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martedì 17 novembre 2026 · Santo del giorno

Sant' Elisabetta d'Ungheria

Religiosa

Sant' Elisabetta d'Ungheria

Sant'Elisabetta d'Ungheria, vissuta nel tredicesimo secolo, nacque nel 1207 a Presburgo, Bratislava. Figlia del re d'Ungheria Andrea secondo e della regina Gertrude, fu promessa sposa all'età di quattro anni a Ludovico, figlio ed erede del landgravio di Turingia, una regione tedesca all'epoca indipendente come signoria. Trasferita nel regno del futuro marito tra Marburgo e il castello di Wartburg presso Eisenach, crebbe in quell'ambiente di nobiltà. Nel 1217 morì il langravio Ermanno primo, rimasto scomunicato a causa di contrasti politici con l'arcivescovo di Magonza, il quale rivestiva anche il ruolo di signore laico e principe dell'Impero. Al defunto sovrano succedette il figlio Ludovico, che nel 1221 sposò solennemente la quattordicenne Elisabetta, rendendo entrambi i sovrani della regione. Dalla loro unione nacquero tre figli: nel 1222 il primogenito Ermanno, nel 1224 la figlia Sofia e nel 1227 la figlia Gertrude, venuta al mondo già orfana di padre.

Rimasta vedova a soli vent'anni nel 1227, dopo la morte del marito Ludovico colpito da un male contagioso a Otranto mentre partiva per la sesta crociata al comando dell'imperatore Federico secondo e con l'appoggio di papa Onorio terzo, Elisabetta scelse di non risposarsi e di rifiutare il ritorno in Ungheria voluto dai suoi genitori. Ricevuta indietro la sua dote, decise di impiegarne il denaro per costruire un ospedale e offrire l'intera esistenza ai bisognosi, ispirandosi a voci francescane presenti in Turingia. Visitava gli ammalati due volte al giorno e mendicava per raccogliere aiuti, mantenendo lo stato di vedova e di laica. Già vivente il marito, si era dedicata ai malati più ripugnanti con piccoli gesti di rispetto, come farsi dare del tu dalle donne di servizio. Colpita dalla malattia a causa della vita povera che conduceva, morì il 17 novembre 1231 a Marburgo, in Germania, all'età di ventiquattro o venticinque anni. Subito acclamata santa, dopo le indagini riprese da Roma nonostante l'assassinio del confessore e il tentativo di sabotaggio dell'arcivescovo di Magonza, fu canonizzata nel 1235 da papa Gregorio nono.

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Gli altri santi di oggi

San Florin

Sacerdote

San Florin, vissuto nel corso del settimo secolo, rappresenta una figura luminosa della fede nella regione alpina. Originario di Matsch, egli ha dedicato la propria esistenza al servizio del Vangelo, operando con dedizione tra le comunità della Bassa Engadina. La sua missione sacerdotale, profondamente radicata nel territorio, lo ha reso nel tempo un punto di riferimento spirituale per il popolo di Dio, lasciando un'impronta indelebile nella storia religiosa di queste terre montane.

Il ricordo di San Florin rimane vivo ancora oggi, a secoli di distanza, grazie alla testimonianza di una vita spesa nell'umiltà e nel ministero pastorale a Ramosch. Egli è celebrato come un intercessore benevolo e un pastore premuroso per la Diocesi di Coira e per l'intera Bassa Engadina. La sua memoria liturgica, che ricorre ogni anno nel mese di novembre, invita i fedeli a riflettere sulla fedeltà alla chiamata divina e sulla dedizione costante verso il prossimo, virtù che hanno contraddistinto il suo cammino terreno.

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Sant’ Aniano d’Orleans

Vescovo

Sant' Aniano di Orléans, vissuto nel corso del quinto secolo, rappresenta una figura di straordinaria fermezza spirituale e civile. Nato a Vienne, egli rispose alla chiamata del Signore dedicandosi al servizio sacerdotale sotto la guida del vescovo Evurzio di Orléans, il quale comprese precocemente la profondità della sua vocazione. La provvidenza divina lo condusse poi a ricoprire la cattedra episcopale della medesima città, una nomina avvenuta attraverso il metodo antico delle sortes biblicae, segno della fiducia che la comunità riponeva nel suo discernimento spirituale e nella sua integrità morale.

La memoria di Sant' Aniano è indissolubilmente legata alla protezione della sua gente durante le drammatiche invasioni barbariche. Egli è ricordato come il pastore coraggioso che organizzò la difesa di Orléans contro l'assedio degli Unni, intercedendo presso il generale romano Flavio Ezio per scongiurare la distruzione della città. La sua vita fu un esempio di dedizione totale, culminata nel suo transito verso il Signore nell'anno quattrocentocinquantatré, appena due anni dopo la risolutiva battaglia dei Campi Catalaunici. Egli rimane, nella memoria della Chiesa, un testimone luminoso di come la fede possa tradursi in cura concreta per il prossimo nei momenti di estremo pericolo.

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San Tommaso Hioji Kokuzayemon Nishi

Sacerdote domenicano, martire

San Tommaso Hioji Kokuzayemon Nishi, nato a Hirado nel 1590, è una figura luminosa della Chiesa giapponese del diciassettesimo secolo. La sua esistenza fu segnata da un cammino di fede profondo e coerente, che lo condusse dai primi passi come catechista presso il collegio dei Gesuiti fino al compimento del ministero sacerdotale nell'ordine domenicano. La sua testimonianza rimane un pilastro di dedizione evangelica, capace di attraversare i confini tra le nazioni per portare il messaggio di Cristo in terre lontane.

Egli è ricordato con particolare devozione per il suo coraggioso operato missionario, specialmente nel periodo trascorso a Formosa, e per la fedeltà estrema dimostrata fino al sacrificio della vita. Arrestato a Nagasaki e martirizzato nel 1634, San Tommaso Hioji Kokuzayemon Nishi ha offerto la sua esistenza come sigillo di una vocazione vissuta con totale abbandono. Canonizzato da Papa Giovanni Paolo II nel 1987, egli resta un esempio per ogni credente, richiamando alla memoria la forza silenziosa e risoluta di chi sa testimoniare la speranza del Vangelo anche nelle prove più dure della storia.

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San Lazzaro

Monaco a Costantinopoli

San Lazzaro, originario dell'Armenia, ha vissuto nel corso del nono secolo, offrendo una testimonianza luminosa di fedeltà alla tradizione cristiana. Monaco e pittore di icone a Costantinopoli, egli ha consacrato il proprio talento artistico alla lode di Dio, divenendo un instancabile difensore della venerazione delle sacre immagini. La sua esistenza è stata segnata dalla sofferenza e dalla dedizione, portandolo a subire gravi persecuzioni sotto l'imperatore Teofilo, che non scalfirono la sua ferma adesione alla fede.

Ricordato oggi per la sua integrità spirituale e per il suo operato, San Lazzaro è venerato come un uomo che ha saputo coniugare la vita monastica con l'impegno pubblico e diplomatico. Dopo essere stato liberato dalle prigionie grazie all'intercessione dell'imperatrice Teodora, egli ha continuato a servire la Chiesa, lasciando un segno indelebile con le sue opere sacre, tra cui l'immagine di Cristo sulla porta della Calcide. La sua vita si è conclusa nell'anno ottocentosessantasette, mentre intraprendeva un viaggio verso Roma, città verso la quale era stato inviato in missione diplomatica dall'imperatore Michele III.

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San Giordano Ansalone

Sacerdote domenicano, martire

San Giordano Ansalone, nato a Santo Stefano Quisquina nel diciassettesimo secolo, è una figura luminosa di dedizione missionaria che ha saputo unire i confini del mondo attraverso la fede. Entrato nell'ordine domenicano ad Agrigento, ha consacrato la sua esistenza al servizio del Vangelo, operando dapprima in Spagna, in Messico e nelle Filippine, dove si prodigò con dedizione instancabile verso le popolazioni locali e le comunità cinesi. La sua vita, segnata da un profondo spirito di sacrificio, lo ha condotto fino alle terre del Giappone, dove la testimonianza cristiana era duramente perseguitata.

Il martirio di San Giordano Ansalone, avvenuto a Nagasaki nel mille seicento trentaquattro, rappresenta l'estremo compimento di un cammino interamente donato al Signore. La sua fedeltà incrollabile, culminata nella morte subita per sospensione alla forca e nella fossa, rimane un esempio solenne di perseveranza. Canonizzato da papa Giovanni Paolo Secondo nel mille novecento ottantasette, egli viene oggi ricordato come un instancabile messaggero della parola di Dio, capace di oltrepassare ogni barriera geografica e culturale per annunciare la salvezza, offrendo la propria vita come sigillo supremo di una fede vissuta con umiltà e coraggio incrollabile.

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San Gregorio Taumaturgo

Vescovo

San Gregorio Taumaturgo è una figura luminosa del terzo secolo, la cui vita si intreccia profondamente con la storia della Chiesa di Neocesarea del Ponto, sua città natale. Egli rappresenta un modello di dedizione intellettuale e spirituale, avendo dedicato i suoi anni giovanili agli studi filosofici presso la celebre scuola di Origene a Cesarea. La sua conversione al servizio del Vangelo non fu solo un atto di fede, ma una trasformazione radicale che lo portò a spogliarsi delle proprie ricchezze ereditarie per distribuirle ai poveri, cercando poi nel silenzio della solitudine il fondamento per il futuro ministero episcopale.

La memoria di San Gregorio è indissolubilmente legata alla sua instancabile guida pastorale, che egli esercitò dopo essere stato ordinato vescovo di Neocesarea dal vescovo Fotino. La sua testimonianza cristiana fu messa alla prova durante la persecuzione di Decio, che lo costrinse a subire l'esilio, una sofferenza vissuta con spirito di obbedienza e fermezza. È ricordato soprattutto come taumaturgo, ovvero operatore di prodigi, tra i quali la tradizione tramanda lo spostamento di un monte, segno tangibile della potenza della fede che può trasfigurare la realtà. Egli rimane una guida autorevole, celebrato nel Martirologio Romano come pastore che ha saputo unire la sapienza del pensiero alla forza dei segni miracolosi.

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San Gregorio di Tours

Vescovo

San Gregorio di Tours occupa un posto di rilievo nella memoria storica della Chiesa, avendo vissuto il suo ministero durante il sesto secolo. Nato nel cinquecentotrentotto a Clermont, in Alvernia, egli seppe coniugare la cura pastorale del gregge di Dio con una profonda dedizione alla custodia della memoria cristiana. La sua figura è ricordata con particolare gratitudine soprattutto per il suo instancabile impegno come vescovo, ruolo che lo portò a guidare la comunità di Tours con saggezza e fermezza in tempi segnati da profondi mutamenti politici e sociali.

Oltre al suo servizio episcopale, San Gregorio è celebrato come autore della Storia dei Franchi, opera che costituisce un documento prezioso per comprendere la fede e la vita del suo tempo. La sua esistenza, giunta a compimento nel cinquecentonovantaquattro, testimonia un percorso di santità radicato nella preghiera e nel pellegrinaggio. Egli ci insegna come la dedizione al Vangelo possa trasformarsi in un dono duraturo per le generazioni future, illuminando il cammino di chi cerca, ancora oggi, di leggere i segni di Dio nella storia umana.

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Beata Salomea da Cracovia

Regina d’Ungheria, badessa

La Beata Salomea visse nel tredicesimo secolo e la sua storia si snoda tra la Polonia e l'Ungheria. Nacque a Cracovia intorno all'anno 1211, figlia del principe Leszek il Buono. La datazione dei primi eventi della sua vita è resa difficile dalle discordanze tra le fonti storiche. Ancora fanciulla, fu affidata al vescovo di Cracovia, il Beato Vincenzo Kadlubek, il quale la condusse alla corte del sovrano ungherese Andrea II. Suo padre Leszek aveva infatti organizzato le nozze tra Salomea e Kálmán, chiamato solitamente Colomanno in italiano, figlio di Andrea II. Al momento di questo accordo matrimoniale, Kálmán aveva sei anni. Tali matrimoni concordati tra bambini e la residenza della giovane presso la corte del futuro suocero rispondevano alle consuetudini dell'epoca.

Salomea e Kálmán furono in seguito incoronati e governarono Halicz per circa tre anni, periodo in cui la giovane fu regina di Halicz. La città fu poi occupata da un principe della Rutenia di nome Mstislav, il quale imprigionò Salomea e il suo sposo. Durante la prigionia, all'età di circa nove anni, i due giovani pronunciarono un voto congiunto di castità. Gli ungheresi riconquistarono successivamente Halicz, liberando i prigionieri, e dopo la liberazione fu celebrato solennemente il matrimonio. Da quel momento Salomea condusse una vita ascetica, divenendo terziaria francescana e impegnandosi affinché la corte diventasse un modello di vita cristiana. Kálmán governò la Dalmazia e la Slovenia fino alla sua morte, avvenuta nel 1241 mentre combatteva contro i Tartari.

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Sant' Ilda

Badessa

Sant' Ilda di Northumbria è una figura luminosa del settimo secolo, la cui esistenza è stata interamente consacrata alla ricerca di Dio attraverso la vita monastica. Nata in una terra di antiche tradizioni, scelse fin dalla giovinezza di lasciare gli agi e il prestigio che la sua condizione principesca le offriva per abbracciare l'umiltà della vita contemplativa, accogliendo il sacramento del Battesimo per mano del vescovo Paolino di Canterbury. Il suo cammino spirituale si è trasformato in un fecondo servizio alla Chiesa, portandola a fondare numerosi monasteri in tutta l'Inghilterra e a diventare un punto di riferimento imprescindibile per la società del suo tempo.

La memoria di Sant' Ilda rimane viva per la sua sapiente opera di guida spirituale, esercitata con autorevolezza e dolcezza verso vescovi, sovrani e religiosi. La sua dedizione al monastero di Whitby, che resse fino al termine dei suoi giorni, ha lasciato un'impronta indelebile nella storia monastica, caratterizzata da un profondo rinnovamento della disciplina e da un instancabile impegno nella promozione della lettura delle Sacre Scritture. Ella resta per noi un esempio di dedizione totale, capace di armonizzare l'ascolto della Parola con il governo saggio della comunità, offrendo luce e orientamento a chiunque cercasse la via della santità.

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Sant' Ugo di Lincoln

Monaco e vescovo

Nel dodicesimo secolo la Chiesa ha vissuto la testimonianza luminosa di Sant'Ugo di Lincoln, monaco certosino e vescovo instancabile. Esistono ventitré santi e beati con il nome di Ugo, tra i quali san Ugo di Grenoble e san Ugo di Cluny sono considerati vere stelle lucenti di santità, così come vi sono due santi di nome Ugo a Lincoln, il primo dei quali è un fanciullo e il secondo è il celebre vescovo. Nato in Francia, ad Avalon vicino Grenoble in Borgogna, verso il 1140, Ugo rimase orfano in giovane età e trovò accoglienza in una casa degli Agostiniani dove divenne professo.

La sua vocazione monastica si compì quando, all'età di venticinque anni e già diacono, entrò come monaco nella vicina Grande Chartreuse. Da quel momento la sua vita fu un cammino di dedizione silenziosa e di altissima responsabilità ecclesiale, che lo portò a guidare la diocesi inglese di Lincoln con coraggio, giustizia incorrotta e profonda carità verso i poveri e gli oppressi. Sant'Ugo di Lincoln è classificato come il più bel carattere sacerdotale conosciuto nella storia ed è ricordato per il suo impegno a favore della libertà della Chiesa e per la liberazione degli ebrei.

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Beato Giosafat Kocylovskyj

Vescovo e martire

Il Beato Giosafat Kocylovskyj, nato nel 1876 a Pakošivka, rappresenta una luminosa testimonianza di fedeltà cristiana nel corso del ventesimo secolo. Uomo di profonda cultura e dedizione pastorale, egli dedicò la propria esistenza al servizio della Chiesa, ricoprendo il ruolo di vescovo in anni segnati da aspri conflitti e persecuzioni. Il suo cammino spirituale, che lo condusse dagli studi romani fino alla consacrazione episcopale per mano di Andrej Šeptickij, fu improntato a una costante sollecitudine per la formazione delle nuove generazioni di sacerdoti, culminata nella fondazione del seminario di Peremyšl'.

La memoria del Beato Giosafat Kocylovskyj è indissolubilmente legata al suo eroico martirio. Arrestato nel 1946 dalle autorità sovietiche, egli affrontò la deportazione e la prigionia in Unione Sovietica con la dignità di chi ha posto ogni speranza nel Signore. La sua morte, avvenuta nel 1947 nel lager di Čapaevka, lo ha consacrato come vittima del regime totalitario, testimone coraggioso di quella comunione ecclesiale che nessuna sventura riuscì a infrangere. Beatificato da Papa Giovanni Paolo II il ventisette giugno del 2001, egli resta per i fedeli un modello di perseveranza nella fede e di amore indissolubile per la verità del Vangelo.

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San Giovanni del Castillo

Sacerdote gesuita, martire

San Giovanni del Castillo nacque a Belmonte, in Spagna, il 14 settembre 1595 da Alonso del Castillo e María Rodríguez, una giovane famiglia nobile e stimata per onore e virtù. Battezzato nella chiesa Collegiata di Belmonte il 27 settembre, compì i suoi primi studi nel collegio della Compagnia di Gesù fondato da san Francesco Saverio. Dopo aver frequentato per un anno la facoltà di Giurisprudenza all'università di Alcalá de Henares, decise di diventare gesuita ed entrò nella casa di Madrid il 22 marzo 1614. Proseguì la sua formazione filosofica e teologica tra Spagna e America Latina, dove scelse di recarsi per la possibilità di patire e soffrire per Cristo.

Ordinato sacerdote nel 1625, padre Giovanni del Castillo spese la sua breve esistenza nelle riduzioni del Paraguay, villaggi organizzati dai missionari per educare al lavoro, convertire al cristianesimo e avviare alla vita civile gli indios. La sua dedizione apostolica si scontrò con la ferocia e l'ostilità di alcuni indigeni e in particolare degli stregoni. Vittima della persecuzione guidata dallo stregone Ñezú, fu martirizzato nel novembre del 1628, suggellando con il sangue la sua testimonianza di fede. Fu canonizzato nel 1988 da papa Giovanni Paolo II insieme ai suoi confratelli martiri del Río de la Plata.

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Beato Leone Saisho Shichiemon Atsutomo

Laico giapponese, martire

Beato Pietro Nolasco

Mercedario

Beato Antonio Torino

Martire mercedario

Beato Sisto Locatelli

Francescano

Sant’ Aniano di Perigueux

Vescovo

Santi Alfio e Zaccheo

Martiri

A Cesarea in Palestina, santi Alfeo e Zaccheo, martiri, che, nel primo anno della persecuzione dell’imperatore Diocleziano, per avere confessato con fermezza l’esistenza di un solo Dio e la regalità di Cristo Gesù, dopo molti supplizi subirono la condanna a morte.

San Namazio di Vienne

Vescovo

A Vienne in Burgundia, ora in Francia, san Namazio, vescovo, che gestì con rettitudine gli impegni civili e, al contempo, resse e onorò la sede episcopale.

Sant' Ugo di Novara di Sicilia

Abate

A Novara di Sicilia, sant’Ugo, abate, che, mandato da san Bernardo di Chiaravalle, diede inizio in questa terra e in Calabria all’Ordine Cistercense.

Beato Lupo Sebastiano Hunot

Martire

Nel braccio di mare antistante Rochefort in Francia, beato Lupo Sebastiano Hunot, sacerdote di Sens e martire, che, gettato in quanto sacerdote in una sordida galera all’ancora nel mare durante la rivoluzione francese, patì tutte le durezze della prigionia e, divorato infine dalla febbre, portò a termine il suo martirio.

Sant' Eugenio di Firenze

Diacono

Santi Acisclo e Vittoria

Martiri di Cordova

A Córdova nell’Andalusia in Spagna, sant’Acisclo, martire.

Dal Martirologio Romano

Memoria di santa Elisabetta di Ungheria, che, ancora fanciulla, fu data in sposa a Ludovico, conte di Turingia, al quale diede tre figli; rimasta vedova, dopo aver sostenuto con fortezza d’animo gravi tribolazioni, dedita già da tempo alla meditazione delle realtà celesti, si ritirò a Marburg in Germania in un ospedale da lei fondato, abbracciando la povertà e adoperandosi nella cura degli infermi e dei poveri fino all’ultimo respiro esalato all’età di venticinque anni. — Martirologio Romano