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13 settembre

Beato José Álvarez–Benavides de la Torre

Sacerdote e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la formazione

José Álvarez–Benavides de la Torre nacque a Malaga, in Andalusia, in Spagna, il 9 settembre 1865. Si trasferì presto con la famiglia nella città di Almería, dove maturò la sua vocazione al ministero ordinato. Nel 1878 entrò nel Seminario Conciliare di San Indalecio ad Almería, dove fu un allievo brillante durante il periodo di studi. La sua preparazione e la sua dedizione lo condussero all'ordinazione diaconale, ricevuta nel 1887 per mano del vescovo monsignor Marcelo Spinola, anch'egli Beato. L'anno seguente, il 25 febbraio 1888, divenne sacerdote, coronando il cammino di discernimento e di studio intrapreso in gioventù.

Il ministero e l'impegno culturale

Nei primi anni di sacerdozio svolse i primi incarichi come coadiutore e cappellano, affrontando la cura d'anime con dedizione. Successivamente ottenne vari incarichi di responsabilità nella Curia vescovile e in missioni fuori diocesi, rivelandosi attivo sia sul fronte caritativo sia su quello culturale. Dal 1893 fu canonico della Cattedrale dell'Incarnazione di Almería, luogo in cui impiegò le sue doti intellettuali in un imponente lavoro di riorganizzazione scientifica dell'archivio della cattedrale, un patrimonio documentario utile ancora oggi agli storici. Nel 1927 coronò questo lungo servizio ecclesiastico diventando Decano della Cattedrale. Celebrava immancabilmente la Messa ogni giorno all'altare dell'Immacolata, alimentando una vita spirituale profonda e costante.

La testimonianza e il prestigio

Un testimone oculare descrisse il Servo di Dio come un sacerdote di grande personalità, capace di lasciare un segno profondo in quanti lo incontravano. Viveva in un ambiente di austerità ed esemplarità, custodendo una coerenza di vita evangelica che rendeva visibili le sue virtù sacerdotali. Grazie a questa dedizione silenziosa ma operosa, godeva di un solido prestigio in città, nel clero diocesano e di fronte al popolo laico, che riconosceva in lui un pastore saggio e autorevole.

L'arresto e la persecuzione

Il ministero di Don José subì una drammatica interruzione quando fu arrestato il 23 agosto 1936 a causa della persecuzione antireligiosa culminata nella guerra civile spagnola. L'arresto fu compiuto sotto il pretesto falso e ingiusto di aver nascosto tesori e armi nella Cattedrale. Fu imprigionato dapprima nel convento delle Adoratrici e fu successivamente trasferito nella barca Astoy-Mendi, affrontando la detenzione con la dignità propria di chi ha consacrato la propria esistenza a Dio.

Il martirio e la beatificazione

Nella notte tra il 12 e il 13 settembre, don José fu condotto alla località Pozo de Cantavieja. Fu condotto sul luogo insieme ad altri nove sacerdoti, due Fratelli delle Scuole Cristiane e nove laici, condividendo la sorte dei suoi fratelli nella fede. Gli esecutori materiali condussero i prigionieri uno ad uno sul bordo del pozzo; le vittime venivano colpite con colpi di pistola alla testa o al petto e i corpi venivano gettati nell'abisso spingendoli con un forcone. I prigionieri rimanenti assistettero alla sorte dei compagni, spesso spinti nel pozzo ancora vivi. Durante l'esecuzione i persecutori udirono i lamenti e le lodi a Cristo Re provenienti dal pozzo, e per questo motivo finirono le vittime sparando loro dalla bocca del pozzo. Al momento della morte, Don José Álvarez–Benavides de la Torre aveva settantuno anni. Fu posto a capo di un gruppo di centoquindici martiri della diocesi di Almería ed è stato beatificato ad Aguadulce, presso Almería, il 25 marzo 2017.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato José Álvarez–Benavides de la Torre?

Si festeggia il 13 settembre.