5 settembre
Santa Teresa di Calcutta (Agnes Gonxha Bojaxiu)
Vergine, Fondatrice
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la giovinezza
Il nome secolare di Madre Teresa di Calcutta era Agnes Gonxha Bojaxhiu. Ella nacque il 26 agosto 1910 a Skopje, nell'ex Jugoslavia e oggi Macedonia. La fanciulla apparteneva a una famiglia cattolica di origine albanese, profondamente radicata nella pratica della fede. La madre di Madre Teresa si chiamava Drone ed era una donna molto religiosa. La madre Drone accompagnava sempre a chiesa e a far visita ai poveri i suoi tre figli, che si chiamavano Gonxha, Lazar e Age. La sera, la famiglia di Madre Teresa si riuniva per recitare unitamente il rosario, alimentando in tal modo un legame spirituale che avrebbe sostenuto l'intera esistenza della futura fondatrice. L'amore profondo di Madre Teresa per la Madonna risaliva proprio a questa intensa infanzia trascorsa a Skopje.
All'età di diciotto anni, la giovane Agnes prese la decisione definitiva di consacrarsi al Signore e di entrare nella Congregazione delle Suore Missionarie di Nostra Signora di Loreto. Nel 1928, Agnes partì per l'Irlanda per iniziare il suo cammino di formazione religiosa. Poco tempo dopo, nel 1929, la giovane giunse finalmente in India, terra che sarebbe diventata il teatro della sua missione cristiana. Nel 1931, la giovane emise i primi voti religiosi, consacrandosi solennemente a Dio. Al momento dei primi voti, la religiosa scelse il nome di suor Mary Teresa del Bambin Gesù, mossa dalla profonda devozione che nutriva verso santa Teresa di Lisieux.
Gli anni nel collegio di Entally e la chiamata
Per circa vent'anni, suor Teresa ha insegnato storia e geografia alle ragazze benestanti nel collegio delle suore di Loreto ad Entally, situato nella zona orientale di Calcutta. Oltre il muro di cinta del collegio di Entally si estendeva lo slum di Motijhil, un luogo caratterizzato da odori acri e da una condizione di estrema povertà materiale e morale. I miasmi dello slum giungevano spesso fino al collegio di lusso dove insegnava suor Teresa. Inizialmente, suor Teresa non conosceva direttamente la realtà di quello slum, che per lungo tempo rappresentò per lei un mondo a parte e distante. Tuttavia, la Provvidenza divina stava preparando un radicale mutamento nella sua esistenza.
La sera del 10 settembre 1946, suor Teresa si trovava in treno verso Darjeeling per partecipare agli esercizi spirituali della sua comunità. Durante quel viaggio in treno, la religiosa avvertì in modo inequivocabile la sua seconda chiamata. Durante quella notte e per tutto il prosieguo del viaggio, suor Teresa continuò a sentire mentalmente la frase pronunciata da Gesù in croce: Ho sete!. Con il passare delle ore, quel richiamo spirituale divenne sempre più chiaro e pressante, spingendola a comprendere che avrebbe dovuto lasciare il convento per dedicarsi interamente ai più poveri tra i poveri. I destinatari della sua futura missione sarebbero stati gli emarginati e i derelitti che morivano quotidianamente sui marciapiedi di Calcutta senza ricevere alcuna dignità umana.
La nascita delle Missionarie della Carità
Il 16 agosto 1948, suor Teresa lasciò il convento di Entally dopo quasi vent'anni di appartenenza alla congregazione delle Suore di Loreto. Al momento dell'uscita dal convento, suor Teresa aveva in tasca soltanto cinque rupie e indossava il sari orlato di azzurro che era tipico delle donne indiane più povere. Con l'uscita definitiva dal convento, Agnes Gonxha prese il nome di Madre Teresa e diede inizio alla sua opera caritativa straordinaria. Il 7 ottobre 1950, la nuova Congregazione ottenne il primo riconoscimento ufficiale tramite l'approvazione diocesana concessa dalla Chiesa. L'approvazione diocesana avvenne proprio nel giorno della festa del Rosario, una ricorrenza mariana strettamente legata alla intitolazione della nuova famiglia religiosa a Maria.
La casa-madre delle Missionarie della Carità si trova nella Lower Circular Road di Calcutta e prende il nome di Mother House. Al piano terra della Mother House è situata una cappella semplice e disadorna, all'interno della quale si percepisce un'atmosfera immobile e rarefatta. La frase I thirst è incisa sul crocifisso della Casa Madre e in ogni cappella di ciascuna casa della sua famiglia religiosa nel mondo. Quel grido dolente di Gesù sulla croce risuonò nel cuore di Madre Teresa la sera della sua seconda chiamata e rappresenta il fulcro e la chiave di volta di tutta la sua spiritualità cristiana.
Il carisma mariano e la regola
La figura della Vergine Maria ha ispirato profondamente lo Statuto e le Costituzioni delle Missionarie della Carità. Il primo capitolo delle Costituzioni della Congregazione stabilisce la dedica della Società al Cuore Immacolato di Maria, indicata espressamente come Causa della nostra Gioia e Regina del Mondo. Le Costituzioni stesse affermano che la Società è nata su richiesta di Maria e si è sviluppata grazie alla sua costante intercessione presso il Figlio. Ciascuno dei dieci capitoli che compongono le Costituzioni è introdotto da una citazione dei passi mariani presenti nei Vangeli. Maria viene giustamente considerata la prima Missionaria della Carità in virtù della sua visita alla cugina Elisabetta, dove offrì un servizio gratuito e caritatevole all'anziana parente.
Oltre ai tre voti tradizionali di povertà, castità e obbedienza, le Missionarie della Carità emettono un quarto voto specifico, che consiste nel dedito e gratuito servizio ai più poveri tra i poveri. Nel quarto voto, le suore riconoscono in Maria il modello insuperabile del servizio offerto con tutto il cuore e della carità autentica. La devozione al Cuore Immacolato di Maria rappresenta un elemento fondamentale del carisma mariano e missionario dell'opera di Madre Teresa. Tale devozione veniva praticata attraverso i mezzi più semplici e tradizionali, tra cui la partecipazione quotidiana alla Santa Messa e la recita costante del Rosario. Madre Teresa recitava il Rosario quotidianamente e in qualsiasi luogo, persino camminando per strada, e nutriva una profonda devozione per tutte le festività mariane. La professione religiosa delle sue suore viene sempre celebrata in coincidenza con una festa della Madonna. La fondatrice affinava la sua preghiera fiduciosa a Maria anche mediante l'uso delle medagliette miracolose, ed era solita regalare un gran numero di medagliette miracolose alle persone che incontrava sulla sua strada, sforzandosi di imitare le virtù della Vergine, in particolare l'umiltà, il silenzio e la carità profonda.
Il volto della carità e il ritorno al Padre
L'aspetto fisico di Madre Teresa era minuto, fortemente provato dalla fatica quotidiana e caratterizzato da un volto molto rugoso, divenuto con il tempo noto a livello globale. Coloro che l'hanno incontrata anche una sola volta la ricordano per la straordinaria luminosità del suo sorriso, che esprimeva chiaramente la sua immensa carità. Il suo sguardo profondo, amorevole e limpido trasmetteva alle persone la sensazione profonda di essere osservate direttamente da Dio. Madre Teresa univa mirabilmente in sé la dimensione attiva e quella contemplativa, coniugando idealismo, concretezza, pragmatismo e utopia. Amava definirsi con umiltà come la piccola matita di Dio, ovvero un semplice e piccolo strumento nelle mani del Creatore. Riconosceva con sincerità che, una volta esaurita la sua utilità come matita, il Signore l'avrebbe messa da parte affidando la missione ad altri, e amava citare il passo evangelico di Giovanni relativo al fatto che chi crede in Cristo compirà le sue stesse opere e persino di più grandi.
La sua esistenza terrena si concluse quando è deceduta a Calcutta la sera di venerdì 5 settembre 1997 alle ore 21.30, all'età di ottantasette anni. I funerali di Stato di Madre Teresa si sono svolti prima del 13 settembre 1997, radunando autorità e folle immense in un estremo saluto. Le spoglie mortali di Madre Teresa riposano nella cappella della Mother House dal 13 settembre 1997. All'esterno della Mother House si trova un dedalo di viuzze caratterizzato dal traffico di risciò, voci di bambini e tram scalcinati che attraversano zone di estrema miseria. La tomba di Madre Teresa è povera e spoglia, ed è costituita da un blocco di cemento bianco. Sopra il blocco di cemento della tomba sono state collocate la Bibbia personale di Madre Teresa e una statua della Madonna con una corona di fiori al collo. Accanto alla tomba è presente una lapide di marmo, sulla quale è incisa in inglese la citazione evangelica di Giovanni quindici, dodici: Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi.
Il processo di beatificazione e l'eredità spirituale
Il 26 luglio 1999 è stato avviato ufficialmente il suo processo di beatificazione. L'apertura del processo è avvenuta con ben tre anni di anticipo rispetto ai cinque ordinariamente previsti dalla normativa della Chiesa cattolica. Questa notevole accelerazione della procedura di beatificazione è stata concessa in via eccezionale per specifica volontà del Papa, rispecchiando fedelmente il sentimento popolare che la considerava già santa in vita. Sosteneva con fede incrollabile che dopo la propria morte sarebbe stata in grado di aiutare ancora di più l'umanità sofferente. Il suo messaggio spirituale invita ogni individuo a individuare la propria Calcutta, presente anche nelle città del ricco Occidente e nei loro ritmi frenetici e disumani. Madre Teresa affermava con convinzione che è possibile trovare Calcutta in ogni parte del mondo ove vi siano persone non amate, non volute, non curate, respinte o dimenticate dalla società.
I suoi figli spirituali proseguono oggi la sua opera nel mondo servendo con dedizione i più poveri tra i poveri. Il servizio dei suoi figli spirituali si svolge quotidianamente all'interno di orfanotrofi, lebbrosari e case d'accoglienza destinate ad anziani, ragazze madri e moribondi. La famiglia religiosa fondata dalla santa conta complessivamente cinquemila membri, inclusi due rami maschili meno noti, suddivisi in circa seicento case sparse nel mondo intero. Inoltre, migliaia di volontari e laici consacrati affiancano costantemente l'ordine, portando avanti con generosità le sue benedette opere di misericordia.
La chiamata e l'opera
Il cammino spirituale di Agnes Gonxha Bojaxiu inizia concretamente nel 1928, quando decide di unirsi alle Suore Missionarie di Nostra Signora di Loreto, lasciando la sua terra natale per trasferirsi dapprima in Irlanda e, successivamente, in India. A Calcutta, per diversi anni, si dedica all'insegnamento, ma il disegno divino su di lei riserva una svolta decisiva. Il 10 settembre 1946, durante un viaggio in treno verso Darjeeling, riceve quella che lei stessa definirà la sua seconda chiamata, un invito interiore irresistibile a servire Gesù tra i più poveri della terra.
Fedele a questa ispirazione, il 16 agosto 1948 la religiosa lascia la sicurezza del convento per immergersi nelle periferie esistenziali di Calcutta, vivendo in prima persona la povertà estrema per poterla consolare. Il suo esempio attira presto altre giovani desiderose di condividere questa radicale sequela evangelica. Il 7 ottobre 1950, la nuova Congregazione delle Missionarie della Carità riceve l'approvazione diocesana, segnando l'inizio ufficiale di un'opera di misericordia destinata a diffondersi in ogni angolo del pianeta.
Il transito e la memoria
La vita terrena di Madre Teresa si è conclusa il 5 settembre 1997 a Calcutta, la città che era diventata la sua vera casa e il campo della sua feconda missione. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo, ma anche la certezza che la sua opera di carità rimarrà per sempre come un faro di speranza per l'umanità intera. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica proprio nel giorno del suo transito al cielo, offrendo la sua testimonianza come consolazione per i sofferenti e stimolo per quanti cercano la verità nell'amore fraterno.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Teresa di Calcutta?
La memoria liturgica di Santa Teresa di Calcutta si celebra il 5 settembre, giorno della sua nascita al cielo.
Chi ha fondato le Missionarie della Carità?
Le Congregazioni delle Missionarie e dei Missionari della Carità sono state fondate da Santa Teresa di Calcutta, nata a Skopje il 26 agosto 1910.
A Calcutta in India, beata Teresa (Agnese) Gonhxa Bojaxhiu, vergine, che, nata in Albania, estinse la sete di Cristo abbandonato sulla croce con la sua immensa carità verso i fratelli più poveri e istituì le Congregazioni delle Missionarie e dei Missionari della Carità al pieno servizio dei malati e dei diseredati. — Martirologio Romano