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13 giugno

Beato Gerardo di Chiaravalle

Monaco

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalle armi al chiostro

Prima di abbracciare la vita monastica, Gerardo fu dedito alle armi. Tra tutti i fratelli, la tradizione riferisce che Gerardo sarebbe stato il più renitente a seguire Bernardo nel chiostro. Durante una fase della sua vita secolare, Gerardo fu catturato in combattimento e trattenuto in prigionia. La tradizione riferisce che un miracolo intervenne a liberare Gerardo dalla prigionia, permettendogli di raggiungere i congiunti nella solitudine del monastero.

Il servizio a Chiaravalle

Gerardo visse nel monastero di Chiaravalle in Burgundia, nell’odierna Francia, dove fu per lunghi anni cellerario. Il profilo storico di Gerardo si ricava quasi per intero dal ventiseiesimo dei Sermones super Cantica Canticorum, un testo di Bernardo dedicato a Gerardo che costituisce una rievocazione del fratello defunto. Vicino a morire, Gerardo dichiarò di avere accettato l'ufficio di cellerario e di avere rinunciato alle sue inclinazioni contemplative solo per ubbidienza e per amore del fratello abate. Egli aveva protetto la quiete nella preghiera, nello studio e nel governo della comunità del fratello abate con intelligente e fedele custodia. Gerardo aveva inoltre attitudine ad ogni sorta di opere manuali. Pur essendo illetterato, Gerardo possedeva raro discernimento e penetrazione nelle cose spirituali. Bernardo presenta Gerardo come suo fido consigliere in ogni campo e riconosce in lui perfetta armonia tra le attitudini pratiche e le virtù claustrali e contemplative.

Il viaggio in Italia e la morte

Il cellerario si era gravemente ammalato a Viterbo l'anno precedente la morte, e la data della malattia sofferta l'anno precedente la morte è il 1137. La malattia di Gerardo accadde durante il terzo viaggio di Bernardo in Italia nel 1137, molto probabilmente nei mesi di marzo-aprile. Durante il periodo della malattia di Gerardo, la curia papale fece sosta nella cittadina laziale di Viterbo. Il soggiorno italiano del 1137-38 coincise con la definitiva rovina di Anacleto secondo. Bernardo parla con tono di gioia e di vittoria dell'esito del suo viaggio nel sermone ventiseiesimo. Rientrato a Chiaravalle, Gerardo si ammalò di nuovo. Gerardo morì con esemplare serenità, assistito da Bernardo. I giorni indicati dalla tradizione per il trapasso di Gerardo sono il tredici giugno o il tredici ottobre del 1138. I resti mortali di Gerardo e dei congiunti furono più tardi raccolti in una sola sepoltura a Chiaravalle.

Il culto e la memoria

La data tradizionale della festa di Gerardo nell'Ordine era il tredici giugno. I martirologi cistercensi indicavano il tredici giugno come il giorno della morte. Il culto di Gerardo fu confermato nel 1702 da papa Clemente XI. Nel 1869 furono approvati l'Ufficio e la Messa per l'Ordine Cistercense. Nel 1871 la festa di Gerardo venne fissata al trenta gennaio.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Gerardo di Chiaravalle?

La festa si celebrava tradizionalmente il tredici giugno per l'Ordine Cistercense, mentre in seguito la ricorrenza fu fissata al trenta gennaio.

Nel monastero di Chiaravalle in Burgundia, nell’odierna Francia, beato Gerardo, monaco, che, fratello di san Bernardo, sebbene analfabeta, fu dotato di grande acutezza di ingegno e capacità di discernimento spirituale. — Martirologio Romano