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10 giugno

Beato Giovanni Dominici

Domenicano

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e l'opera di riforma

Il santo, conosciuto come Giovanni Banchini o Bacchini e comunemente detto Dominici, nacque a Firenze nel milletrecentocinquantacinque. All'età di diciassette anni entrò nell'Ordine Domenicano nel Convento di Santa Maria Novella nella sua città natale, s'infiammando ben presto di uno zelo che lo distinse per tutta la vita. Egli divenne il braccio destro del Beato Raimondo da Capua per il ritorno dell'Ordine ai suoi sacri ideali e si pose come il promotore principale della Riforma in Italia. Il suo impegno fu fondamentale per riportare nei conventi dei Predicatori in Italia l'osservanza della disciplina al termine della Peste Nera. Nel milletrecentonovantacinque iniziò l'opera restauratrice nel Convento di San Domenico di Venezia, e da quella città l'opera di rinnovamento si diffuse di convento in convento. Per opera sua sorse nel milletrecentosei il Convento di stretta osservanza di San Domenico di Fiesole, una comunità che divenne fucina di santi e apostoli, tra cui Sant'Antonino Pierozzi.

L'impegno diplomatico e lo Scisma d'Occidente

Nel milletrecentosei il Dominici svolse l'incarico di ambasciatore di Firenze presso il Pontefice Gregorio XII. Papa Gregorio XII, ammirato dalle virtù del Dominici, lo nominò Arcivescovo di Ragusa nel milletrecentoottomo, territorio oggi indicato come Dubrovnik, e nello stesso anno lo creò Cardinale del titolo di San Sisto. La Chiesa era all'epoca afflitta dal doloroso Scisma d'Occidente, una piaga spirituale in cui la cristianità era disorientata e non sapeva quale fosse il vero Papa tra i tre contendenti. Giovanni Dominici si valse della stima e dell'affetto del Pontefice per indurlo ad abdicare, e fu lui stesso a portare al Concilio di Costanza la rinunzia di Gregorio XII. Il Concilio di Costanza si svolse tra il milletrecentoquattordici e il milletrecentodiciotto. Durante i lavori conciliari, egli rinunciò da parte sua al Cardinalato, ma i Padri conciliari vollero restituirgli la porpora.

La missione finale e il transito

Nel milletrecentodiciotto il Re Sigismondo richiese al nuovo Pontefice Martino V l'invio del Beato come Legato. Il vescovo fu quindi inviato come Legato in Boemia, Polonia e Ungheria dove serpeggiavano nefaste eresie, recandosi nei territori di missione con il suo zelo di apostolo. Egli fu mandato in Boemia e in Ungheria anche per contrastare la predicazione di Giovanni Hus. Una febbre ardente lo colse a Buda il dieci giugno del milletrecentodiciannove, giorno in cui si compì la sua morte nella medesima località. Le sue reliquie furono inizialmente deposte nella chiesa degli Eremiti di San Paolo, ma purtroppo andarono disperse con la distruzione della stessa chiesa avvenuta nel milletrecentoquarantuno. Il Martirologio ricorda il suo transito a Budapest in Ungheria. Papa Gregorio XVI confermò il culto il nove aprile del milleottocentotrentadue.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Giovanni Dominici?

La sua ricorrenza si celebra il decimo giorno di giugno.

Quali incarichi di rilievo ricoprì il santo?

Fu vescovo di Ragusa, cardinale del titolo di San Sisto, ambasciatore di Firenze e legato pontificio in Boemia, Polonia e Ungheria.

A Budapest in Ungheria, transito del beato Giovanni Dominici, vescovo di Dubrovnik, che, al termine della Peste Nera, riportò nei conventi dei Predicatori in Italia l’osservanza della disciplina e, mandato in Boemia e in Ungheria per contrastare la predicazione di Giovanni Hus, morì in questa città. — Martirologio Romano