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1 giugno

Santi Ischirione e 5 soldati

Martiri di Asiùt

Aggiornato il 15 settembre 2026

La testimonianza e il martirio

La vicenda di Ischirione affonda le radici nel clima di tensione religiosa del terzo secolo, quando i decreti imperiali imponevano l'adorazione delle divinità pagane. Originario di Qallin, il santo prestava servizio militare nell'esercito dipendente dal governatore Arriano. Di fronte all'ordine di venerare gli idoli, Ischirione scelse la via della resistenza spirituale, rifiutandosi con fermezza di ottemperare alle richieste dell'impero. Incarcerato e condotto ad Asiùt al cospetto dello stesso Arriano, egli condivise la sorte con altri cinque soldati cristiani, i cui nomi tramandati dai codici presentano una certa incertezza ma vengono indicati come Walifiyus, Armàniyùs o Armasiyùs, Arkiyàs o Arkanàs, Butros cioè Pietro, e Qiràyyùn o Qibraniyùn, quest'ultimo identificato forse con Cipriano. Il Sinassario Alessandrino descrive i numerosi tormenti subiti da Ischirione, annotando che un angelo neutralizzava ogni volta l'effetto delle torture, e menziona la straordinaria conversione di un mago che, toccato dalla grazia, affrontò a sua volta il martirio. La tradizione agiografica riferisce che Ischirione fu infine decapitato, mentre i suoi cinque compagni subirono la crocifissione o la decapitazione. Sebbene molti particolari dei tormenti riprendano i luoghi comuni degli Atti dei martiri d'Egitto, essi permettono comunque di confermare con certezza il luogo del martirio ad Asiùt. La notizia originaria sembra derivare dal riassunto di una passio oggi perduta e presenta collegamenti con la tradizione bizantina, fonte da cui il cardinale Cesare Baronio attinse per inserire la memoria nel Martirologio Romano alla data del primo giugno. Va tuttavia notato che il testo consultato dal Baronio non è stato finora ritrovato e nessun sinassario esaminato da Hippolyte Delehaye per la sua edizione del Sinassario Costantinopolitano menziona Ischirione e i suoi compagni né al primo giugno né in altra data. Per contro, la traduzione geez del Sinassario Alessandrino ha conservato la notizia al giorno corrispondente del sette sane, aggiungendo alla fine del racconto il prodigioso resoconto dello spostamento di una chiesa in un paese dell'Alto Egitto chiamato Beyàhu, opera compiuta dal santo stesso.

Le reliquie e la memoria liturgica

La devozione verso Ischirione si è espressa nel corso dei secoli attraverso la cura delle sue reliquie e la composizione di testi liturgici dedicati alla sua memoria. La tradizione della Chiesa copta tramanda che i resti mortali del martire siano stati trasferiti dal monastero di Samuele di Qalamùn alla chiesa a lui intitolata nel monastero di Abbà Pishoi o Bisói. Nel complesso del Wàdi-n-Natrùn, descritto a lungo da Evelyn White, esisteva anche una cappella dedicata al santo all'interno del monastero di san Macario. La traslazione delle reliquie ebbe luogo il sette tùbah dell'anno 1049 dei martiri, corrispondente al due gennaio 1333, durante il pontificato del patriarca copto Beniamino II, il quale resse la Chiesa dal 1327 al 1339. Il testo che narra questo evento sposta la data del martirio al nove baùnah anziché al sette come riportato nel Sinassario e fa riferimento al cronista Giulio di Aqfahs. A quest'ultimo viene attribuito un testo in lingua araba che descrive l'invenzione delle reliquie di Ischirione, nonché la costruzione e la dedica della chiesa consacrata al martire avvenuta un sette kihak. Studiosi come Otto Meinardus e O.H.E. Burmester hanno offerto importanti contributi alla conoscenza di questo culto, pubblicando rispettivamente una descrizione della chiesa, il testo di un inno copto usato il sette tùbah per commemorare la traslazione, un secondo inno del Difnar in onore del santo e il racconto dettagliato del trasferimento delle reliquie. Il Calendario di Abùl-Barakàt ricorda Ischirione da solo al sette tùbah, testimoniando la persistenza della sua memoria liturgica. Il Martirologio ricorda i santi martiri Ischirione, comandante dell'esercito, e gli altri cinque soldati ad Asiùt in Egitto, attribuendo la loro uccisione all'ordine del prefetto Arriano sotto l'imperatore Decio e collocando la loro morte per la fede in Cristo intorno all'anno 250.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santi Ischirione e 5 soldati?

La ricorrenza liturgica si celebra il 1 giugno e il 7 tùbah.

Ad Asyūṭ sempre in Egitto, santi martiri Ischirione, comandante dell’esercito, e altri cinque soldati, che, per ordine del prefetto Arriano, sotto l’imperatore Decio furono uccisi per la loro fede in Cristo con diversi generi di martirio. — Martirologio Romano