28 maggio
Beato Giulio Hossu
Cardinale e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Dalle origini alla nomina episcopale
Iuliu Hossu nacque il trenta gennaio 1885 a Milas, figlio del sacerdote Ioan e di Victoria. Nel 1904 intraprese gli studi teologici presso il Collegio di Propaganda Fide di Roma, dove conseguì il dottorato in filosofia nel 1906 e il dottorato in teologia nel 1908. Il ventisette marzo 1910 ricevette l'ordinazione presbiterale dal vescovo Vasile Hossu. Svolse dapprima gli incarichi di protocollista, archivista, bibliotecario, vicario e segretario episcopale a Lugoj. Il tre marzo 1917 fu nominato vescovo dell'eparchia greco-cattolica di Gerla in Transilvania, un'eparchia che era rimasta vacante mentre lui svolgeva il ministero di cappellano militare.
Il ministero tra storia e patria
Il primo dicembre 1918 proclamò la Dichiarazione di Unità della Romania nella pianura di Blajului. La dichiarazione sanciva la separazione della Transilvania dall'impero austro-ungarico e l'unificazione con la Moldavia e la Valacchia nel nascente stato rumeno. Nel 1930 l'eparchia di Gerla mutò denominazione in Cluj-Gherla e la sede fu spostata nella città di Cluj Napoca. A Cluj Napoca si verificò un periodo di occupazione tra il 1940 ed il 1944, durante il quale il vescovo continuò ad assistere il proprio gregge con dedizione pastorale.
La persecuzione e la prigionia
Alle ore uno e trenta del ventinove ottobre 1948, mentre si trovava in casa di uno dei suoi fratelli, il vescovo Hossu fu arrestato dal governo comunista. Fu portato inizialmente a Dragoslavele e successivamente trasferito al monastero ortodosso di Căldărușani. Nel 1950 fu trasferito nel penitenziario di Sighetul Marmației o Sighet. Nel 1955 arrivò a Curtea de Argeș e nel 1956 fu trasferito al monastero di Ciorogârla, per essere infine condotto nuovamente a Căldărușani. Iuliu Hossu fu privato di ogni libertà fino alla morte. Nell'agosto 1961 scrisse le prime pagine delle sue memorie mentre si trovava rinchiuso forzatamente a Căldărușani. Le sue memorie sono state edite in italiano con il titolo La nostra fede è la nostra vita. Nelle memorie riportava una preghiera rivolta al Signore riguardante il Suo amore e il perdono dei peccati.
Il cardinalato e il ritorno al Padre
Papa san Paolo VI lo creò cardinale in pectore nel 1969, e fu il primo cardinale di nazionalità romena. La nomina cardinalizia fu resa pubblica nel 1973, tre anni dopo la sua morte. La morte avvenne il ventotto maggio 1970 presso l'Ospedale Colentina di Bucarest. Le sue ultime parole furono: La mia battaglia è finita, la vostra continua.
La causa di beatificazione
Il ventotto gennaio 1997 la Santa Sede concesse il nulla osta per l'avvio della comune causa di beatificazione e canonizzazione del cardinale Hossu e di altri sei vescovi greco-cattolici morti durante il regime comunista in Romania. Il processo eparchiale diocesano per il riconoscimento del martirio iniziò il sedici gennaio 1999 a Blaj e si concluse il dieci marzo 2009. Il sette novembre 2009 furono aperti i plichi della documentazione del processo. La documentazione fu convalidata con decreto del diciotto febbraio 2011. La Positio super martyrio fu consegnata nel 2018 dopo sette anni di lavori e il recupero di altre testimonianze d'archivio. Il diciannove marzo 2019 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava ufficialmente martiri i sette vescovi. La beatificazione fu fissata a domenica due giugno 2019 durante il viaggio apostolico del Pontefice in Romania. La canonizzazione è stata compiuta il due giugno 2019 da papa Francesco.
Il cammino di un pastore
Il percorso terreno del Beato Giulio Hossu ha avuto inizio nel 1885 a Milas, in Romania. Dopo aver completato la propria formazione, ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1910, intraprendendo un cammino che lo avrebbe condotto nei luoghi cruciali della sua missione, tra cui Roma, Lugoj e infine Gherla, dove nel 1917 venne nominato vescovo. La sua figura si distinse non solo per lo zelo pastorale, ma anche per il profondo legame con la storia della sua terra, di cui proclamò solennemente l'unificazione nel 1918, manifestando una visione capace di coniugare l'amore per il popolo con la dedizione alla Chiesa.
Gli anni successivi, segnati dal consolidamento del suo ministero a Cluj-Napoca, furono bruscamente interrotti nel 1948, quando il governo comunista dispose il suo arresto. Iniziò allora un lungo tempo di prova, vissuto nella fedeltà nonostante le privazioni imposte dal regime. Nonostante la prigionia, la sua testimonianza non rimase nascosta: nel 1969, papa Paolo VI volle riconoscerne l'eroica fermezza elevandolo alla dignità di cardinale, sebbene tale nomina rimanesse in pectore a causa delle circostanze politiche del tempo. Il cardinale Giulio Hossu concluse il suo pellegrinaggio terreno nel 1970 a Bucarest, lasciando un'eredità di coraggio che ha trovato il suo pieno riconoscimento ecclesiale nella beatificazione avvenuta nel 2019 per opera di papa Francesco, che lo ha onorato come martire della fede.
Una memoria di santità
La memoria del Beato Giulio Hossu è custodita con gratitudine dalla Chiesa universale, che ne riconosce il sacrificio compiuto per amore di Cristo. La beatificazione, celebrata il 2 giugno 2019, ha elevato agli onori degli altari un uomo che ha saputo trasformare il carcere in un luogo di preghiera e la sofferenza in un atto di suprema carità. La sua vita, spesa interamente per il servizio, invita ancora oggi i fedeli a riflettere sulla forza della perseveranza nelle difficoltà.
La devozione verso questo pastore rumeno si radica nel suo esempio di martirio vissuto quotidianamente nel silenzio e nella privazione della libertà. Egli rimane un modello per i cristiani di ogni tempo, chiamati a testimoniare con fermezza la propria appartenenza a Dio, anche quando le circostanze del mondo si fanno ostili. La sua beatificazione non è soltanto un atto di giustizia storica, ma un invito a riconoscere la presenza del Signore nelle vicende umane più dolorose, confermando che il seme della fede, gettato nel terreno della tribolazione, porta sempre frutti di vita eterna.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Iuliu Hossu?
La memoria liturgica si celebra il ventotto maggio, mentre la comune memoria liturgica stabilita nel giorno della beatificazione è il due giugno.
Quale fu il ruolo ecclesiale del Beato Iuliu Hossu?
Fu vescovo dell'eparchia greco-cattolica di Gerla e Cluj-Gherla e fu creato cardinale in pectore da papa san Paolo VI.