16 novembre
Beato Giuseppe Marxen
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La formazione e la partenza per la missione
Josef Marxen nacque il cinque agosto 1906 a Worringen, in Germania, quarto dei nove figli di Nikolaus e Maria Marxen. Durante l'infanzia e la giovinezza ebbe vari spostamenti insieme alla famiglia a Grevenbroich, Bermeshausen e Zemmer, luoghi che segnarono i suoi primi anni di vita. Ricevette al battesimo i nomi di Anton Josef. Nel 1928 entrò nel noviziato dei padri Verbiti a Saint Augustin e successivamente frequentò l'università di San Gabriele a Mödling presso Vienna. Intorno al 1935 lasciò i Verbiti e proseguì la formazione come sacerdote diocesano. Fu ordinato diacono il tre agosto 1936 a Monaco di Baviera e venne consacrato sacerdote nella stessa città il ventuno giugno 1936. Celebrò la prima Messa il cinque luglio seguente a Breyell. Nel mese di agosto partì per l'Albania passando per Roma e imbarcandosi a Bari, per arrivare infine al porto di Durazzo il cinque settembre.
Il ministero in Albania
Non aveva conoscenze linguistiche ma era preparato sul piano medico, doti che mise subito a disposizione della comunità. Iniziò il suo ministero a servizio della diocesi di Durazzo prima a Kthellë e poi a Perlat, villaggi del distretto di Mirdita nel nord dell'Albania. Gli abitanti di Perlat ricordavano che un giorno invitò l'intera comunità a casa sua dopo la Messa. In quell'occasione regalò un pallone vero ai bambini di Perlat per farli giocare a calcio, guadagnandosi l'affetto della popolazione che lo soprannominò don Zef. Si adoperò attivamente costruendo una scuola. Svolse un ruolo fondamentale come pacificatore delle contese familiari regolate dall'antica legge del Kanun. Andava di casa in casa prevalentemente a piedi per assistere i moribondi e curare gli ammalati. Dal 1942 fu parroco a Jube, vicino a Durazzo.
L'arresto e il martirio
Con la presa di potere dei comunisti il suo operato fu visto con sospetto perché tedesco d'origine e formato in Europa. Il due marzo 1945 fu arrestato a Durazzo e condotto in prigione a Tirana. Il ventisette aprile gli anziani del suo villaggio scrissero una lettera per domandare la sua liberazione dichiarandolo un valido aiuto senza distinzione di religione. Inizialmente fu restituito al suo villaggio, ma dopo un paio di settimane fu arrestato di nuovo. Subì mesi di torture e venne condannato a due anni di prigione. Nella notte del sedici novembre 1946 fu prelevato dalla cella insieme ad altri due detenuti per essere fucilato. Prima di morire lasciò un messaggio a un compagno di prigionia esprimendo felicità per aver celebrato Messe in nome di Cristo per gli albanesi.
Il riconoscimento della santità
Il sacrificio del sacerdote tedesco è inserito nella memoria della Chiesa cattolica attraverso il riconoscimento ufficiale del martirio. Beato Giuseppe Marxen è compreso nell'elenco dei trentotto martiri albanesi capeggiati da monsignor Vinçenc Prennushi. Del suo stesso gruppo di martiri fanno parte altri venti sacerdoti diocesani, tra cui don Alfons Tracki. È stato beatificato a Scutari il cinque novembre 2016.
Il cammino sacerdotale
Il percorso di Giuseppe Marxen verso l'altare ha trovato il suo compimento nel millenovecentotrentasei a Monaco di Baviera, dove ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale. Animato da uno spirito missionario che superava i confini nazionali, quello stesso anno ha intrapreso un viaggio che lo avrebbe portato in Albania, nella diocesi di Durazzo. Lì, tra le montagne e le valli di Mirdita, il giovane sacerdote ha compreso che la sua missione non poteva limitarsi alla celebrazione dei riti, ma doveva farsi carne viva tra la gente. In un contesto sociale spesso lacerato da divisioni e necessità, egli ha operato come instancabile pacificatore, cercando di ricomporre le fratture tra le persone e offrendo un sostegno concreto come medico, prendendosi cura delle sofferenze fisiche dei fedeli affidati alle sue cure. La sua presenza è diventata un segno di speranza, un punto di riferimento per una comunità che vedeva in lui non soltanto un ministro di Dio, ma un fratello capace di farsi carico delle fragilità altrui.
Tuttavia, il mutamento radicale del clima politico in Albania ha trasformato il suo apostolato in una testimonianza di resistenza spirituale. Con l'avvento del regime comunista, le attività ecclesiali sono state progressivamente ostacolate, fino all'arresto del sacerdote avvenuto nel millenovecentoquarantacinque. Nonostante i mesi di prigionia, durante i quali ha subito violenze e privazioni, il Beato Giuseppe Marxen è rimasto saldo nella sua fede, rifiutando di rinnegare il proprio ministero. Il sedici novembre del millenovecentoquarantasei, la sua esistenza terrena si è conclusa dinanzi a un plotone di esecuzione, sigillando con il sangue una vita offerta interamente per amore di Dio e del popolo albanese.
La memoria del martirio
La memoria del Beato Giuseppe Marxen è indissolubilmente legata alla testimonianza corale dei trentotto martiri albanesi, una schiera di testimoni della fede che hanno affrontato la persecuzione con serena fermezza. Il riconoscimento ufficiale della sua santità è avvenuto il cinque novembre del duemilasedici, in una solenne celebrazione presieduta a Scutari, che ha restituito alla Chiesa il volto di un uomo che ha saputo trasformare la propria fine violenta in un atto di suprema carità. La sua beatificazione non è soltanto un atto di giustizia storica verso il suo sacrificio, ma rappresenta un invito costante alla preghiera e alla riflessione per i fedeli di oggi.
Ogni sedici novembre, la liturgia ricorda il suo passaggio al Cielo, invitando la comunità cristiana a ringraziare per il dono di questo sacerdote che, partito dalla Germania, ha trovato la sua patria definitiva nella terra di Albania. Il suo culto, pur inserito in un contesto di memoria collettiva, richiama l'attenzione sulla necessità di rimanere saldi nei valori cristiani anche quando il mondo sembra chiudersi all'orizzonte della fede. La vita del Beato Giuseppe Marxen rimane un faro di umiltà e di coraggio, capace di parlare al cuore degli adulti che, nel cammino della vita, cercano esempi di coerenza, dedizione e pace in tempi complessi.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Giuseppe Marxen?
La sua ricorrenza si celebra il sedici novembre.
Quali riconoscimenti ecclesiastici ha ricevuto?
È stato beatificato a Scutari il cinque novembre 2016 ed è compreso nell'elenco dei trentotto martiri albanesi.