Santi Ischirione e 5 soldati

Martiri di Asiùt

Aggiornato il 21 luglio 2026

Santi Ischirione e 5 soldati

La vita e il martirio

La vicenda di Ischirione ha inizio a Qallin, nella terra d'Egitto, dove nacque prima di intraprendere la carriera militare. Arruolato nell'esercito al servizio del governatore Arriano, Ischirione si trovò a vivere il drammatico conflitto tra il dovere gerarchico e l'obbedienza alla legge di Dio durante le persecuzioni di Diocleziano. Insieme a cinque commilitoni, egli scelse di non piegarsi alla venerazione delle divinità imperiali, un gesto che segnò l'inizio della loro dura prova. L'opposizione al decreto imperiale condusse il gruppo alla carcerazione, dove furono sottoposti a tormenti fisici prolungati, volti a fiaccare la loro resistenza e a costringerli all'abiura.

Il percorso di questi soldati toccò diverse località egiziane, tra cui Antinoe e Asiut, luoghi in cui la loro testimonianza divenne pubblica e inequivocabile. Nonostante le sofferenze inflitte, nessuno di loro accettò di rinnegare la propria fede, rimanendo saldi nella professione cristiana fino alla fine. Il martirio fu compiuto ad Asiut, dove vennero giustiziati mediante decapitazione. La loro testimonianza non terminò tuttavia con la morte: nel corso del tempo, la memoria della loro dedizione si consolidò profondamente nel tessuto spirituale dell'Egitto. Un momento significativo della loro venerazione avvenne nel corso del quattordicesimo secolo, precisamente nel mille trecento trentatré, quando le reliquie dei martiri furono traslate presso il monastero di Abba Pishoi, situato nella regione di Wadi el-Natrun, a Beyahu. Questo atto di traslazione ha permesso di preservare il segno tangibile del loro sacrificio, rendendolo un punto di riferimento duraturo per i fedeli che guardano a questi uomini come modelli di fermezza interiore e dedizione assoluta, capaci di attraversare indenni il tempo grazie alla forza dello spirito.

Il culto e la memoria

Il culto dei Santi Ischirione e dei suoi cinque compagni martiri è profondamente radicato nella tradizione cristiana egiziana e universale. La loro memoria liturgica è fissata al primo giorno di giugno nel Martirologio Romano, mentre la tradizione copta li commemora nel giorno sette del mese di Tubah. Questa doppia datazione sottolinea l'universalità di un sacrificio che ha saputo superare i confini geografici, unendo le comunità di fede nel ricordo di chi ha offerto la vita per non tradire la propria coscienza. La presenza delle loro reliquie presso il monastero di Abba Pishoi continua ancora oggi a richiamare pellegrini e fedeli, offrendo uno spazio di preghiera e di riflessione sul senso profondo del martirio cristiano. In un mondo che spesso richiede compromessi, la figura di Ischirione e dei suoi compagni rimane un faro di sobrietà e coraggio, ricordando a ogni generazione l'importanza di rimanere fedeli ai propri valori spirituali, anche nelle circostanze più avverse e dolorose della storia umana.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Santo?

San Ischirione e i suoi compagni si festeggiano il primo giugno nel Martirologio Romano e il sette Tubah nella tradizione copta.

Ad Asyūṭ sempre in Egitto, santi martiri Ischirione, comandante dell’esercito, e altri cinque soldati, che, per ordine del prefetto Arriano, sotto l’imperatore Decio furono uccisi per la loro fede in Cristo con diversi generi di martirio. — Martirologio Romano