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1 luglio

Beato Ignazio (Nazju) Falzon

Chierico

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e formazione

Il protagonista proveniva da una famiglia ricca e famosa della città di La Valletta, dove la tradizione forense costituiva un pilastro fondamentale dell'attività domestica. Suo nonno, suo padre e un fratello esercitavano la professione di avvocato, inserendosi pienamente nella società del diciannovesimo secolo. I genitori del Beato erano l'avvocato Francesco Falzon e Maria Theresa Debono, una donna di nobile estrazione ma di umili origini. All'interno del nucleo familiare il futuro beato veniva comunemente chiamato con il nome maltese Nazju. Già in gioventù fu accolto tra i chierici della Diocesi di Malta, manifestando precocemente una speciale inclinazione per le cose divine. All'età di quattordici anni, il giovane iniziò gli studi teologici con grande impegno. Un momento fondamentale della sua giovinezza fu segnato dal ricevimento dell'abito clericale e della tonsura, avvenuto il venti dicembre 1828. Prima ancora di completare il proprio percorso accademico, egli aveva già ricevuto i primi ordini minori, intraprendendo con serietà la via del servizio ecclesiale. Successivamente, ricevette gli ordini minori di Ostiariato e Lettorato il ventuno agosto 1831. Pochi mesi più tardi, precisamente il diciotto dicembre 1831, ricevette anche gli ordini minori di Esorcistato e Accolitato. All'età di vent'anni si è laureato in Diritto Canonico e Civile, studiando l'utruque jure presso l'università di La Valletta, la sua città natale. Egli ha conseguito formalmente la laurea in diritto civile e canonico all'Università di Malta il sette dicembre 1833. Nonostante la prestigiosa formazione accademica e la forte tradizione familiare, egli non ha mai esercitato la professione di avvocato. Due dei suoi fratelli sono stati ordinati sacerdoti, mentre egli ha scelto di non proseguire verso l'ordinazione sacerdotale, rimanendo chierico per tutta la vita. La ragione di tale scelta risiedeva nel fatto che si riteneva intimamente indegno di un così alto ministero. Nonostante il mancato sacerdozio, il Beato ha dedicato tutte le sue energie a Dio, distinguendosi fin da giovane per un comportamento morale integro, una notevole austerità e uno zelo lodevole verso il prossimo.

L'apostolato tra i soldati

Il Beato Ignazio ha svolto il suo apostolato principale tra i circa ventimila soldati della guarnigione britannica a Malta. Tali soldati britannici erano di stanza nell'isola in vista della guerra di Crimea, rappresentando un campo di missione insolito e complesso per un laico cattolico. Spinto da un fervore missionario straordinario, egli ha imparato rapidamente la lingua inglese per riuscire a comunicare efficacemente con la truppa britannica. Per ampliare il raggio della sua azione, si è avvalso dell'aiuto di amici laici, che ha personalmente istruito e coordinato per l'evangelizzazione. La sua attività è iniziata organizzando incontri di preghiera e lezioni di catechismo specificamente pensati per i militari cattolici. Con pazienza e rispetto, è riuscito ad avvicinare progressivamente anche i soldati di fede protestante, marinai e altri militari. L'operato del beato Ignazio Falzon verso i militari era finalizzato in modo particolare a far loro abbracciare la fede cattolica prima della partenza per i conflitti. La tradizione e le cronache attestano che, grazie alla sua opera instancabile, seicento cinquantasei protestanti, quattro arabi e due ebrei si sono convertiti al cattolicesimo. In un conteggio specifico e dettagliato si attribuisce la conversione alla fede cattolica di seicento cinquantadue tra marinai e soldati protestanti. Il beato Ignazio Falzon si è consacrato alla preghiera costante e si è dedicato con amore all'istruzione catechetica. Si è speso con fervore inesauribile nel sostegno spirituale di soldati e marinai, dimostrando al contempo una carità inesauribile verso gli orfani e i poveri maltesi in occasione delle gravi epidemie che hanno colpito l'isola.

Spiritualità e devozioni

La vita interiore del Beato era profondamente radicata in una relazione intima con il Signore, nutrita costantemente dalla preghiera, dalla partecipazione alla comunione e da lunghe adorazioni eucaristiche. La tradizione riferisce che, durante l'adorazione eucaristica, il pio chierico cadeva frequentemente in estasi rapito dall'amore divino. Mostrava inoltre una spiccata inclinazione per la predicazione e la catechesi, trasmettendo la verità della fede con semplicità. Nutriva una venerazione speciale per la Beata Vergine Maria, in particolare sotto il titolo della Madonna del Carmine e per l'Immacolata Concezione. Con grande gaudio, ha festeggiato con gioia la proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione l'otto dicembre 1854. Nel corso della sua vita, esortava frequentemente i fedeli a pregare per ottenere il dono prezioso della devozione verso la Madre di Dio. Egli era anche particolarmente devoto a San Giuseppe, tanto da elargire ingenti somme di denaro per edificare la chiesa parrocchiale dedicata a San Giuseppe nella città di Msida, sempre nell'isola di Malta. Tra i suoi modelli e protettori celesti, il Beato nutriva una particolare devozione per San Raffaele Arcangelo ed era molto legato a Sant'Ignazio di Loyola. Inoltre, coltivava una grande devozione per San Giuseppe Benedetto Labre. Il suo zelo spirituale lo spinse persino a scrivere e dare alle stampe un'opera edificante intitolata Il Conforto del anima Christiana, destinata a nutrire la pietà dei fedeli.

Transito e glorificazione

Il Beato è nato a La Valletta il primo luglio 1813 ed è deceduto nella stessa città il primo luglio 1865. La morte del Beato è avvenuta il primo luglio 1865, precisamente nel giorno del suo cinquantaduesimo compleanno, a causa di un attacco cardiaco dovuto a una patologia al cuore. Il Martirologio attesta la memoria di questo generoso servitore di Dio attivo a La Valletta, a Malta. Subito dopo la sua pia morte, il chierico è diventato oggetto di una grandissima e spontanea venerazione popolare. La sua salma è stata inumata nella chiesa di Santa Maria del Gesù, un luogo sacro noto anche come ta' Giezu e situato a La Valletta. Circa quarant'anni dopo il decesso, papa San Pio X ha disposto l'avvio della causa di beatificazione e canonizzazione il tredici aprile 1904, autorizzando i primi passaggi ufficiali. Successivamente, papa Giovanni Paolo II ha dichiarato l'eroicità delle virtù del Beato il ventitré ottobre 1987. La beatificazione è stata favorita dalla guarigione prodigiosa di una persona affetta da un cancro gastrico incurabile; il miracolato è stato risanato in modo immediato e duratorio oltre vent'anni prima della solenne beatificazione. La promulgazione del Decreto relativo al miracolo è avvenuta il ventiquattro aprile 2001 alla presenza di papa Giovanni Paolo II. Papa Giovanni Paolo II ha concluso felicemente la causa beatificandolo nel 2001. La proclamazione a beato è avvenuta il nove maggio 2001 a Malta durante un viaggio papale sui passi di San Paolo, precisamente con una solenne cerimonia di beatificazione che si è svolta a Floriana, nell'isola di Malta, insieme al Venerabile Giorgio Preca e alla Venerabile Maria Adeodata Pisani. Oggi i resti mortali del Beato sono riposti ed esposti alla pia venerazione dei fedeli in un'urna di legno collocata all'interno della suddetta chiesa di Santa Maria del Gesù a La Valletta.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Ignazio Falzon?

La sua ricorrenza liturgica viene commemorata il primo luglio di ogni anno.

Quali appellativi e riconoscimenti caratterizzano il Beato Ignazio Falzon?

Il Beato è noto storicamente come il chierico missionario e come un pioniere del dialogo ecumenico, ricordato per il suo apostolato tra i militari.

A La Valletta nell’isola di Malta, beato Ignazio Falzon, sacerdote, che, si dedicò alla preghiera e all’insegnamento della dottrina cristiana, adoperandosi con zelo nell’assistenza ai soldati e ai marinai, perché aderissero alla fede cattolica prima di partire per la guerra. — Martirologio Romano