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5 settembre

Beato Guglielmo (William) Browne

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il contesto delle persecuzioni e i martiri d'Inghilterra

Le persecuzioni contro i cattolici in Inghilterra, Scozia e Galles si svolsero tra il 1535 e il 1681, segnando profondamente la storia cristiana europea. Il sovrano Enrico VIII diede inizio alle persecuzioni provocando lo scisma anglicano e separando la Chiesa d'Inghilterra da quella di Roma. Tra i responsabili delle persecuzioni si annoverano Enrico VIII, Edoardo VI, regnante dal 1547 al 1553, Elisabetta I, morta nel 1603, Giacomo I Stuart, Carlo I, Oliver Cromwell e Carlo II Stuart. Nell'arco dei centocinquanta anni di persecuzione morirono migliaia di cattolici inglesi appartenenti a diverse estrazioni sociali. I martiri cattolici preferirono la morte anziché prestare giuramento di fedeltà al re come capo della religione di Stato, testimoniando la loro fedeltà al papa. Diciannove monaci certosini furono le prime vittime giustiziate tramite impiccagione a Tyburn, a Londra, il 4 maggio e il 15 giugno 1535. L'ultima vittima della persecuzione fu Oliviero Plunkett, arcivescovo di Armagh e primate d'Irlanda, giustiziato a Londra l'11 luglio 1681.

L'ostilità verso il cattolicesimo da parte di re, puritani, avventurieri, calvinisti ed ecclesiastici ritenuti eretici o scismatici portò all'ideazione di spietate torture per i prigionieri. I sacerdoti e i gesuiti che tornavano in Inghilterra dalla Francia e da Roma dopo essersi preparati nei seminari erano considerati traditori dello Stato. I sacerdoti missionari operavano clandestinamente per riconvertire la popolazione al cattolicesimo. Ad eccezione di personalità di alto rango come Tommaso Moro, Giovanni Fisher e Margherita Pole, giustiziati rapidamente per decapitazione, i condannati subivano dure sofferenze prima dell'esecuzione. I prigionieri venivano sottoposti a interrogatori estenuanti, detenzione severa e strumenti di tortura quali l'eculeo, la figlia della Scavinger e i guanti di ferro. La modalità esecutiva prevedeva l'impiccagione, seguita dal distacco dal cappio prima del soffocamento per procedere allo sventramento dei condannati ancora coscienti. I corpi dei martiri venivano poi squartati e le membra, cosparse di pece, venivano esposte sulle porte e nei luoghi principali della città.

La vita e la testimonianza del beato Guglielmo Browne

William Browne nacque nella contea di Northampton. I dettagli sulla vita di William Browne sono scarsi, ma è noto il suo martirio pur di non rinnegare la fede. William Browne prestava servizio come domestico presso l'abitazione del nobile Tommaso Darcy. Browne si distinse per l'impegno nel rifiutare e nell'indurre altri a rifiutare il giuramento sulla supremazia spirituale del sovrano. Browne si astenne dai riti protestanti e incitò la popolazione a rimanere fedele alla Chiesa Cattolica. A causa del suo operato, William Browne fu arrestato e processato sotto il regno di Giacomo I Stuart, regnante dal 1566 al 1625. Browne fu condannato alla pena capitale con l'accusa di alto tradimento per aver indotto altre persone ad abbracciare il cattolicesimo. Il 5 settembre 1605 William Browne venne giustiziato a Ripon tramite impiccagione, svisceramento e squartamento.

Il cammino della beatificazione

Il processo di beatificazione dei martiri fu avviato solo dopo il ripristino della gerarchia cattolica in Inghilterra e Galles nel 1850. Nel 1874 l'arcivescovo di Westminster inviò alla Santa Sede una lista di trecentosessanta candidati corredata dalle relative prove documentali. Le beatificazioni dei martiri inglesi avvennero a gruppi a partire dal 1886 per opera di vari pontefici. Il 5 dicembre 1929 papa Pio XI beatificò William Browne insieme ad altre centosei vittime delle persecuzioni. Nel 1970 circa quaranta di questi martiri vennero proclamati santi.

Domande frequenti

Quando si festeggia il beato Guglielmo Browne?

Il Martirologio Romano commemore il beato Guglielmo Browne a Ripon il 5 settembre.

A Ripon in Inghilterra, beato Guglielmo Browne, martire, che, condannato a morte sotto il re Giacomo I per avere indotto altre persone ad accogliere la fede cattolica, fu impiccato e poi crudelmente sventrato. — Martirologio Romano