Beato Giovanni Bono
Religioso
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino di conversione
La vicenda umana del Beato Giovanni Bono si intreccia indissolubilmente con la terra mantovana, luogo delle sue origini e del suo riposo eterno. Prima di abbracciare la vita consacrata, Giovanni esercitò il mestiere di giullare, un'esistenza lontana dagli altari e segnata dalla precarietà del mondo. Tuttavia, la provvidenza di Dio intervenne nel corso dell'anno millecentonove tramite una grave infermità che, sebbene dolorosa, divenne per lui l'occasione di una svolta decisiva. Abbandonata ogni vanità terrena, Giovanni scelse di consacrarsi interamente al Signore, vivendo per quasi quarant'anni, dal millecentodieci fino alla morte, nell'eremo di Butriolo.
In questo lungo periodo, il suo spirito di preghiera attirò molti seguaci, portandolo a fondare una congregazione eremitica che trovò il suo fondamento normativo nella Regola di Sant'Agostino. La sua opera si diffuse in diverse località, tra cui Bertinoro e Cesena, portando ovunque il richiamo alla sobrietà e al raccoglimento. Verso il milletrecentotrentotto, con un atto di grande umiltà e distacco, il Beato Giovanni decise di lasciare la direzione dell'ordine da lui stesso fondato. Il suo desiderio non era più quello di governare gli uomini, ma di immergersi totalmente nell'unione con il Creatore. Si ritirò dunque nell'eremo di Sant'Agnese in Porto, situato nella sua amata Mantova. Qui, circondato dal silenzio e dallo spirito di penitenza che aveva caratterizzato la sua intera parabola esistenziale, concluse il suo pellegrinaggio terreno nell'anno milleduecentoquarantanove, lasciando una traccia indelebile di santità e di fedeltà al Vangelo.
Il riconoscimento della santità
Il ricordo del Beato Giovanni Bono è stato custodito con devozione dalla Chiesa, che ha riconosciuto la rettitudine della sua vita e la fecondità del suo carisma eremitico. Nel corso del quindicesimo secolo, la figura di questo umile servitore di Dio ricevette il solenne sigillo dell'autorità pontificia. Papa Sisto Quarto, nel millequattrocentoottantatré, ne confermò il culto, riconoscendo formalmente la santità di colui che seppe trasformare la propria vita da giullare in un inno di lode vivente. Tale atto non fu soltanto un riconoscimento storico, ma una conferma della validità del cammino di conversione proposto dal Beato, che continua a intercedere per quanti, come lui, cercano nel silenzio il volto del Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giovanni Bono?
La sua memoria liturgica ricorre il ventitré ottobre; nella diocesi di Mantova la celebrazione avviene il sedici ottobre.
A Mantova, beato Giovanni Bono, eremita, che, da giovane, lasciata la madre, errò per varie regioni d’Italia esercitando il mestiere di giocoliere e di attore comico, ma all’età di quarant’anni, dopo essersi gravemente ammalato, fece voto a Dio di abbandonare il mondo per donarsi interamente in penitenza e amore a Cristo e alla Chiesa e fondò una Congregazione sotto la regola di sant’Agostino. — Martirologio Romano