Beato Geremia da Valacchia (Giovanni) Kostistik
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino di fede
La vicenda umana e spirituale di Giovanni Kostistik, divenuto poi noto come frate Geremia da Valacchia, rappresenta un pellegrinaggio fisico e interiore di grande intensità. Partito dalla natia Valacchia, il giovane Giovanni attraversò diverse località, tra cui Alba Iulia e Bari, prima di giungere alla meta definitiva della sua vocazione a Napoli. L'ingresso tra i cappuccini segnò per lui l'inizio di una dedizione assoluta, vissuta nella semplicità del saio e nel nascondimento della vita conventuale. La sua esistenza non fu segnata da grandi eventi mondani, ma dalla fedeltà quotidiana alla preghiera e al servizio verso il prossimo.
Nel convento di Sant'Eframio Nuovo, il Beato Geremia manifestò la pienezza della sua carità. La sua missione principale fu rivolta ai malati incurabili, persone segnate da sofferenze fisiche profonde e spesso isolate da ogni conforto. In questo apostolato, egli seppe coniugare la fermezza della fede con la tenerezza del cuore. Un episodio emblematico del suo stile di vita fu la premurosa assistenza prestata a fra Martino, un confratello che egli accudì con dedizione costante per quattro anni e mezzo, senza mai mostrare stanchezza o cedimento. Tale sollecitudine non era dettata dal dovere, ma da un amore sincero che vedeva nel malato il volto stesso del Signore. Questa testimonianza di carità silenziosa è giunta fino a noi come un monito prezioso sulla dignità di ogni persona, specialmente di chi si trova nella prova estrema della malattia.
La memoria del Beato
La morte del Beato Geremia, avvenuta nel milleseicentoventicinque, divenne un momento di intensa partecipazione popolare. Non appena si diffuse la notizia della sua dipartita, la popolazione di Napoli accorse in massa al convento, dando vita a un vero e proprio assalto devozionale per poter venerare le spoglie del frate che tanto aveva donato ai sofferenti. Questo moto spontaneo di popolo fu il riconoscimento immediato di una vita spesa per il bene comune.
La Chiesa ha ratificato questo legame tra il Beato Geremia e i fedeli attraverso la beatificazione celebrata da Giovanni Paolo Secondo nel millenovecentottantatré. Oggi, egli è riconosciuto come patrono degli infermi e dei derelitti, coloro che ancora oggi trovano nella sua figura un punto di riferimento spirituale. La sua intercessione è richiesta da chiunque cerchi conforto nel dolore e forza nel momento della prova, ricordandoci che la vera grandezza risiede nel servire con umiltà i fratelli più bisognosi. Il suo culto, radicato profondamente nella tradizione cappuccina, continua a parlare al cuore dei fedeli di ogni tempo.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Geremia da Valacchia?
La memoria del Beato Geremia si celebra il giorno cinque marzo.
Di cosa è patrono il Beato Geremia da Valacchia?
Il Beato Geremia è patrono degli infermi e dei derelitti.
A Napoli, beato Geremia (Giovanni) Kostistik da Valacchia, che, religioso dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, ininterrottamente per quarant’anni diede assistenza agli infermi con carità e letizia. — Martirologio Romano