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18 luglio

Beato Gabriel-Joseph-Roger Longueville

Sacerdote e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la formazione in Francia

Gabriel-Joseph-Roger Longueville fu battezzato quasi un mese dopo la nascita, il 12 aprile 1931. Ricevette la Cresima il 30 maggio 1941 a Deyras, per mano del vescovo di Viviers, monsignor Alfred Couderc. Il 26 settembre 1942 entrò nel Seminario Minore San Carlo della diocesi di Viviers, situato ad Annonay. Nell'ottobre 1948 passò al Seminario Maggiore di Viviers. La sua condotta fu molto apprezzata sia dai compagni, sia dai superiori. Nel settembre 1952 dovette interrompere gli studi perché obbligato al servizio militare. La prima parte del servizio militare fu dal 1952 al 1954 nel Corpo dei Cacciatori Alpini, prima a Sathonay in Francia, poi a Bluiens in Austria. La seconda parte fu dal 1956 a Souma in Algeria, nel pieno della guerra d'indipendenza. Le relazioni dei cappellani militari riferirono del suo impegno spirituale e della sua costante frequenza ai Sacramenti, essendo egli aggregato alla cappellania militare. Gabriel rimase molto segnato dall'esperienza militare, interrogandosi sulla necessità dei governi a base militare. Tornato in Francia, riprese il percorso verso il sacerdozio. Nel corso del 1957 ricevette in sequenza gli Ordini Sacri. Il 6 aprile 1957 ricevette il suddiaconato. Il 30 maggio 1957 ricevette il diaconato. Il 29 giugno 1957 ricevette il presbiterato. Nei dodici anni seguenti esercitò il ministero come professore di lingue al Seminario Minore di Annonay e come vicario parrocchiale.

La chiamata alla missione e l'arrivo in Argentina

Sentiva di dover rispondere all'appello che papa Pio XII aveva rivolto nell'enciclica Fidei Donum del 21 aprile 1957. L'enciclica chiedeva alle diocesi di impegnarsi a inviare sacerdoti nei paesi dove l'evangelizzazione era scarsa o ridotta. Il 30 settembre 1968 scrisse al Centro di Formazione per l'America Latina, un'organizzazione della Chiesa francese che prepara i sacerdoti alla missione. Nell'agosto 1969 partì con altri diciassette sacerdoti francesi. Trascorse tre mesi in Messico, a Cuernavaca, per migliorare la conoscenza della lingua spagnola e ricevere lezioni sulla religione, la storia e la politica del continente latinoamericano. Il 1º febbraio 1970 arrivò a Corrientes, in Argentina. Il vescovo di Corrientes, monsignor Francisco Vicentín, aveva stipulato una convenzione con la diocesi di Viviers. Nel giugno 1970 cominciò a lavorare cinque giorni a settimana in un'impresa edile per essere più vicino al popolo. Questo lavoro gli procurò un conflitto col vescovo di Corrientes, il quale lo allontanò dalla diocesi insieme a un altro sacerdote francese. Nel marzo 1971, trovato un nuovo accordo col responsabile del Comitato Episcopale Francia-America Latina, si trasferì nella diocesi di La Rioja, nel nord-ovest dell'Argentina. Il vescovo locale, monsignor Enrique Angelelli, lo destinò al decanato di Los Llanos. Il 7 maggio 1971 fu nominato vicario coadiutore della parrocchia del Salvatore a El Chamical. Il 23 febbraio 1972 fu reso vicario sostituto, praticamente parroco, nello stesso luogo.

Il ministero a El Chamical e la comunione con i poveri

Don Gabriel si gettò subito nell'azione missionaria. In una lettera ai familiari scrisse di percorrere il quartiere in bicicletta, visitare le famiglie e relazionarsi con chi prendeva il fresco all'entrata delle case. Segnalò che le condizioni di vita della maggior parte della gente erano molto precarie, con un salario tre volte inferiore a quello di Buenos Aires e senza lavoro fisso. Notò la vicinanza della discarica della città che attirava sciami di mosche. Segnalò la presenza di un'epidemia di abbandono familiare nel quartiere. Riferì della formazione di gruppi per recuperare vestiario e ridistribuirlo ai bisognosi. Alcuni fedeli di El Chamical lo ricordarono come un umile servo, molto semplice, vicino ai poveri, uomo di profonda vita interiore e con un sottile senso dell'umorismo. Era un pittore e scultore autodidatta. Nelle sue opere rappresentava il paesaggio e il popolo che gli erano stati affidati. La sua relazione con monsignor Angelelli era improntata all'ammirazione e alla fiducia. Il 20 giugno 1973 scrisse a monsignor Angelelli esprimendo stima per la sua presenza cordiale, serena e speranzosa nei momenti critici e dolorosi della diocesi. Nel 1975 gli fu assegnato come collaboratore pastorale padre Carlos de Dios Murias, religioso dei Frati Minori Conventuali. Padre Carlos era nato a Margillac de Étables, in Francia, il 18 marzo 1931. La collaborazione con padre Carlos de Dios Murias mirava alla formazione di una fraternità o comunità di frati. La loro collaborazione fu intensa e basata sugli stessi principi, soprattutto sulla denuncia dei misfatti del potere politico, mai disgiunta dall'annuncio del Vangelo.

Il martirio e la testimonianza di sangue

La sera di domenica 18 luglio 1976, i due sacerdoti stavano cenando in casa delle Suore di San Giuseppe, residenti in parrocchia. Alcuni uomini che si presentarono come membri della Polizia Federale bussarono alla porta in cerca di padre Carlos. Padre Carlos avrebbe dovuto accompagnare gli uomini a La Rioja per testimoniare circa alcuni detenuti. Don Gabriel, vedendo che padre Carlos seguiva gli uomini, li raggiunse dicendo di voler andare con loro. La destinazione degli uomini fu diversa da quella dichiarata. Padre Carlos e don Gabriel furono condotti alla base aerea di El Chamical. Alla base aerea di El Chamical subirono pesanti torture. I religiosi furono portati a cinque chilometri dalla città e uccisi a colpi di arma da fuoco. Padre Carlos è morto a El Chamical, in Argentina, il 18 luglio 1976. I corpi furono trovati tre giorni dopo da alcuni operai ferroviari nella località Bajo de Lucas. Una settimana più tardi, il 25 luglio 1976, Wenceslao Pedernera fu assassinato in casa propria. L'omicidio di Wenceslao Pedernera avvenne davanti alla moglie e alle tre figlie. Monsignor Angelelli perse la vita il 4 agosto 1976. Monsignor Angelelli morì mentre tornava da una celebrazione in suffragio dei due sacerdoti e di Wenceslao. Le autorità fecero credere a lungo che la morte di monsignor Angelelli fosse un incidente stradale.

Il cammino verso la beatificazione

L'inchiesta diocesana per l'accertamento del martirio in odio alla fede per don Gabriel, padre Carlos e Wenceslao è cominciata nella diocesi di La Rioja il 31 maggio 2011. L'inchiesta ha ricevuto il nulla osta dalla Santa Sede il 24 luglio 2011. L'inchiesta diocesana si è conclusa il 15 maggio 2015. L'inchiesta diocesana per monsignor Angelelli è durata dal 13 ottobre 2015 al 15 settembre 2016. La causa di monsignor Angelelli è stata unificata a quella degli altri tre dopo la chiusura dell'inchiesta. L'8 maggio 2018 papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinal Angelo Amato, all'epoca Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che apriva la via alla beatificazione dei martiri di El Chamical nell'udienza dell'8 maggio 2018. I quattro erano già da tempo e in maniera informalmente definiti i martiri di El Chamical. Le spoglie mortali di padre Carlos e don Gabriel erano precedentemente sepolte nel cimitero comunale di El Chamical. Le spoglie di padre Carlos e don Gabriel sono state traslate il 18 luglio 2018 nella cripta della chiesa parrocchiale del Salvatore a El Chamical. La beatificazione dei quattro martiri si è svolta il 27 aprile 2019 presso il Parco Cittadino di La Rioja. La celebrazione di beatificazione è stata presieduta dal cardinal Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in qualità di inviato del Santo Padre.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Gabriel-Joseph-Roger Longueville?

La memoria liturgica cade il 17 luglio, il giorno prima di quello della nascita al Cielo.

Di cosa è patrono il Beato Gabriel-Joseph-Roger Longueville?

I dati forniti non menzionano specifici patronati ufficiali.