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21 novembre

Beato Nicolò Giustiniani

Monaco

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita monastica e il matrimonio

Il cammino del beato Nicolò Giustiniani ebbe inizio nel dodicesimo secolo tra le mura del monastero di san Nicolò del Lido di Venezia, dove egli vestì l'abito religioso. La storia della sua famiglia subì una svolta radicale quando la tradizione narra la morte di tutti i discendenti maschi dei Giustiniani, periti a Costantinopoli o nel mare Egeo durante la spedizione intrapresa dal doge Vital Micheli II. Per evitare l'estinzione della famiglia, il doge chiese e ottenne dal Pontefice Alessandro III la dispensa dai voti per Nicolò. Uscito dal monastero, egli sposò Anna Michela, figlia del doge Michele, e la coppia accolse la nascita di sei figli, quattro maschi e due femmine, adempiendo con dedizione al disegno della Provvidenza.

Il ritorno al chiostro e il transito

Dopo aver cresciuto la prole e in piena concordia con la moglie Anna Michela, intorno al 1160 il beato Nicolò Giustiniani scelse di riprendere la via della consacrazione, tornando a farsi monaco per vivere in penitenza nel monastero di San Nicolò al Lido. La moglie decise a sua volta di abbracciare la vita religiosa, dapprima ricevendo il velo nel monastero di San Biagio della Giudecca e in seguito fondando il monastero di San Adriano di Torcello. Nicolò visse nel ritiro monacale per circa venti anni, spegnendosi nel medesimo monastero di San Nicolò al Lido intorno al 1180, serbando nel cuore la fedeltà al Signore.

Il ritrovamento delle spoglie e la venerazione

Inizialmente il beato Nicolò fu sepolto sotto terra nel cimitero comune dei monaci, ma in seguito i suoi resti mortali vennero traslati nella parete di una cappella della sacrestia del medesimo monastero. Un evento significativo accadde l'undici marzo 1736, quando fu rinvenuta una cassa di piombo che recava l'eloquente iscrizione con le parole Ossa del venerabile Servo di Dio, Nicolò Giustiniano. Tale cassa di piombo custodiva al proprio interno una ulteriore cassa di legno, nella quale riposavano le ossa ben conservate del beato. Entrambi i coniugi Giustiniani godettero da sempre di una profonda fama di santità a Venezia, venendo costantemente indicati e raffigurati come beati nelle immagini presenti in diverse chiese della città e ricordati dagli autori locali fin dal secolo decimosettimo, tra i quali l'abate Bartolomeo di San Nicolò al Lido che indicò Nicolò come beato confessore.

Domande frequenti

Quando si festeggia il beato Nicolò Giustiniani?

La festività è collocata il ventuno novembre secondo il menologio del benedettino Gabriele Bucelino, mentre il supplemento redatto da Padre Robert Schindele unisce la memoria del beato Nicolò e della beata Anna Michiel al diciassette luglio.

Chi era la moglie del beato Nicolò Giustiniani?

La moglie del beato Nicolò fu Anna Michela, figlia del doge Michele, la quale divenne in seguito religiosa nel monastero di San Biagio della Giudecca e fondatrice del monastero di San Adriano di Torcello.