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lunedì 16 novembre 2026 · Santo del giorno

Santa Geltrude (Gertrude) la Grande

Vergine

Santa Geltrude (Gertrude) la Grande

Santa Geltrude, detta la Grande, è una delle figure più luminose del monachesimo femminile e della mistica medievale. Accolta ancora bambina nel monastero cistercense di Helfta, in Sassonia, ha consacrato la sua intera esistenza alla ricerca di Dio nella clausura, distinguendosi come vergine sapiente e custode di una profonda vita interiore. La sua memoria è giunta fino a noi come testimonianza di un'anima interamente conquistata dall'amore divino.

È ricordata e venerata soprattutto per essere stata una delle prime e più intense messaggere della devozione al Sacro Cuore di Gesù, molto prima delle rivelazioni dell'epoca moderna. Attraverso i suoi scritti di alta spiritualità e il racconto delle sue esperienze mistiche, Geltrude ha tracciato un cammino di confidenza e di abbandono fiducioso alla misericordia del Salvatore, che continua a nutrire la preghiera della Chiesa.

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Gli altri santi di oggi

Santa Margherita di Scozia

Regina

Santa Margherita di Scozia, nata nel 1045 a Mecseknádasd in Ungheria, incarna la figura della sovrana che ha saputo coniugare il governo temporale con una profonda dedizione alla fede cristiana. Giunta in Scozia, ella divenne sposa di Malcolm terzo re di Scozia nel 1070, dedicando la propria esistenza al bene spirituale e materiale del suo popolo. La sua vita fu un cammino costante di carità e di servizio, volto a elevare la dignità della nazione attraverso l'esempio di una condotta cristiana esemplare.

La memoria di Santa Margherita rimane viva per l'importante opera di rinnovamento che ella seppe infondere nella Chiesa scozzese dell'undicesimo secolo. Ricordata con gratitudine per aver promosso la costruzione di luoghi di culto e strutture dedicate all'assistenza dei bisognosi, la Santa è venerata come una guida illuminata che ha saputo armonizzare le tradizioni locali con l'universalità della Chiesa di Roma. La sua testimonianza, conclusasi a Edimburgo il 16 novembre 1093, continua a offrire ai fedeli un modello di dedizione, umiltà e fervore spirituale.

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Sant' Edmondo Rich

Arcivescovo di Canterbury

Sant'Edmondo Rich visse nel tredicesimo secolo, lasciando un'impronta profonda nella storia della Chiesa come arcivescovo di Canterbury e pastore coraggioso. Nato ad Abingdon nel Berkshire il venti novembre 1170 da Reynold e dalla pia Mabilia, crebbe in un clima di profonda fede insieme ai fratelli Roberto e alle due sorelle. La sua esistenza fu un cammino luminoso di sapienza, carità e strenua difesa della giustizia evangelica.

Viene ricordato per la sua instancabile opera di insegnante, teologo e vescovo, capace di unire la ragione alla mistica dell'amore. Colpito dall'esilio per aver difeso la Chiesa dalle ingerenze temporali, visse gli ultimi tempi santamente tra i monaci cistercensi. Oggi è onorato come patrono della diocesi di Portsmouth e la sua memoria liturgica si celebra il sedici novembre, mentre in gran parte delle diocesi inglesi si commemora il diciotto novembre.

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Sant' Agnese di Assisi

Vergine

Nel cuore del tredicesimo secolo, precisamente intorno all'anno millenovecentosettantanove, nasceva ad Assisi colei che la storia della Chiesa ricorda come Santa Agnese. Nel fiore della giovinezza, la giovane seguì le orme della sorella maggiore Santa Chiara, abbracciando la povertà sotto la guida di San Francesco e compiendo una scelta radicale che scosse profondamente la buona società del tempo. La sua esistenza si svolse tra le mura del conventino di San Damiano e l'esperienza di fondazione a Firenze, segnata da un rigore ascetico profondo e da una dedizione filiale e fraterna che l'ha resa modello luminoso di fedeltà evangelica. Santa Agnese di Assisi visse come vergine consacrata nella totale rinunzia, custodendone lo spirito sino agli ultimi giorni della sua vita terrena.

Il martirologio la ricorda proprio ad Assisi, nel venerato convento di San Damiano, luogo in cui si spense nel milletrecentocinquantatre, appena tre mesi dopo il transito della sorella Chiara, coronando il proprio vivissimo desiderio. La Chiesa universale ne celebra la memoria liturgica il sedicesimo giorno di novembre, mentre l'ordine francescano, le Clarisse e la città di Assisi la festeggiano il diciannovesimo giorno dello stesso mese. La sua figura rimane un punto di riferimento spirituale fondamentale per comprendere gli inizi del Secondo Ordine francescano e la forza di una vocazione fiorita nella terra umbra.

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Beato Gherardo di Serradeconti

Monaco camaldolese

Il Beato Alberto visse durante il quattordicesimo secolo e fu monaco nel convento esistente presso la chiesa di Santa Croce a Sassoferrato. La tradizione lo considera appartenente alla famiglia dei Camaldolesi, poiché la chiesa e il monastero furono successivamente occupati dai monaci di San Romualdo alcuni anni dopo la sua morte, sebbene non si possa stabilire con sicurezza a quale ramo dell'Ordine benedettino egli appartenesse originariamente. Il suo corpo è sepolto nella medesima chiesa di Santa Croce e la sua immagine è rappresentata in alcune opere d'arte conservate sull'altare del Beato e sull'altar maggiore. Il culto del Beato Alberto fu approvato nel secolo scorso e fu assai vivace nella zona di Sassoferrato, dove i fedeli lo invocavano tradizionalmente contro i mali di testa e il mal di stomaco.

Il Beato Gherardo di Serra de' Conti visse nella vicina località marchigiana, dove ebbe cura d'anime e temperò la propria anima con i rigori della vita eremitica. Egli fu confratello del Beato Alberto e morì nel millenovecentosessantasette all'età di ottantasette anni. Le sue spoglie furono riposte e venerate nella chiesa romanica detta de Le Mòje, un'altra costruzione medievale simile a Santa Croce di Sassoferrato. Il Beato Gherardo è onorato nell'Ordine di Camaldoli e condivide una memoria comune con il Beato Alberto, i cui motivi sono probabilmente legati alla comunanza di epoca, condizione, intenti e provenienza dalla stessa terra marchigiana.

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Beato Simeone

Abate di Cava

Il beato Simeone visse nel corso del dodicesimo secolo e legò indissolubilmente il suo nome alla storia della celebre Abbazia della Trinità di Cava dei Tirreni, fondata da san Alferio intorno al mille e venti. Egli fu il quarto abate del monastero, guidando la comunità monastica per sedici anni in un periodo storico particolarmente complesso e segnato da profonde tensioni politiche e religiose tra i Normanni e il Papato. Grazie alla sua saggezza e al suo equilibrio, seppe guadagnarsi la profonda stima di entrambe le parti in causa, ricevendo importanti riconoscimenti e beni che accrebbero la potenza della Badia. La sua memoria liturgica si celebra annualmente il sedici novembre, giorno della sua pia dipartita avvenuta nel millecentoquaranta.

Le notizie riguardanti la sua vita e la sua opera ci sono giunte attraverso numerose fonti autorevoli, alcune delle quali risalenti proprio alla sua epoca. La prima testimonianza del culto a lui tributato si trova nel Kalendarium dell'anno milleduecentoottanta, che ne fissa la ricorrenza della morte. Papa Pio XI confermò ufficialmente il suo culto, e in seguito le sue reliquie trovarono definitiva collocazione sotto l'altare di san Benedetto all'interno della chiesa abbaziale. La sua figura di pastore saggio e difensore del popolo rimane un punto di riferimento luminoso per la comunità cristiana e per la terra della Campania.

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Sant' Otmaro di San Gallo

Abate

Sant' Otmaro di San Gallo, nato nell'ottavo secolo nella regione del lago di Costanza, è una figura di profonda spiritualità che ha segnato la storia monastica europea. Ordinato sacerdote a Coira presso la corte di Vittore, egli dedicò la propria esistenza al servizio di Dio e del prossimo, lasciando una traccia indelebile attraverso la fondazione del monastero di San Gallo nell'anno settecentodiciannove. La sua vita fu un cammino di dedizione costante, caratterizzato dall'accoglienza verso i più deboli e dalla ferma volontà di stabilire una solida disciplina spirituale all'interno della comunità monastica. Egli è oggi ricordato come un uomo di fede integerrima, che seppe trasformare il dolore di una condanna ingiusta in un atto finale di suprema offerta a Dio.

La memoria di Sant' Otmaro rimane viva come testimonianza di carità operosa e di resilienza cristiana di fronte alla prova della calunnia. Il suo impegno verso gli ammalati e i poveri, concretizzato nell'apertura di un ospedale per lebbrosi e di un albergo per bisognosi, lo rende ancora oggi un modello di dedizione sociale ispirata al Vangelo. La sua morte, avvenuta in esilio sull'isola di Werd nel Reno, non ha oscurato la grandezza del suo spirito, ma ne ha sancito la definitiva consacrazione nell'eternità, permettendo al suo culto di diffondersi come faro di speranza per chiunque soffra a causa di false accuse o di gravi infermità fisiche.

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Beato Giuseppe Marxen

Sacerdote e martire

Il Beato Giuseppe Marxen, sacerdote e martire del ventesimo secolo, viene ricordato il sedici novembre nel giorno della sua nascita al cielo. Nato a Worringen in Germania il cinque agosto 1906, quarto dei nove figli di Nikolaus e Maria Marxen, visse vari spostamenti con la famiglia a Grevenbroich, Bermeshausen e Zemmer. Al battesimo ricevette i nomi di Anton Josef, ma la sua dedizione spirituale e umana lo rese una figura luminosa della Chiesa in Albania. Dopo la formazione nei padri Verbiti e nell'università di San Gabriele a Mödling presso Vienna, proseguì come sacerdote diocesano. Venne ordinato diacono il tre agosto 1936 e consacrato sacerdote il ventuno giugno 1936 a Monaco di Baviera, celebrando la prima Messa il cinque luglio successivo a Breyell. La sua vita si spese interamente nella missione e nella testimonianza del Vangelo fino al martirio.

Nel mese di agosto partì per l'Albania passando per Roma e imbarcandosi a Bari, per poi arrivare al porto di Durazzo il cinque settembre. Svolse il suo ministero in terre difficili, distinguendosi come pacificatore, costruttore di una scuola e medico per i bisognosi. Con l'avvento del regime comunista, il suo operato fu visto con sospetto a causa delle sue origini tedesche. Arrestato, torturato e condannato, affrontò la prigionia con fede incrollabile. Nella notte del sedici novembre 1946 fu fucilato a Tirana, offrendo la sua vita per Cristo. È compreso nell'elenco dei trentotto martiri albanesi capeggiati da monsignor Vinçenc Prennushi ed è stato beatificato a Scutari il cinque novembre 2016.

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Santi Agostino e Felicita

Martiri

A Capua in Campania, santi Agostino e Felicita, martiri, che si tramanda abbiano subito il martirio sotto l’imperatore Decio.

Santi Lusore e Leucadio

A Dol nel territorio di Bourges in Francia, commemorazione dei santi Leucádio e Lusóre: il primo, senatore delle Gallie, ancora pagano, accolse i primi predicatori della fede cristiana a Bourges e fece in questo villaggio della sua casa una chiesa; l’altro, suo figlio, si dice abbia lasciato questo mondo indossando la veste bianca dei neofiti.

Sant' Eucherio di Lione

Vescovo

A Lione sempre in Francia, sant’Eucherio, che, senatore anch’egli, insieme alla sua famiglia si diede dapprima alla vita ascetica nella vicina isola di Lérins e poi, eletto vescovo di Lione, scrisse numerose Passioni di santi martiri.

Beato Edoardo Osbaldeston

Martire

A York in Inghilterra, beato Edoardo Osbaldeston, sacerdote di Lancaster e martire, che, allievo del Collegio Inglese di Reims, condannato a morte sotto la regina Elisabetta I per essere entrato da sacerdote in Inghilterra, morì impiccato.

Sant’ Aniano di Asti

Vescovo

Santi Elpidio, Marcello, Eustochio e compagni

Martiri

Sant’ Ansoaldo di Strasburgo

Vescovo

Sant’ Afan del Galles

Vescovo

Dal Martirologio Romano

Santa Geltrude, detta Magna, vergine, che, fin dall’infanzia si dedicò con grande impegno e ardore alla solitudine e agli studi letterari e, convertitasi totalmente a Dio, entrò nel monastero cistercense di Helfta vicino a Eisleben in Germania, dove percorse mirabilmente la via della perfezione, consacrandosi alla preghiera e alla contemplazione di Cristo crocifisso. Il suo transito si celebra domani.<BR>(17 novembre: A Helfta vicino a Eisleben nella Sassonia in Germania, anniversario della morte di santa Geltrude, vergine, la cui memoria si celebra il giorno precedente a questo). — Martirologio Romano