San Lazzaro

Monaco a Costantinopoli

Aggiornato il 22 luglio 2026

San Lazzaro

Il cammino di fede

Nato in Armenia, San Lazzaro giunse a Costantinopoli, dove scelse di abbracciare la vita monastica. La sua vocazione si intrecciò profondamente con l'arte della pittura di icone, un compito che egli intese non solo come espressione estetica, ma come vero e proprio atto di preghiera e proclamazione della verità teologica. In un tempo di aspre contese riguardanti il culto delle immagini sacre, il santo non esitò a schierarsi apertamente a difesa della venerazione iconografica, attirando su di sé l'ira dell'imperatore Teofilo. A causa di questa coraggiosa testimonianza, egli dovette affrontare dure torture, che sopportò con spirito di umiltà e fortezza.

La provvidenza volle che la sua sofferenza trovasse conforto quando l'imperatrice Teodora, giunta al potere, ne ordinò la liberazione. San Lazzaro fu accolto presso il monastero del Phoberon, dove ricevette le cure necessarie per riprendersi dalle ferite subite. Una volta ristabilito, egli riprese la sua attività artistica con rinnovato vigore, realizzando, tra le altre opere, la celebre immagine di Cristo posta sulla porta della Calcide, che ancora oggi evoca la forza della sua devozione. La sua fama di santità e la sua perizia lo condussero a vivere anche nel monastero di Evandro. Negli ultimi anni della sua vita, la sua autorevolezza fu riconosciuta anche in ambito politico: l'imperatore Michele III gli affidò infatti una delicata missione diplomatica presso la sede di Roma. Proprio durante questo ultimo viaggio, nell'anno ottocentosessantasette, San Lazzaro rese l'anima a Dio, concludendo il suo pellegrinaggio terreno in fedeltà al suo mandato.

Il ricordo nella Chiesa

La figura di San Lazzaro rimane viva nella memoria liturgica della Chiesa, che ne celebra la memoria ogni anno il diciassette novembre. Questa data è condivisa sia dalla Chiesa bizantina che dal Martirologio Romano, a testimonianza di un legame che trascende le divisioni e unisce i fedeli nel ricordo di un monaco che seppe fare della propria arte un ponte tra il cielo e la terra.

Per la sua speciale dedizione alla pittura delle icone sacre, San Lazzaro è invocato come patrono dei pittori, i quali vedono in lui un modello di ispirazione e di rettitudine. La sua vita, spesa tra la quiete del chiostro e le responsabilità del mondo, continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo, ricordando che ogni talento, se offerto con purezza di cuore, può diventare uno strumento di evangelizzazione. Celebrando il suo transito, la comunità cristiana rinnova la gratitudine per il suo esempio di resistenza nella prova e di costante ricerca della bellezza divina.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Lazzaro?

La sua memoria liturgica ricorre il 17 novembre.

Di cosa è patrono San Lazzaro?

È il patrono dei pittori.

A Costantinopoli, san Lazzaro, monaco, che, nato in Armenia, fu insigne pittore di sacre icone; essendosi rifiutato di distruggere le sue opere, per ordine dell’imperatore iconoclasta Teofilo fu sottoposto ad atroci torture e, ricomposta poi la controversia sul retto culto delle imagini, fu mandato a Roma dall’imperatore Michele III per consolidare la concordia e l’unità di tutta la Chiesa. — Martirologio Romano