1 giugno
Beato Giovanni Battista Scalabrini
Vescovo, fondatore
Aggiornato il 15 settembre 2026
I primi anni e il ministero sacerdotale
Giovanni Battista Scalabrini nacque a Fino Mornasco, in provincia di Como, l'8 luglio 1839. Fu ordinato sacerdote il 30 maggio 1863. Subito dopo la sua ordinazione fu chiamato ad insegnare nel Seminario Minore di Como. In seguito ricoprì l'incarico di rettore del Seminario Minore di Como per tre anni, dal 1867 al 1870. Nel 1870 fu nominato parroco dell'importante parrocchia operaia di San Bartolomeo. Rimase parroco di San Bartolomeo per soli cinque anni, durante i quali entrò in contatto diretto con il mondo del lavoro e le sue necessità. Da giovane sacerdote era stato impedito dal suo vescovo di iscriversi al Pontificio Istituto Missioni Estere, ma rimase sempre missionario nel cuore come evangelizzatore ed estensore del Regno di Gesù Cristo.
L'episcopato a Piacenza e le opere pastorali
Il 30 gennaio 1876 fu consacrato vescovo di Piacenza all'età di trentasei anni. Rimase vescovo di Piacenza per quasi trenta anni fino alla morte. Scalabrini rifulse per la sua sollecitudine verso i sacerdoti, i contadini e gli operai. La sua vita di pastore fu caratterizzata dalla produzione di migliaia di pagine scritte sui problemi del suo tempo e sulla storia italiana, religiosa e politica. Fu un acuto osservatore e attento interprete della realtà umana contemporanea. Fondò un Istituto per sordomuti e un organismo di assistenza per le mondine. Diede vita anche a società di mutuo soccorso e casse rurali. Indirizzò alla sua diocesi ben settantadue lettere pastorali nel corso del suo apostolato. Visitò per cinque volte tutte le trecentosessantacinque parrocchie della diocesi. Si recò di persona in tutte le parrocchie, comprese le più sperdute sull'Appennino emiliano dove probabilmente non era mai giunto un vescovo. Celebrò tre Sinodi diocesani, i quali non si tenevano da oltre un secolo e mezzo. Fu un valido sostenitore dell'Azione Cattolica. Diede vita al periodico Il Catechista cattolico, la prima rivista italiana per la diffusione del catechismo che risulta pubblicata ancora oggi. Organizzò a Piacenza il primo Congresso catechistico nazionale.
La carità per gli emigranti e le fondazioni missionarie
La sua memoria è legata in particolare alle soluzioni pastorali per l'emigrazione, e Scalabrini ebbe particolare cura degli emigranti nelle città d'America. Fu impressionato dalla vista di una folla di derelitti alla stazione di Milano che partivano per imbarcarsi verso l'America. Gli emigranti venivano trattati come merce di esportazione e privi di ogni assistenza una volta sbarcati. Iniziò a viaggiare in molte città italiane per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema dell'emigrazione. Considerava l'emigrazione come un'opportunità per pochi, una necessità per molti e una tragedia per chi parte e per chi resta. Constatando scarsi risultati con la sola parola, passò all'azione diretta fondando il ventotto novembre 1887 la congregazione dei Missionari di San Carlo o Scalabriniani. L'intento dei Missionari di San Carlo era dedicarsi all'assistenza spirituale degli italiani emigrati in America. Istituì un Comitato di patronato per la tutela degli interessi materiali degli emigrati, evolutosi poi nella Società San Raffaele con comitati locali. La fondazione ottenne l'approvazione della Santa Sede il quattordici novembre 1887. La congregazione iniziò il ventotto novembre con tre sacerdoti per una moltitudine di emigrati. L'anno successivo la prima spedizione contava dieci missionari. I Missionari di San Carlo contano oggi oltre settecento membri presenti in venticinque nazioni nei cinque continenti. Scalabrini fondò le Congregazioni dei Missionari di San Carlo per gli emigranti e le Suore Missionarie di San Carlo per gli emigranti. Approvò nel 1900 le Apostole del Sacro Cuore fondate da santa Francesca Saveria Cabrini, indirizzandole verso le missioni tra gli emigranti. L'occasione per fondare un istituto femminile gli fu data da un giovane missionario giunto in Brasile con un bimbo in braccio la cui madre era morta durante la traversata. Fondò nel 1895 l'Istituto delle Missionarie di San Carlo con quattro suore e un orfanotrofio. L'Istituto delle Missionarie di San Carlo conta oggi ottocentocinquanta suore. Nel 1961 si aggiunsero le Missionarie Secolari Scalabriniane, approvate nel 1990.
La spiritualità, l'impegno civile e il transito al cielo
La sua volontà di pastore era mossa da una tensione continua alla perfezione cristiana e alla carità. Aveva come motto di santificazione Santificarmi, farmi santo: hoc est omnis homo!. Ebbe un'intensa vita di preghiera e ascetica, dedita alla meditazione e alla pietà eucaristica. Praticava la celebrazione intensa della Messa, l'adorazione notturna e frequenti visite giornaliere al Santissimo. Fu un anticipatore della Conciliazione con un intervento lungimirante per la soluzione della Questione Romana. Pubblicò anonimamente nel 1885, in pieno accordo con papa Leone XIII, un opuscolo intitolato Intransigenti e transigenti. Si stava preparando alla sesta visita pastorale nonostante fosse sofferente da tempo. Subì un intervento chirurgico a causa di un aggravamento improvviso. Non superò la crisi e morì la mattina del 1 giugno 1905 nella sua sede vescovile a Piacenza. Aveva espresso il desiderio di vivere, santificarsi e morire a Piacenza. I processi per la sua beatificazione furono aperti nel 1940. Il sette luglio 1997 fu approvato un miracolo attribuito alla sua intercessione. Fu beatificato il nove novembre 1997 da papa Giovanni Paolo II.
Il cammino sacerdotale ed episcopale
Il percorso di Giovanni Battista Scalabrini ha avuto inizio con la sua ordinazione sacerdotale nel 1863. Fin dai primi anni del suo ministero, egli ha mostrato una vocazione particolare per la formazione, assumendo l'incarico di rettore del Seminario Minore di Como. Questo impegno educativo ha preparato il terreno alla sua successiva missione pastorale, che lo ha visto consacrato vescovo di Piacenza nell'anno 1876. Per tre decenni, la sua guida è stata caratterizzata da un'attenzione costante alla vita spirituale del clero e dei fedeli, mantenendo sempre un legame profondo con la realtà sociale del suo tempo.
Il suo ministero non si è limitato ai confini diocesani, ma si è esteso a un'attenta riflessione sulle dinamiche civili e religiose che attraversavano l'Italia. Ne è testimonianza la pubblicazione, avvenuta nel 1885, di un importante opuscolo dedicato alla Questione Romana, redatto in piena sintonia con il pensiero di Papa Leone Terzo. Questa opera rivela la statura intellettuale di un pastore capace di confrontarsi con la complessità storica, senza mai smarrire la finalità ultima del suo servizio: l'edificazione del popolo di Dio. La sua vita si è conclusa a Piacenza nel 1905, lasciando un'eredità di dedizione pastorale che ha continuato a fecondare la Chiesa negli anni successivi.
L'opera missionaria e il culto
Il cuore della missione del Beato Giovanni Battista Scalabrini si è manifestato con particolare intensità nel servizio verso coloro che vivevano la prova dell'emigrazione. Riconoscendo in questo fenomeno una sfida epocale per la fede e per la dignità umana, egli ha risposto con la forza della carità organizzata. Nel 1887 ha fondato la congregazione dei Missionari di San Carlo, seguiti nel 1895 dall'Istituto delle Missionarie di San Carlo. Tali istituzioni sono nate per accompagnare spiritualmente e materialmente le persone lontane dalla propria patria, divenendo strumenti di vicinanza e speranza in contesti spesso difficili.
Per questo suo impegno, egli è oggi venerato come patrono degli emigranti, figura che incarna la sollecitudine di Cristo verso gli stranieri. Il riconoscimento ufficiale della sua santità è giunto il 9 novembre 1997, quando è stato beatificato dal Papa Giovanni Paolo Secondo. La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il primo giugno, offrendo ai fedeli l'opportunità di riflettere sul suo esempio. La sua figura continua a essere un faro per chiunque si impegni a costruire ponti tra le genti, ricordandoci che ogni uomo, ovunque si trovi, è figlio di Dio e destinatario dell'amore del Vangelo.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Giovanni Battista Scalabrini?
La memoria liturgica del beato Giovanni Battista Scalabrini si celebra il 1 giugno.
Di cosa è patrono il beato Giovanni Battista Scalabrini?
Il beato Giovanni Battista Scalabrini è patrono degli emigranti.
A Piacenza, beato Giovanni Battista Scalabrini, vescovo, che si adoperò con ogni mezzo per la sua Chiesa e rifulse per la sollecitudine verso i sacerdoti, i contadini e gli operai; in particolare, ebbe a cuore gli emigranti nelle città d’America, per i quali fondò le Congregazioni dei Missionari e delle Suore Missionarie di San Carlo. — Martirologio Romano