francescano, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e vocazione in terra sarda

Francesco Zirano nacque a Sassari intorno all'anno 1564. La sua era una famiglia di modesti contadini dalla fede genuina. La famiglia era composta probabilmente da quattro fratelli che rimasero presto orfani di padre. In casa vi era una profonda devozione verso i protomartiri Gavino, Proto e Gianuario. Da Sassari partivano annualmente due pellegrinaggi solenni al santuario di Porto Torres, affrontando il rischio di attacchi di corsari. Francesco mantenne sempre forte la devozione verso i protomartiri di Porto Torres. La sua infanzia trascorse normalmente. Ricevette una certa istruzione dai frati di Santa Maria di Betlem in un'epoca di diffuso analfabetismo. Aveva una grande devozione per la Madonna. Maturò la vocazione religiosa e a soli quindici anni seguiva le regole del convento. A ventidue anni fu ordinato sacerdote dall'arcivescovo Alfonso de Lorca. All'ordinazione era presente e felice il cugino Francesco Serra, figlio di una sorella della madre e da poco rivestito dell'abito religioso. Padre Zirano svolse varie mansioni in chiesa a contatto con i fedeli e in comunità a servizio dei confratelli. Nel 1590 un avvenimento sconvolse la sua vita quando il cugino fu fatto schiavo dai corsari turchi sbarcati in Sardegna e condotto ad Algeri. Per otto anni padre Zirano svolse scrupolosamente gli incarichi di economo, questuante e procuratore del convento. Durante quegli anni soffrì e pregò costantemente per il cugino schiavo. Giunse infine alla decisione di recarsi ad Algeri per liberare il cugino. Per la liberazione degli schiavi in Sardegna questuavano i Mercedari ed era necessario reperire il denaro per il riscatto. Il 19 marzo 1599 papa Clemente VIII accolse la richiesta di Francesco autorizzandolo per un triennio. Il documento pontificio conteneva l'invito a donare generosamente all'umile frate descritto come avente circa trentatré anni, bassa statura, occhi neri e barba castana. Padre Zirano percorse tutta la Sardegna per raccogliere offerte. Diede conforto ai familiari di altri schiavi e si impegnò per la liberazione di alcuni di essi. Francesco Zirano nacque a Sassari nel 1564.

Il viaggio verso il Nord Africa

Nella primavera del 1602 partì forte nella fede, facendo tappa in Spagna. In Spagna ricevette da Re Filippo III l'affiancamento di fra Matteo de Aguirre come compagno di viaggio. Il frate di Maiorca aveva a insaputa di Zirano una missione politica legata alla guerra tra Algeri e il re di Cuco sostenuto dagli spagnoli. Resosi conto della difficoltà, padre Zirano si travestì da mercante. Il 18 agosto partì da Cuco con un interprete e dopo tre giorni di cammino arrivò sotto le mura di Algeri. La situazione era tesa a causa della presenza di navi spagnole presso Ibiza e di un bando che limitava la libertà dei cristiani. Un rinnegato proveniente da Cuco fu arrestato portando lettere di fra Matteo indirizzate a padre Zirano e ad altri cristiani. Le lettere contenevano la rinuncia ad occuparsi del riscatto degli schiavi. Padre Zirano rimase prudentemente lontano dalla città. Tornò a Cuco portando con sé quattro cristiani liberati nei dintorni di Algeri. Impossibilitato ad agire ulteriormente, divenne aiutante di fra Matteo. Nel frattempo in carcere il cugino faceva coraggio ai compagni e aveva imparato l'arabo tra fatiche e umiliazioni. Il conflitto tra Algeri e il re di Cuco divenne più acuto e il re di Cuco conseguì una vittoria. Padre Zirano fu incaricato di portare la notizia della vittoria al Re di Spagna. Forse a causa di una manovra premeditata, fu tradito e consegnato al nemico. Gli avvenimenti della cattura furono riferiti in seguito da uno schiavo spagnolo. Francesco fu spogliato, percosso, incatenato e condotto ad Algeri il 6 gennaio 1603.

La prigionia e il martirio

In carcere trovò altri cristiani detenuti. Essendo stato scambiato per fra Matteo de Aguirre, fu isolato e fu stabilito per lui un enorme riscatto. Ricevette la visita del cugino Francesco Serra che ebbe il compito di comunicargli la condanna a morte. Il servo di Dio chiese unicamente un confessore, ma la richiesta non fu esaudita. Confidando in Dio, esortò i compagni di galera a restare forti nella fede. Tra la prima e la seconda visita del cugino si tentò di inviarlo a Costantinopoli su una nave inglese. Il trasferimento serviva ai soldati di Algeri per rassicurare i turchi che la guerra contro il re di Cuco non aveva intaccato la loro signoria. Il tentativo fallì a causa dell'ingente riscatto richiesto. Il 24 gennaio il Consiglio della città si riunì per decidere la condanna senza interrogatorio. Il Gran Consiglio aveva compreso che stava condannando non l'ambasciatore spagnolo fra Matteo, ma il sardo padre Zirano. Subì la proposta infame dell'abiura, ma rifiutò fermamente di rinnegare il Signore. Trascorse la notte precedente l'esecuzione in preghiera. Un banditore proclamò per le vie della città che il condannato aveva rubato quattro schiavi ed era una spia. L'esecuzione di Francesco Zirano fu eseguita atrocemente il 25 gennaio del 1603. Francesco fu vestito con una tunica e una catena al collo. Attraversò l'affollata strada centrale di Algeri tra urla e insulti. Francesco pregava ad alta voce recitando il canto biblico dei tre fanciulli, secondo il racconto di un testimone. Fu scorticato vivo. La sua pelle fu imbottita di paglia ed esposta presso una porta della città di Algeri. I cristiani si appropriarono di alcuni lembi della pelle custodendoli. Alcuni lembi arrivarono in Italia. In Sicilia furono portate una mano e la pelle di un braccio, come attesta un testo del 1605. Oggi si è persa notizia di tali resti. Il cugino di Francesco trovò in seguito la libertà. Il cugino poté riscattare a sua volta alcuni schiavi cristiani. Il cugino riuscì a dare una sepoltura al corpo straziato. La fede di padre Zirano suscitò un'ammirazione commossa. La fama del suo martirio è giunta sino ai nostri giorni. È stato beatificato il 12 ottobre 2014 a Sassari. La cerimonia di beatificazione è stata presieduta dal Cardinale Angelo Amato. Francesco Zirano era un sacerdote religioso. Operò con zelo fino all'effusione del sangue per il riscatto e il conforto dei cristiani tratti in schiavitù.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Francesco Zirano?

La ricorrenza liturgica e la festa del Beato Francesco Zirano si celebrano il 25 gennaio.

Qual è il ruolo e la condizione del Beato Francesco Zirano?

Il Beato Francesco Zirano era un sacerdote francescano e religioso, ricordato per il suo generoso impegno nel riscatto degli schiavi cristiani e per il suo martirio.