15 settembre
Beato Giordano di Pulsano
Abate
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e l'incontro con san Giovanni
Il santo nacque a Monteverde da una famiglia ragguardevole, in un periodo in cui la cittadina, situata in provincia di Avellino, era una importante città episcopale. L'anno esatto della nascita non può essere precisato dalle fonti storiche. Da fanciullo fu affidato dai genitori a uno zio residente a Benevento affinché curasse la sua educazione anche letteraria. Durante una malattia contratta da ragazzino, egli comprese i pericoli spirituali presenti in quella scuola e, appena guarito, manifestò l'intenzione di andarsene. A causa di questa ferma decisione fu maltrattato dallo zio e, in seguito a tali durezze, fuggì per trovare rifugio nascondendosi in una selva. Proprio in quel luogo solitario fu incontrato da san Giovanni da Matera, che stava facendo ritorno da Capua in Puglia. San Giovanni lo ristorò con cura, lo condusse con sé e lo istruì nella via della vita monastica. Il giovane fece tali e tanti progressi spirituali che Giovanni lo considerò sempre il suo discepolo più caro e, successivamente, un valido collaboratore nella comunità di Pulsano.
Il governo della Congregazione di Pulsano
Alla morte di san Giovanni, avvenuta nel 1139, Giordano fu chiamato a succedergli alla guida della comunità per unanime consenso dei monaci. Accettò la carica ma rifiutò inizialmente di presentarsi al re Ruggero, poiché quest'ultimo era stato colpito da scomunica da parte di papa Innocenzo II. Soltanto dopo la successiva riconciliazione tra il pontefice e il sovrano, Giordano inviò Gioele e altri due monaci dal monarca, il quale li accolse favorevolmente promettendo aiuto e protezione anche in memoria di san Giovanni. Sotto la saggia guida di Giordano la Congregazione di Pulsano ricevette un nuovo e decisivo impulso nella sua propagazione. Nel 1140 egli ottenne dal vescovo di Troia la chiesa di San Nicola nei pressi di Foggia, e successivamente concesse alcuni suoi monaci al vescovo di Piacenza per fondare un cenobio a Ponte sulla Trebbia. Per preservare l'integrità spirituale dell'opera, affermò con decisione il principio dell'unità e della dipendenza di tutti i monasteri della Congregazione dall'abate di Pulsano, il quale deteneva il diritto di visita e di correzione su ogni casa. Questo sistema di accentramento e dipendenza fu successivamente sanzionato anche dall'autorità dei papi. Giordano governò la Congregazione con grande saggezza e santità fino alla morte, sopraggiunta il quindici settembre 1145.
Il culto e la memoria liturgica
Il beato fu presto venerato come santo subito dopo la sua morte terrena, avvenuta il quindici settembre 1145. I suoi resti mortali sono conservati ancora oggi nella chiesa di Pulsano, custoditi all'interno di un altare a lui dedicato e ornato da una bella tela di scuola napoletana del diciottesimo secolo. La sua figura e la sua dottrina spirituale emergono con chiarezza nelle lezioni del suo Ufficio, dove viene paragonato allo Sposo in cui Dio riversa tutto il suo amore. Viene inoltre descritto come un uomo giusto simile a un albero piantato lungo corsi d'acqua che porta frutti incessantemente, secondo quanto recita il testo del profeta Geremia. Dal frutto di questi giusti nasce simbolicamente l'albero della vita, mentre Cristo stesso è considerato il frutto più bello fatto nascere da Dio Padre attraverso Maria. La sua memoria è storicamente inserita negli Acta Sanctorum. Il calendario liturgico celebra la sua festa il quindici settembre, giorno della sua nascita al cielo, e lo stesso giorno viene solennemente venerato anche a Monteverde in provincia di Avellino per apposito decreto episcopale.
Il cammino monastico
Il percorso di vita del Beato Giordano di Pulsano affonda le sue radici nella formazione ricevuta durante l'infanzia a Benevento, dove l'educazione impartita dallo zio ha gettato i primi semi della sua futura dedizione al Signore. La vera svolta nel suo cammino spirituale giunge con l'incontro con San Giovanni da Matera, figura di riferimento che ha plasmato il carattere e la spiritualità di Giordano, chiamandolo a una sequela più radicale nel silenzio e nell'ascesi del monastero. Questa vicinanza al maestro non è stata soltanto un apprendistato di dottrina, ma una vera e propria scuola di santità che lo ha preparato ad affrontare le sfide del governo monastico.
Quando, nell'anno millecentotrentanove, Giordano è chiamato a succedere a San Giovanni da Matera nella carica di abate di Pulsano, egli accoglie il compito con spirito di umiltà e obbedienza. Il suo operato non si è limitato alla sola gestione interna, ma ha guardato lontano, cercando di espandere l'influenza della congregazione per diffondere il carisma ricevuto. Significativo è stato l'ottenimento della chiesa di San Nicola a Foggia, avvenuto nel millecentoquaranta, un evento che segna il dinamismo della sua azione pastorale. L'impegno più profondo di Giordano si è concentrato sulla centralizzazione della Congregazione di Pulsano sotto l'autorità dell'abate. In un'epoca segnata da complessità strutturali, egli ha compreso che l'unità era la chiave per preservare l'integrità della comunità e la fedeltà alla regola. Il suo sguardo ha abbracciato la cura dei luoghi monastici, includendo nella sua memoria storica territori significativi come il Ponte sulla Trebbia, legando il proprio nome alla stabilità e alla crescita spirituale dell'ordine fino alla sua morte, avvenuta nel millecentoquarantacinque.
Memoria liturgica
La venerazione del Beato Giordano di Pulsano trova il suo momento culminante nella celebrazione liturgica che la Chiesa gli riserva annualmente. Il ricordo della sua vita e delle sue opere si rinnova ogni quindici settembre, giorno in cui egli ha concluso il suo pellegrinaggio terreno per fare ritorno alla casa del Padre. Questa data, che segna il transito del santo abate, rappresenta per i fedeli un invito a contemplare la fedeltà di un uomo che ha speso ogni energia per il bene comune dei fratelli e per il decoro della casa di Dio.
Attraverso la liturgia e la preghiera, la figura del Beato Giordano continua a parlare alla comunità cristiana, ricordando l'importanza di una guida sapiente e di una dedizione instancabile. Sebbene il tempo scorra, la sua eredità spirituale, legata indissolubilmente al monastero di Pulsano, rimane un punto di riferimento per quanti cercano nel silenzio della preghiera e nel servizio obbediente il senso profondo dell'esistenza cristiana. Celebrare la sua memoria significa accogliere l'invito a perseverare con umiltà nel proprio stato di vita, confidando sempre nella provvidenza divina che ha guidato i passi di questo servitore fedele lungo i sentieri del dodicesimo secolo.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giordano di Pulsano?
La sua memoria liturgica si celebra il quindici settembre, giorno della sua morte, ed è venerato nello stesso giorno anche a Monteverde.
Quale fu il suo ruolo a Pulsano?
Fu il fedele collaboratore di san Giovanni da Matera e, alla morte di questi nel 1139, gli succedette come abate, governando la Congregazione con saggezza.