1 febbraio
Beato Luigi Variara
Sacerdote salesiano, fondatore
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'incontro con Don Bosco e gli anni della giovinezza
Il padre di Luigi Variara era un maestro elementare e un ammiratore di Don Bosco, e aveva spiegato a Luigi che nell'Oratorio di Torino-Valdocco molti ragazzi avevano realizzato la loro vocazione diventando preti. Luigi aveva risposto bruscamente al padre dicendo di non avere la vocazione, e il padre aveva sorriso invitandolo ad andare, studiare e stare buono, aggiungendo che se non avesse avuto la vocazione gliel'avrebbe data Maria Ausiliatrice. Luigi Variara era arrivato all'Oratorio di malavoglia, provenendo da Viarigi, un paese nell'Asti immerso nel verde Monferrato. Un'immaginaria o reale sera nebbiosa d'inverno vede l'Oratorio di Torino-Valdocco popolato da ottocento ragazzi che gridano e si rincorrono nel gioco frenetico, e Luigi Variara era sbarcato tra la turba scatenata di Valdocco. All'inizio del soggiorno a Valdocco, Luigi passò giorni spauriti e desolati. Il ragazzo Luigi Variara scrisse di aver udito improvvisamente gridare il nome di Don Bosco da più parti, e i ragazzi si gettarono istintivamente verso Don Bosco circondandolo come uno sciame d'api. Don Bosco appariva esausto di forze il venti dicembre 1887, data in cui gli rimanevano quaranta giorni di vita, e Luigi Variara riuscì ad avvicinarsi a Don Bosco e a vederlo chiaramente. Luigi Variara vide Don Bosco alzare il suo dolce sguardo e fissarlo a lungo su di lui, considerando quel giorno uno dei più felici della sua vita. Luigi Variara era certo di aver conosciuto un santo, ed era certo che Don Bosco avesse scoperto nella sua anima qualcosa noto solo a Dio e a Don Bosco. Ciò che conquistò Luigi fu la musica, e il compagno di scuola Emilio Rossetti ricorda che Luigi aveva una bella voce di contralto. Il maestro Dogliani preparò Luigi e lo fece entrare nel gruppo dei cantori.
Il 1891 fu l'anno decisivo della vita di Luigi Variara. Raccogliendosi in preghiera e riflessione, Luigi capì che diventare salesiano significava dedicare tutta la vita a Dio e alle persone affidategli, non scegliere un mestiere. Nel 1891 arrivarono lettere di molti missionari, tra cui giunsero cinque lettere di Don Unia, missionario tra i lebbrosi di Agua de Dios in Colombia. Le lettere di Don Unia narravano l'eroismo quotidiano per donare gioia e speranza cristiana a ragazzi e adulti malati di lebbra. Il due ottobre 1892, all'età di diciassette anni, Luigi Variara fece il voto perpetuo di castità, povertà e obbedienza. Il voto fu fatto inginocchiato davanti al beato Don Rua, e Luigi chiese di essere mandato nelle missioni. Luigi iniziò gli studi per il sacerdozio a Torino-Valsalice nel seminario salesiano per le missioni estere.
La chiamata per le missioni e la partenza per la Colombia
Nel mese di maggio del 1894 arrivò a Valsalice il missionario Don Unia, ammalato e stanco. Don Unia si sentiva prossimo alla fine ed era venuto in Italia per cercare giovani salesiani che prendessero il suo posto tra i lebbrosi. Luigi Variara scrisse su un bigliettino il suo desiderio di partire per la Colombia chiedendo tale grazia alla Madonna, e collocò il bigliettino sul cuore della Madonna, tra la Madonna e il Bambino. All'inizio della novena Don Unia arrivò a Valsalice per scegliere a nome di Don Rua il suo missionario tra i chierici, e vi erano centottantotto chierici che avevano la stessa aspirazione di Luigi. Don Unia si fermò davanti a Luigi Variara dicendo "Questo è il mio". Don Unia chiamò Luigi in disparte chiedendogli se voleva andare in Colombia nel lazzaretto di Agua de Dios, e Luigi rispose di sì con un'allegria che sembrava un sogno, attribuendo la grazia a Maria Ausiliatrice. Seguirono un rapido addio al paese e alla famiglia e quaranta giorni di viaggio. Il viaggio comprese la traversata dell'Oceano Atlantico, un viaggio in battello di mille chilometri sul fiume Maddalena e quattro giorni a cavallo fino ad Agua de Dios. Don Variara scrisse dell'arrivo quasi improvviso e della grande festa fatta dai lebbrosi, i quali parevano quasi guariti alla sola vista di Don Unia, che amavano veramente molto.
L'arrivo ad Agua de Dios avvenne il sei agosto 1894. Ad Agua de Dios vivevano in quel momento seicentoventi ammalati di lebbra e altrettanti familiari sani degli infermi. Il clima di Agua de Dios era asciutto e ardente, attorno ai trentacinque gradi. All'arrivo di Don Luigi lavoravano tra i malati tre salesiani, ovvero Don Unia che fu l'iniziatore, Don Raffaele Crippa e il salesiano laico Giovanni Lusso. Don Raffaele Crippa sarebbe diventato l'amico e il confidente di Don Luigi. Da due anni erano presenti le Suore della Presentazione, operanti nell'ospedale per i casi più gravi. Le Suore della Presentazione si dedicavano alle bambine ammalate e sane e avevano avviato un fiorente gruppo di Figlie di Maria. La lebbra era all'epoca una parola spaventosa e chi veniva contagiato era marchiato per sempre e isolato da tutti. Don Luigi osservò che quasi tutti i lebbrosi venivano condotti nel paese-lazzaretto dalla polizia contro la loro volontà e scaricati lì come in un ergastolo. I lebbrosi guariti e i figli sani dei lebbrosi non sono quasi mai riaccettati nella società, e il pericolo maggiore per i lebbrosi è la disperazione. Prima dell'arrivo di Don Unia l'ubriachezza era una condizione normale ad Agua de Dios, e prima dell'arrivo di Don Unia i suicidi erano molto frequenti ad Agua de Dios. Successivamente il paese di Agua de Dios è diventato un luogo civile con negozi, attività artigianali, chiesa, scuola, dispensario medico e centro sociale, e il centro sociale di Agua de Dios è gestito dagli stessi lebbrosi.
La musica, l'ordinazione sacerdotale e l'apostolato
Don Unia ha chiamato Don Luigi affinché portasse canti e musica per dare vita e allegria ad Agua de Dios. L'otto settembre 1894 il primo gruppetto di ragazzi lebbrosi canta insieme a Don Luigi il brano Sei pura, sei pia, sei bella, Maria. L'otto settembre 1897 la banda musicale dei ragazzi lebbrosi dà il suo primo concerto davanti alle autorità e alla gente, e il concerto della banda musicale dei ragazzi lebbrosi riscuote un successo enorme. Tra l'otto settembre 1894 e l'otto settembre 1897 si collocano la lunga pazienza e il vero eroismo di Don Luigi. Don Luigi ha ottenuto gli strumenti musicali da un battaglione militare, e ha superato ogni ripugnanza a imboccare gli strumenti usati dai suoi ragazzi per insegnare loro a suonarli. La banda musicale rallegra i giorni festivi portando allegria e speranza, e un lebbroso scrive che la banda rende amene le lunghe ore della stanca esistenza e addolcisce il veleno da trangugiare. Don Unia è morto quasi improvvisamente il nove dicembre 1895. Due mesi prima di morire, Don Unia ha tracciato alcune righe per Don Luigi prevedendo che forse avrebbe ricevuto la sua corona, ed esortando Don Luigi a studiare, pregare e ricordare di non essere dimenticato nelle sue preghiere. Don Crippa scrive a Don Rua a Torino che Don Variara sta organizzando la Compagnia di San Luigi. Don Variara dà lezioni di religione nella scuola pubblica, studia, canta, lavora, suona e gode di buona salute, e un'anziana lebbrosa descrive Don Variara come un modello di virtù, una creatura angelica e un essere non comune.
Il ventiquattro aprile 1898 Don Variara è ordinato sacerdote dall'Arcivescovo di Bogotà all'età di ventitré anni. Don Variara torna rapidamente da Bogotà ad Agua de Dios desiderando riprendere il suo posto inosservato. Al guado del fiume Bogotà, a quindici chilometri da Agua de Dios, esplode un mortaretto e si leva un'immensa acclamazione per il suo ritorno. I lebbrosi sono venuti ad accogliere Don Variara all'altra riva del fiume accompagnandolo con grida festose, abbracci ed evviva, e all'arrivo in paese Don Variara viene accolto dal suono della sua banda. L'accoglienza di Don Variara termina in chiesa con canti di ringraziamento al Signore, e Don Variara celebra la sua prima Messa il primo maggio con una festa indescrivibile. Un lebbroso scrive che nel giorno della prima Messa nessuno ricordava di trovarsi nella città del dolore. La missione di Don Luigi riprende nell'oratorio con i ragazzi, nella scuola e tra i cantori e i bandisti, e Don Luigi acquisisce due nuovi ambienti per la sua missione che sono l'altare e il confessionale. Don Crippa scrive che Don Luigi passa ogni giorno quattro o cinque ore al confessionale, è molto dimagrito e teme che non resista. Nel confessionale Don Luigi porta la parola e il perdono di Dio e viene in contatto con le miserie e le grandezze più segrete.
La fondazione della congregazione e la prova della croce
Tra le giovani Figlie di Maria, Don Variara scopre numerose anime capaci di forte impegno spirituale disposte a offrire la vita al Signore, e le giovani individuate sono lebbrose o figlie di lebbrosi e vengono definite angeli. Don Variara aveva conosciuto a Valsalice Don Andrea Beltrami, sacerdote salesiano colpito da tisi che si era offerto vittima a Dio per i peccatori. Nel confessionale Don Variara comincia a indicare ad alcune giovani la strada di fare della propria malattia un apostolato e mettere la vita a disposizione di Dio. Don Angelo Bianco scrive che la prima tra le Figlie di Maria a emettere il voto di consacrazione vittimale al Sacro Cuore di Gesù fu la trentenne lebbrosa Oliva Sanchez, la quale divenne preziosa collaboratrice di Don Variara. Pochi giorni dopo Oliva Sanchez, anche Limbania Rojas, anch'essa lebbrosa, seguì la sua consacrazione. Dal 1901 al 1904 furono ventitré le Figlie di Maria che fecero il voto di consacrazione vittimale. Senza alcun chiasso nasceva così l'Istituto delle Suore del Sacro Cuore di Gesù. Le lebbrose o figlie di lebbrosi non sarebbero state accettate da nessuna altra congregazione. Le suore comunicarono la loro iniziativa e il loro Regolamento all'Arcivescovo di Bogotà, il quale approvò il Regolamento e le esortò ad essere sante religiose. Le suore scrissero anche a Don Rua presentandosi come povere giovani colpite dalla lebbra e violentemente separate dai genitori. Don Luigi Variara ha offerto santi incoraggiamenti e pietose industrie di fronte ai dolori del corpo e dell'anima. Alcune persone si sono persuase che fosse volontà del Sacro Cuore di Gesù offrirsi come vittime di espiazione seguendo l'esempio del salesiano Don Andrea Beltrami. È stata formata la piccola famiglia delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù legate dai tre Voti, e la congregazione si dedica al servizio di Dio e dei fratelli, in particolare dei bambini dell'Asilo. Don Rua rispose all'istituzione definendola bella e stabilendo che doveva conservarsi, e Don Variara si sentì rivolgere le ultime parole consolanti di un prete crocifisso.
Su Don Variara e sulla congregazione nascente si scatenò una bufera di ostacoli, calunnie e intralci. Don Variara fu allontanato da Agua de Dios. A Don Variara fu proibito di scrivere alle sue suore e fu allontanato dalla Colombia. Il calvario di Don Variara fu lungo, sopportato con pazienza, in silenzio e donato a Dio per la crescita delle figlie spirituali, le quali vissero e prosperarono. La superiora Madre Lozano scrisse che umanamente non avevano difese ma il Signore le salvò con la sua misericordia. Gli ultimi dieci anni della vita di Don Variara furono segnati dalla sofferenza inflitta anche da persone consacrate a Dio. Don Variara scrisse alle figlie spirituali esortandole a santificare gli istanti di vita rimanenti per un raccolto eterno. Don Variara espresse gioia pensando al cielo e alla felicità eterna, e raccomandò alle figlie di vivere unite nello spirito, obbedienti, umili, puri, mortificati per amore. Don Variara assicurò che non le lasciava orfane e che le sue preghiere erano incessanti per vederle tutte sante. Don Luigi Variara morì il primo febbraio 1923 a soli quarantotto anni, lontano e apparentemente dimenticato da tutti a Cúcuta, in Colombia. Nel 1964 il Papa Paolo VI riconobbe la congregazione tra quelle di diritto pontificio, fiorente di centinaia di religiose. Nell'aprile 1993 le virtù di Don Luigi Variara sono state riconosciute eroiche dalla Chiesa, e il Papa Giovanni Paolo II ha proclamato Don Luigi Variara Beato il quattordici aprile 2002 come sacerdote della Società di San Francesco di Sales.
Il cammino di fede
Il cammino spirituale del Beato Luigi Variara ha inizio nel Piemonte del diciannovesimo secolo. Nato a Viarigi nel 1875, ebbe la grazia di incontrare San Giovanni Bosco nel 1887, entrando nell'Oratorio di Valdocco. Quell'incontro segnò profondamente il suo destino, orientando il suo cuore verso l'ideale salesiano. Dopo aver compiuto gli studi presso la casa di Torino Valsalice, emise i voti perpetui come salesiano nel 1892, consolidando il suo desiderio di servire Dio nella povertà e nell'obbedienza. La chiamata missionaria lo condusse ben presto lontano dalla sua terra d'origine, verso la Colombia, dove giunse nel 1894.
Destinato al lazzaretto di Agua de Dios, Luigi Variara comprese che la sua missione non sarebbe stata soltanto quella di un sacerdote che amministra i sacramenti, ma quella di un fratello capace di condividere la sorte degli ultimi. A Bogotà, nel 1898, ricevette l'ordinazione sacerdotale, un passo che confermò la sua totale dedizione al servizio della Chiesa. In quel luogo di profonda sofferenza umana, egli vide la necessità di creare una struttura che potesse sostenere la dignità dei malati. Fondò dunque l'Istituto delle Suore dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, un'opera nata per portare conforto spirituale e assistenza concreta a chi era colpito dalla lebbra. La sua attività si svolse tra Bogotà e Cúcuta, dove si spense nel 1923, lasciando una traccia indelebile di carità operosa. La sua vita, spesa interamente tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, è un richiamo costante alla vicinanza di Dio verso chi soffre, una testimonianza di come l'amore cristiano sappia farsi carne e presenza viva nelle periferie del mondo, trasformando il dolore in un'offerta gradita al Signore.
Il ricordo e la venerazione
Il culto del Beato Luigi Variara è vivo nella Chiesa universale come modello di carità pastorale e di dedizione verso gli infermi. La sua memoria liturgica, celebrata il primo febbraio, invita i fedeli a riflettere sulla forza trasformante della carità, capace di superare ogni barriera di isolamento sociale. Il riconoscimento ufficiale della sua santità è avvenuto il 14 aprile 2002, quando Papa Giovanni Paolo II lo ha annoverato tra i beati, sancendo il valore esemplare della sua opera in terra colombiana.
La venerazione verso il Beato Luigi Variara è particolarmente sentita da quanti si dedicano alla cura dei malati e dai membri della famiglia salesiana, che vedono in lui un esempio luminoso di fedeltà al carisma di Don Bosco. Egli è riconosciuto come patrono dei lebbrosi, titolo che ne sintetizza la missione di accoglienza e di speranza rivolta a chi, nel corpo e nello spirito, vive l'esperienza della solitudine. La sua figura continua a ispirare preghiere e atti di carità, ricordando a ogni cristiano che il servizio verso il prossimo, specialmente quando è segnato dalla fragilità, è la via maestra per incontrare il volto misericordioso di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Luigi Variara?
La memoria liturgica del Beato Luigi Variara si celebra il primo febbraio.
Di cosa è patrono il Beato Luigi Variara?
I fatti forniti non menzionano specifici patronati ufficiali del Beato Luigi Variara.
Nella città di Cúcuta in Colombia, beato Luigi Variara, sacerdote della Società di San Francesco di Sales, che si dedicò con ogni mezzo e premura ai lebbrosi, fondando le Suore Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria. — Martirologio Romano