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18 agosto

Beato Martino Martinez Pascual

Sacerdote e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la vocazione

Martín Martínez Pascual nacque l'undici novembre 1910 a Valdealgorfa, comune situato nella provincia spagnola di Teruel e nella diocesi di Saragozza. I suoi genitori erano Martín Martínez Callao, che faceva il carpentiere, e Francisca Pascual Amposta. Il bambino venne battezzato il giorno dopo la sua nascita. Da bambino era molto vivace e allo stesso tempo molto religioso, capace di incoraggiare gli altri ragazzi a comportarsi bene e di pregare insieme a loro, mostrando spiccate doti da trascinatore. I genitori avrebbero voluto che entrasse nella Guardia Civil, la polizia di stato spagnola. Martín voleva invece diventare sacerdote, seguendo l'esempio del parroco don Mariano Portolés Piquer. Su invito del parroco, entrò nel Seminario Minore della diocesi di Saragozza situato a Belchite. Durante gli studi filosofici a Saragozza ridusse la sua vivacità iniziale. A questa svolta contribuirono due sacerdoti della Fraternità degli Operai Diocesani, don José Pascual Carda Saporta e don Vicente Lores Palau. Nel 1934, completato il quarto anno di teologia e con l'autorizzazione dell'arcivescovo, chiese di entrare nella Fraternità degli Operai Diocesani.

Il ministero sacerdotale

Il giovane fu ordinato suddiacono il quattro novembre 1934, diacono il dieci febbraio 1935 e infine sacerdote il quindici giugno 1935 dal vescovo di Tortosa. La sua unica destinazione fu il Collegio San José de Murcia come educatore, mentre contemporaneamente fu incaricato di insegnare latino al Seminario di San Fulgencio. La disciplina nel Collegio era piuttosto rilassata prima del suo arrivo, ma l'amministratore del collegio, ormai anziano, definì provvidenziale la sua assegnazione. Grazie al suo zelo, Martín riuscì a rafforzare la disciplina scolastica. Mentre gli altri professori arrivavano tardi e se ne andavano subito dopo la fine della lezione, don Martín entrava in classe insieme agli alunni. Gli alunni di don Martín erano riconosciuti come tra i migliori del Seminario. Terminato l'anno scolastico, si recò a Tortosa per seguire gli Esercizi Spirituali dal ventisei giugno al cinque luglio 1936. Successivamente si recò in vacanza nel suo paese natale, in un periodo in cui stavano scoppiando la guerra civile spagnola e una violenta persecuzione antireligiosa.

La persecuzione e l'arresto

Fino al ventisei luglio poté vivere apertamente a Valdealgorfa. In quel giorno giunsero a Valdealgorfa alcuni miliziani provenienti da Alcañiz. Consapevole del pericolo mortale, si nascose a casa della cognata Manuela Antolín. Dal nascondiglio riuscì a mettere in salvo le sacre specie custodite nel tabernacolo del convento del paese. Nei giorni successivi fu emanato un bando che imponeva di consegnare i sacerdoti nascosti, pena l'arresto degli uomini della famiglia ospitante, e per questo motivo fu costretto a fuggire nuovamente. Un amico lo nascose nel pagliaio della propria abitazione, dove i persecutori lo cercarono perquisendo la casa senza trovarlo. Per maggiore sicurezza, l'amico lo trasferì in un podere situato a tre chilometri dal paese, facendolo riparare in una caverna. Nella caverna trascorse il tempo rimanente in continua preghiera, preparandosi al martirio. La mattina del diciotto agosto fu pubblicato il terzo bando per la consegna dei sacerdoti e i miliziani catturarono tutti i sacerdoti presenti a Valdealgorfa tranne don Martín. A causa della sua assenza, fu arrestato suo padre. Prima di essere preso, il padre mandò ad avvisare il figlio tramite l'amico Venancio affinché fuggisse.

La testimonianza e il martirio

Don Martín reagì correndo alla sede del Comitato cittadino portando con sé il Santissimo Sacramento. Un miliziano cercò di convincerlo a fuggire per salvarlo, ma don Martín rispose che non poteva accettare che suo padre soffrisse al suo posto e che desiderava condividere la sorte degli altri sacerdoti prigionieri. Arrivato al Comitato, un soldato tentò di proteggerlo spacciandolo per uno studente, ma lui dichiarò la sua vera identità, abbracciò il soldato e gli chiese di dire ai suoi familiari di perdonare i suoi assassini. Affermò di voler morire martire insieme ai suoi compagni e subito dopo distribuì la Comunione ai presenti. Intorno alle sei del pomeriggio i sette sacerdoti uscirono scortati da due file di miliziani armati verso la Plaza del Convento di Valdealgorfa, passando accanto a cumuli di oggetti religiosi dati alle fiamme. Arrivati in piazza, davanti alla cappella della Madonna del Buon Successo che fungeva da carcere, furono fatti salire su un camion dove si trovavano già altri sei prigionieri. Mentre saliva sul camion, un bambino a cui aveva promesso un giocattolo a forma di cavallo iniziò a piangere chiamandolo. Don Martín lo rassicuró dicendogli che gli avrebbe mandato un cavallo dal cielo, migliore di quelli di Murcia. Il camion si fermò nei pressi del cimitero cittadino, lungo la strada per Alcañiz. Il plotone d'esecuzione dispose i prigionieri di spalle, ma don Martín si voltò. Un fotografo tedesco di nome Hans Gutmann, che prese successivamente la nazionalità spagnola e cambiò nome in Juan Guzmán, immortalò don Martín con la sua macchina fotografica dopo essere rimasto impressionato dal suo atteggiamento. Prima di sparare, i soldati chiesero a don Martín se avesse un ultimo desiderio. Don Martín rispose che non voleva altro che dare la benedizione ai soldati affinché Dio non imputasse loro la follia che stavano per compiere. Dopo aver benedetto i soldati, don Martín aggiunse la richiesta di lasciarlo gridare con tutte le sue forze viva Cristo Re. Mentre gridava la sua professione di fede, don Martín venne fucilato a fianco di Manuel Fuster Pellicer, un sacerdote ordinato il due luglio di quell'anno, per il quale si è svolto ugualmente il processo sul martirio. La morte di Martino Martínez Pascual avvenne il diciotto agosto 1936, ed egli ricevette la corona di gloria presso Alcañiz, nel territorio di Tortosa in Spagna, nella medesima circostanza e nello stesso giorno.

La beatificazione e la memoria

La causa di beatificazione per martirio di don Martín è stata unita a quella di altri otto confratelli dei Sacerdoti Operai Diocesani, un gruppo capeggiato da padre Pedro Ruiz de Los Paños. Tutti e nove i confratelli sono stati beatificati il primo ottobre 1995. La fotografia scattata da Gutmann fu pubblicata sul quotidiano spagnolo El Pais il ventitré febbraio 2006, con la didascalia Siétamo (Huesca), agosto 1936. Sacerdote catturato dalle forze repubblicane, alcuni attimi prima di essere fucilato. La fotografia fu riprodotta sui santini contenenti la preghiera per chiedere l'intercessione di don Martín. Una di queste immagini giunse nelle mani del teologo spagnolo don Pablo Domínguez Prieto durante un congresso a Mosca. Don Pablo Domínguez Prieto rimase talmente interessato dall'immagine da tenerla in bella vista nel suo studio. Alcuni Legionari di Cristo andarono a trovare don Pablo nel suo studio e gli domandarono se fosse lui nella foto. Con ammirazione, il sacerdote don Pablo raccontò ai Legionari di Cristo la vicenda di don Martín. Tempo dopo, don Pablo rimase vittima di un incidente in montagna. Nel docufilm L'ultima cima, che parla di don Pablo, una sequenza è dedicata alla fotografia che lo aveva colpito. La storia di don Martín, uno dei numerosissimi sacerdoti caduti durante la persecuzione della guerra civile, ha avuto un insperato rilancio grazie al docufilm. Secondo il Martirologio, il beato Martino Martínez Pascual nacque a Valdealgorfa, in Spagna, l'undici novembre 1910. Martino Martínez Pascual era sacerdote e martire, membro della Società dei Sacerdoti Operai Diocesani.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Martino Martínez Pascual?

La sua ricorrenza liturgica si celebra il diciotto agosto, giorno in cui subì il martirio.

Presso Alcáñiz nel territorio di Tortosa in Spagna, beato Martino Martínez Pascual, sacerdote e martire, che, membro della Società dei Sacerdoti Operai Diocesani, nella medesima circostanza e nello stesso giorno ricevette anch’egli la corona di gloria. — Martirologio Romano