11 aprile
Beato Lanuino
Monaco certosino
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'origine e il cammino con san Bruno
Lanuino nacque in Francia e condivise le origini geografiche con san Bruno, insieme al quale intraprese il viaggio che li portò in Italia. Nel corso dell'anno 1089, papa Urbano II chiamò entrambi a Roma per avere consiglio e sostegno in un momento storico particolarmente complesso per la vita della Chiesa. Dopo due anni trascorsi nella città eterna, i due monaci si ritirarono insieme nell'eremo di Santa Maria della Torre, situato nella diocesi di Squillace in Calabria. In quel luogo solitario diedero inizio alla vita eremitica e contemplativa in terra calabrese, ponendo le basi spirituali che avrebbero dato corpo alla Regola Certosina, fondata originariamente a Chartreuse, in Francia, da san Bruno. A partire dal 1091, tutti i documenti e le bolle emessi sia dai Normanni sia dai papi furono indirizzati congiuntamente a Bruno e Lanuino, a testimonianza della loro autorità morale e spirituale.
La guida della Certosa e l'opera in Calabria
San Bruno morì il sei ottobre 1101 nella Certosa di Serra San Bruno, e la successione di Lanuino alla guida della comunità monastica lasciò inizialmente dubbiosi alcuni monaci. Per ristabilire la serenità, il papa inviò un proprio delegato a presiedere il Capitolo composto dai trentadue monaci della Certosa di Calabria, al termine del quale Lanuino fu regolarmente eletto maestro della Certosa. Papa Pasquale II, tramite una bolla emessa il ventisei novembre 1101, si congratulò con lui per la nomina e lo invitò a Roma per la Quaresima. La guida di Lanuino si protrasse per quindici anni, durante i quali la Certosa di Calabria conobbe una grande importanza, raggiungendo un prestigio pari a quello dei più famosi monasteri benedettini della regione. Egli fu fortemente favorito dai Normanni, i quali fornirono uomini e mezzi per sostenere la comunità. Lanuino edificò la grandiosa costruzione della certosa, traducendo in pratica le consuetudini monastiche brunoniane, organizzò la vita religiosa e sistemò dinamicamente i monasteri dipendenti. Papa Pasquale II lo tenne sempre in grande considerazione, affidandogli decine di incarichi, missioni e interventi in tutta la Calabria, fino a nominarlo visitatore apostolico di tutti i monasteri della regione. Egli si rivelò così il genuino interprete e l'erede più autorevole dello spirito certosino voluto da san Bruno.
Il transito e il culto
La data esatta della morte del beato Lanuino non è del tutto certa ed è stata posta dagli studiosi tra il 1119 e il 1121. Tuttavia, il Martirologio della Certosa di San Stefano del Bosco fissa la sua morte all'undici aprile dell'anno 1116. Questa preziosa testimonianza risale al dodicesimo secolo e costituisce la più antica attestazione del suo culto come beato. Il testo liturgico ricorda il beato Lanuino in Calabria come fedele compagno di san Bruno, suo degno successore e insigne interprete dello spirito del fondatore nell'istituzione e nel consolidamento dei monasteri certosini.
La vita e il ministero
Originario della Francia, il Beato Lanuino varcò i confini della propria terra per rispondere a un disegno provvidenziale che lo avrebbe condotto a Roma e, successivamente, in Calabria. Il suo arrivo in Italia, avvenuto nell'anno milleottantanove, segnò l'inizio di una missione votata all'edificazione spirituale. Lanuino scelse la via dell'eremitaggio, fondando l'eremo di Santa Maria della Torre, un luogo dove la preghiera costante e il distacco dalle cose del mondo divennero il respiro dell'anima. La sua statura spirituale fu tale da essere scelto come successore di San Bruno nel governo della Certosa di Calabria, un compito che egli accolse con profondo senso di responsabilità verso la propria comunità religiosa.
Nel millecentouno, la sua elezione a maestro della Certosa confermò l'alta stima di cui godeva tra i monaci e presso le autorità ecclesiastiche del tempo. Il suo impegno non si limitò tuttavia ai confini del chiostro, poiché egli fu chiamato a ricoprire l'incarico di visitatore apostolico dei monasteri calabresi per volere di papa Pasquale Due. Questo ruolo gli permise di esercitare un'opera di discernimento e di riforma, portando ordine e fervore nelle comunità monastiche della regione. Il suo ministero fu caratterizzato da una sobrietà che rifletteva la severità della regola certosina, sempre temperata però da una carità attenta ai bisogni dei fratelli. Dopo una vita spesa nel servizio di Dio e nella solitudine del deserto, Lanuino rese l'anima a Dio nel millecentosedici, a Serra San Bruno, lasciando dietro di sé il ricordo di un monaco che aveva fatto della propria esistenza un sacrificio gradito al Signore.
Il culto e la memoria
Il culto tributato al Beato Lanuino, seppur raccolto e silenzioso come lo fu la sua vita, ha attraversato i secoli, mantenendo viva la memoria di un uomo che seppe incarnare la purezza dell'ideale certosino. La Chiesa lo venera come beato, riconoscendo in lui un modello di preghiera e di dedizione assoluta al mistero di Dio. La sua figura è un punto di riferimento fondamentale per l'Ordine Certosino, che in lui ritrova uno dei pilastri della propria tradizione spirituale e del proprio cammino di santità. La memoria liturgica, che ricorre ogni anno l'undici aprile, invita i fedeli a meditare sul valore del silenzio e dell'ascolto nella frenesia della vita quotidiana, riscoprendo la bellezza di un'esistenza offerta interamente alla lode del Creatore.
Domande frequenti
Quando si festeggia il beato Lanuino?
La memoria liturgica del beato Lanuino si celebra l'undici aprile, data fissata dal antico Martirologio della Certosa di San Stefano del Bosco.
In Calabria, beato Lanuíno, che fu compagno di san Bruno e suo successore, insigne interprete dello spirito del fondatore nell’istituire i monasteri dell’Ordine Certosino. — Martirologio Romano