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16 novembre

Beato Simeone

Abate di Cava

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il cammino monastico e i primi incarichi

Le notizie sull'abate provengono da varie fonti autorevoli, alcune delle quali contemporanee. Documenti storici testimoniano la sua presenza sin dal millecentocinque in qualità di semplice monaco, impegnato nel disbrigo di delicati affari per la comunità. In seguito, dal mille centonove al mille centotredici, egli ricoprì l'incarico di primo priore del ricostruito monastero di Santa Sofia in Salerno, edificio che era stato generosamente donato alla Badia nell'anno millecento. Successivamente, negli anni millecentonove e millecentoventi, lo troviamo ancora attivo come priore dell'importante monastero di Sant'Arcangelo nel Cilento. Simeone fu il primo abate cavense ad essere eletto direttamente dai monaci nel millecentoventiquattro, poiché in precedenza i suoi predecessori erano stati designati secondo altre modalità. Egli governò l'abbazia per sedici anni in un'epoca difficile sul piano politico e religioso a causa delle aspre lotte che contrapponevano i Normanni e il Papato. Svolse il suo compito in modo encomiabile, suscitando la stima sincera sia dei Normanni sia del Papato. Prima di prendere importanti decisioni per la comunità, l'abate si consultava sempre con i seniori, i monaci più anziani e saggi. I seniori lo seguivano fedelmente anche durante le visite pastorali che compiva nei monasteri e nei feudi dipendenti dall'abbazia.

Le opere per il territorio e la protezione del popolo

Durante il suo governo, l'abate ricevette, al pari di altri abati di Cava, numerosi feudi, beni e privilegi che resero grande e potente la Badia. Tra le sue realizzazioni più significative si ricorda il completamento della costruzione del castello di Sant'Angelo, oggi noto come Castellabate nel Cilento, edificato per difendere le popolazioni soggette all'abbazia dalle frequenti e pericolose incursioni saracene. La costruzione di questa fortezza era stata iniziata pochi mesi prima dal suo predecessore, san Costabile, negli anni millecentoventitré e millecentoventiquattro. Con grande lungimiranza e spirito di giustizia, concesse agli abitanti di Castellabate la piena proprietà delle terre insieme alle loro case. Non soltanto favorì la stabilità delle famiglie, ma ridusse anche le prestazioni che i medesimi abitanti dovevano tributare all'abbazia. Per facilitare ulteriormente il commercio e il traffico nella zona, acquistò il porto denominato Lu Traversu dal conte di Acerno. Il re di Sicilia Ruggiero II, i principi di Salerno, i vescovi e i signori feudali lo tennero in gran conto, concedendo generose esenzioni e privilegi alla sua comunità. Analogamente, i papi Anacleto secondo e Innocenzo secondo vollero accordare importanti esenzioni e privilegi all'abate e alla sua Badia.

Il transito e il culto nel tempo

Simeone concluse il suo pellegrinaggio terreno il sedici novembre dell'anno millecentoquaranta. Il suo corpo fu sepolto nella grotta Arsicia, accanto agli altri abati e al fondatore della comunità monastica. Il Kalendarium del milleduecentoottanta segna il giorno della sua morte e costituisce la prima testimonianza documentata del culto tributatogli dalla Chiesa e dai fedeli. Nel corso dei secoli, le sue reliquie furono varie volte riesumate e deposte in differenti luoghi della chiesa abbaziale. Il culto del beato Simeone fu solennemente confermato da papa Pio XI dopo il diciotto maggio del millenovecentoventotto. In seguito a tale riconoscimento ufficiale, le reliquie furono traslate e deposte definitivamente sotto l'altare di san Benedetto. La sua figura continuò a essere venerata profondamente, tanto che fu proclamato patrono secondario di Castellabate il sei aprile del millenovecentosessantatré. La sua festa si celebra liturgicamente il sedici novembre di ogni anno. Il Martirologio lo ricorda con particolare devozione nel monastero di Cava de' Tirreni in Campania.

Domande frequenti

Quando si festeggia il beato Simeone?

La festa del beato Simeone si celebra il sedici novembre.

Di cosa è patrono il beato Simeone?

Il beato Simeone è patrono secondario di Castellabate.

Nel monastero di Cava de’ Tirreni in Campania, beato Simeone, abate. — Martirologio Romano