Sant' Elisabetta d'Ungheria

Religiosa

Aggiornato il 20 luglio 2026

Sant' Elisabetta d'Ungheria

La vita e la prova

La vita di Elisabetta si snoda attraverso tappe di profonda comunione e di dura prova. Nel 1221, ancora giovanissima, unisce la sua vita a quella di Ludovico di Turingia. Il loro matrimonio, allietato dalla nascita di tre figli, è vissuto nella cornice dei castelli di Wartburg e di Eisenach, dove la fede condivisa illumina i giorni della famiglia. Tuttavia, questo legame terreno si interrompe bruscamente nel 1227, quando il marito muore a Otranto, lasciando Elisabetta vedova in giovane età.

Davanti al dolore della perdita, Elisabetta sceglie la via di una totale consacrazione al bene degli altri. Con la dote rimastale, decide di fondare un ospedale a Marburgo, un luogo di accoglienza e di sollievo per i poveri. Lì sceglie di vivere in prima persona la povertà, dedicandosi quotidianamente e con umiltà alla cura dei malati. Consumata da questa fatica d'amore, Elisabetta si spegne a Marburgo nel 1231, a soli ventiquattro anni di età.

Il culto e la memoria

La testimonianza di sant'Elisabetta ha lasciato una traccia indelebile nella coscienza cristiana del suo tempo. La sua santità, fiorita nella semplicità del servizio quotidiano e nella fedeltà al Vangelo, è stata solennemente riconosciuta nel 1235 da papa Gregorio IX, che l'ha proclamata santa.

La sua figura continua a ispirare quanti scelgono di vivere la fede nel mondo senza appartenere al mondo. Per questa sua adesione cordiale allo spirito di povertà, è venerata come patrona dell'Ordine Francescano secolare, offrendo un modello intramontabile di carità operosa e silenziosa.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Elisabetta d'Ungheria?

La memoria liturgica di Sant'Elisabetta d'Ungheria si celebra ogni anno il 17 novembre.

Di cosa è patrona Sant'Elisabetta d'Ungheria?

Sant'Elisabetta d'Ungheria è la patrona dell'Ordine Francescano secolare.

Memoria di santa Elisabetta di Ungheria, che, ancora fanciulla, fu data in sposa a Ludovico, conte di Turingia, al quale diede tre figli; rimasta vedova, dopo aver sostenuto con fortezza d’animo gravi tribolazioni, dedita già da tempo alla meditazione delle realtà celesti, si ritirò a Marburg in Germania in un ospedale da lei fondato, abbracciando la povertà e adoperandosi nella cura degli infermi e dei poveri fino all’ultimo respiro esalato all’età di venticinque anni. — Martirologio Romano