14 gennaio
Beato Pietro Donders
Sacerdote redentorista
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il disegno d'amore del Creatore e la vocazione umana
L'uomo non può vivere senza amore, poiché l'amore è la forza fondamentale che anima tutte le altre energie. Dio, creatore dell'uomo, gli propone una vita d'amore. La ragione più alta della dignità dell'uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio. Fin dal suo nascere l'uomo è invitato al dialogo con Dio. L'uomo è stato creato per amore da Dio ed è da Dio sempre per amore conservato. L'uomo non vive pienamente secondo verità se non riconosce liberamente e non si affida al suo Creatore, secondo quanto affermato dal Concilio Ecumenico Vaticano II nella Gaudium et spes.
Sant'Ignazio di Loyola afferma che l'amore sta nel reciproco scambio dei beni. Nella visione di Sant'Ignazio, la persona che ama dà e trasmette a quella amata ciò che ha, o parte di essa, o ciò che può dare. Nella visione di Sant'Ignazio, la persona amata agisce nello stesso modo nei riguardi di chi la ama. Sant'Ignazio spiega che se una persona ha cognizioni, onori o ricchezze, li comunica a chi non ne ha, e viceversa. Dio è descritto come eterna beatitudine, vita immortale e luce senza tramonto. Dio vuole trasmettere agli uomini la gloria della propria vita beata.
Il disegno divino si manifesta nell'opera della creazione, dell'elevazione alla grazia e soprattutto della Redenzione dopo la caduta dell'uomo. Le magnificenze del creato manifestano l'amore di Dio. San Francesco d'Assisi invita alla lode attraverso il Cantico delle Creature. San Francesco loda il Signore per tutte le creature, specialmente per frate sole che illumina il giorno ed è bello e radiante con grande splendore portando la significazione dell'Altissimo. San Francesco loda il Signore per sora luna e le stelle formate chiare, preziose e belle in cielo. San Francesco loda il Signore per frate vento, per l'aria e per il nuvolo. San Francesco loda il Signore per sor'acqua, utile, umile, preziosa e casta. San Francesco loda il Signore per frate focu, che allumina la notte ed è bello, giocundo, robustoso e forte. San Francesco loda il Signore per sora nostra matre Terra, che ci sustenta e governa e produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba. San Francesco esorta a lodare, benedicere, ringraziare e servire il Signore con grande umiltà.
Per conquistare il cuore dell'uomo, Dio è giunto al dono totale di Se stesso oltre a immetterlo nel possesso delle meraviglie dell'universo. Il Padre celeste ha dato il suo proprio Figlio all'umanità. Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo affinché gli uomini avessero la vita per lui, come citato nella Prima Lettera di Giovanni. Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unigenito Figlio affinché chiunque crede in lui non muoia ma abbia la vita eterna, secondo il Vangelo di Giovanni. Dandoci suo Figlio, Dio ci dà tutti i beni possibili tra cui la sua grazia, il suo amore e il paradiso. Dio ha permesso che suo Figlio morisse sulla croce per i nostri peccati.
Non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi mandando suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati, secondo la Prima Lettera di Giovanni. Dio dimostra il suo amore verso di noi poiché Cristo è morto per noi mentre eravamo ancora peccatori, come riportato nella Lettera ai Romani. Il Figlio asseconda perfettamente le intenzioni del Padre. Dal primo istante della sua Incarnazione, Gesù abbraccia il disegno d'amore redentore del Padre dicendo di venire per fare la sua volontà, come citato nella Lettera agli Ebrei. Il sacrificio di Gesù per i peccati di tutto il mondo è l'espressione della sua comunione d'amore con il Padre. Il Padre ama Gesù perché egli offre la sua vita, secondo il Vangelo di Giovanni. Gesù afferma di voler far sapere al mondo che ama il Padre e che fa ciò che il Padre gli ha comandato, come riportato nel Vangelo di Giovanni.
Con la sua obbedienza fino alla morte, Gesù ha compiuto la profezia di Isaia sul Servo sofferente che offre la sua vita in espiazione. L'amore sino alla fine conferisce valore di redenzione, riparazione, espiazione e soddisfazione al sacrificio di Cristo, secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica. L'amore di Cristo ci spinge, secondo la Seconda Lettera ai Corinzi. L'amore manifestato da Gesù sofferente induce gli uomini a ricambiare l'amore con l'amore e a realizzare il reciproco scambio dei beni di cui parla Sant'Ignazio. Gesù ha tracciato la via affinché gli uomini ne seguano le orme, secondo la Prima Lettera di Pietro. Il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 618 afferma che Dio vuole associare al suo sacrificio redentore quelli stessi che ne sono i primi beneficiari, in maniera eminente per sua Madre. San Giovanni Eudes afferma che dobbiamo sviluppare continuamente in noi e completare i misteri di Gesù pregandolo di portarli a compimento. Tutti i santi sono stati chiamati a completare nella loro carne ciò che manca ai patimenti di Cristo a favore della Chiesa.
La giovinezza e la chiamata al sacerdozio
Pietro Donders nasce il 27 ottobre 1809 come scolaro di ventidue anni secondo il testo, e viene registrato ufficialmente come nato a Tilburg in Olanda il 27 ottobre 1809. La famiglia di Pietro abita in una catapecchia di legno nella periferia di Tilburg, nei Paesi Bassi. Pietro compie gli studi elementari e in seguito aiuta il padre che esercita il mestiere di tessitore. Fin dalla più tenera infanzia Pietro si sente attirato dal sacerdozio. A sette anni Pietro perde la madre. Durante l'assistenza alla madre morente da parte di un sacerdote, Pietro si impadronisce del libro liturgico dicendo che un giorno ne avrà uno così.
Pietro scriverà più tardi di non ringraziare mai abbastanza Dio per averlo preservato dai pericoli e orientato verso Maria, attribuendo a lei la sua vocazione dopo Dio. Pietro deve continuare a lavorare come tessitore per parecchi anni. Pietro scrive al suo parroco per chiedergli di aiutarlo a cominciare a studiare il latino. Il parroco è imbarazzato sul da farsi riguardo alla richiesta di Pietro. Pietro ha già ventidue anni e non era brillante alle elementari.
Dopo molte difficoltà, Pietro siede sui banchi della scuola ed è sottoposto ai lazzi dei giovani alunni. Pietro riesce gradualmente a riscuotere la simpatia di professori, alunni e impiegati. Nel 1839 Pietro entra al seminario maggiore di Haaren con l'intenzione di farsi missionario. Nel seminario incontra Monsignor Giacomo Grooff, vicario apostolico del Suriname. Monsignor Grooff espone ai seminaristi le necessità spirituali del suo vicariato.
Pietro Donders è l'unico seminarista che manifesta l'intenzione di seguire il vicario apostolico, il quale lo accetta. Pietro viene ordinato prete il 5 giugno 1841. Pietro è nominato ufficialmente missionario apostolico il 14 aprile 1842. Pietro raggiunge immediatamente il posto assegnatogli con l'anima traboccante di gioia.
L'arrivo in Suriname e le prime fatiche apostoliche
Il Suriname è un territorio equatoriale del Nord dell'America Meridionale ed è quattro volte più vasto dell'Olanda. All'epoca il Suriname conta centoquarantamila abitanti, di cui ventimila risiedono a Paramaribo, la capitale. Un'immensa foresta popolata di animali selvaggi ricopre quasi tutto il paese. La popolazione del Suriname è cosmopolita, composta da indigeni, creoli, africani, cinesi, arabi, inglesi, tedeschi, francesi e olandesi. L'apostolato di Pietro Donders si esercita a partire da Paramaribo durante i primi quattordici anni.
Il 7 ottobre 1842 Monsignor Grooff conduce Pietro con sé al lebbrosario governamentale di Batavia, situato in una foresta di palme. Arrivano al lebbrosario in battello la sera dell'otto ottobre. Il vicario apostolico benedice i lebbrosi e si reca nella chiesa di legno dove si canta il Padrenostro. Pietro prova un'emozione profonda che gli stringe il cuore alla vista dell'assemblea dei lebbrosi. Pietro osserva che certi malati hanno perso le dita dei piedi o delle mani, altri hanno le gambe gonfie, alcuni non possono parlare a causa della malattia alla lingua e camminano a fatica. Pietro conclude che la malattia dei lebbrosi non è una disgrazia ed è per la maggior parte di essi l'unico mezzo di salvezza. Il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 1501 afferma che molto spesso la malattia provoca una ricerca di Dio e un ritorno a Lui.
Monsignor Grooff e il suo accompagnatore rimangono al lebbrosario fino al 20 ottobre. Un giovane missionario battezza tre bambini e due vecchi. Il missionario fa fare la prima comunione a tre donne anziane e a una ragazzina di undici anni destinata a una morte precoce. Il missionario unisce in matrimonio due malati quasi privi delle dita delle mani. I missionari riconfortano gli infelici che li accompagnano piangendo al battello al momento della partenza.
Monsignor Grooff indica sul fiume un altro campo d'azione ai missionari: le piantagioni di caffè, cotone e canna da zucchero. Nelle piantagioni circa quarantamila africani lavorano duramente come schiavi senza posa sotto la sferza dei guardiani. Gli schiavi delle piantagioni sono condannati a lavorare fino alla morte. I proprietari delle piantagioni diffidano dei missionari cattolici considerati nemici della loro immoralità e della loro vergognosa speculazione. Padre Donders deve affrontare i guardiani delle piantagioni. Padre Donders si allontana sorridendo e formulando voti di prosperità quando viene respinto. Padre Donders prega a lungo e torna ripetutamente dai guardiani per cercare di rabbonirli. Padre Donders riesce a conciliarsi un guardiano che gli permette di agire. Padre Donders si fa ammettere in trentadue bagni penali dove diffonde l'istruzione religiosa tra gli schiavi.
Il numero dei battezzati passa da milletrecento quarantacinque nel 1851 a tremila nel 1866. La preghiera, l'instancabile pazienza e la semplicità del missionario provocano il balzo in avanti dei battesimi. Padre Donders trascorre gran parte dell'anno a Paramaribo a causa dei viaggi apostolici nell'entroterra. A Paramaribo Padre Donders si occupa di circa duemila cattolici della capitale. Padre Donders diventa il padre di tutti grazie alla sua carità e distribuisce ai poveri tutto ciò che possiede.
Padre Donders usa stratagemmi per far aprire la borsa al proprio vescovo quando non ha più nulla. Il vescovo rimprovera Padre Donders dicendogli che non fa che dare e chiedendogli cosa farà dopo la sua morte. Padre Donders risponde al vescovo che Dio non muore mai. Padre Donders vende l'orologio a un rigattiere per soccorrere una famiglia bisognosa quando gli rimane solo quello. Il rigattiere commosso vuole restituire l'orologio ma non trovando Padre Donders lo consegna al vescovo. Il vescovo sorteggia l'orologio regalato tra i commensali durante il pasto. L'orologio capita a Padre Donders che ringrazia con un sorriso.
Nel 1843, durante un'epidemia di colera, Padre Donders si sacrifica oltre le proprie forze senza essere colpito dal male. Sette anni dopo lo scoppio del colera, Padre Donders viene colpito dalla febbre gialla. Padre Donders passa quattro settimane tra la vita e la morte prima di ristabilirsi dalla febbre gialla.
Il ministero tra i lebbrosi e la vita religiosa
Il vescovo chiede ai suoi missionari chi andrebbe volentieri a Batavia dove il governo fa ammassare i lebbrosi. Padre Donders risponde immediatamente di voler andare a Batavia. Padre Donders trascorre ventotto anni fra i lebbrosi in un posto dove nessuno era mai resistito per più di due anni. Un soldato di stanza nel Suriname testimonia che Padre Donders ha fatto per i lebbrosi ciò che nessun altro al mondo avrebbe potuto fare. Padre Donders rifiuta di far dare un'occhiata alle baracche a un giovanotto per evitare di mostrargli un orrore insopportabile. Padre Donders sormonta quotidianamente lo spettacolo insopportabile del lebbrosario per oltre un terzo della sua esistenza.
I battelli sbarcano nel lebbrosario nuovi lebbrosi che urlano di disperazione per il luogo senza uscita. I nuovi lebbrosi si placano improvvisamente alla vista del viso livido e scarno di Padre Donders. Padre Donders accoglie i nuovi arrivati con bontà negli occhi, sorriso sulle labbra e parole di incoraggiamento. Padre Donders conduce i nuovi arrivati nelle capanne e porta loro dolci e rinfreschi. Padre Donders invita i nuovi lebbrosi a rallegrarsi dichiarandosi loro amici. Padre Donders istruisce i lebbrosi nella religione, li aiuta a pregare e li cura. Padre Donders imbocca i lebbrosi che non hanno più mani. Padre Donders rifiuta di assistere agli interventi chirurgici a causa della sua repulsione per la vista del sangue.
Nel 1867, all'età di cinquantasette anni, dopo sei mesi di noviziato, Donders emette la professione religiosa nella Congregazione dei Redentoristi. Eventi imprevisti conducono Donders alla vita religiosa, ma egli non nasconde la gioia di esservi ammesso. Nel 1873 il governatore della colonia tenta di sottrarre al contagio i figli dei lebbrosi. Una sommossa scoppia nel lebbrosario quando si cerca di strappare con la forza i bambini ai genitori. Padre Donders chiede ai soldati di ritirarsi e si rivolge alla folla esortando a non lasciare morire i figli di lebbra. Le madri si separano dai piccoli in seguito all'appello di Padre Donders. Un solo cinese fugge con il proprio bambino deciso a ucciderlo piuttosto che separarsene. Donders viene raggiunto e convinto da qualcuno.
L'evangelizzazione dei Caribi e il compimento della missione
Oltre all'apostolato presso i lebbrosi, Donders si consacra alla conversione della tribù dei Caribi, descritti come selvaggi e cannibali. Per evangelizzare i Caribi bisogna raggiungerli nelle foreste o nelle paludi e poi avvicinarli con dolcezza. Gli indigeni ascoltano senza difficoltà quando si parla loro del cielo, dell'inferno, dell'eterna salvezza e di Gesù Redentore. Quando il missionario espone la morale cristiana, gli indigeni diventano sordi a causa dell'abitudine alla poligamia e ai vizi. Gli stregoni, considerati nemici irriducibili, dicono agli indiani che i loro figli moriranno se verranno battezzati. A causa delle minacce degli stregoni, gli indigeni nascondono la prole all'arrivo del missionario. Padre Donders riesce comunque a convertire parecchi stregoni. L'esempio dei convertiti viene presto seguito da altri, al punto che un testimone afferma che quasi tutti gli indiani della regione hanno abbracciato la fede.
Nel gennaio del 1883, la Provvidenza permette che Padre Donders venga allontanato dal suo campo d'apostolato per completare la sua somiglianza con Gesù. Alcuni lebbrosi, guidati da un certo Giuseppe rimproverato da Padre Donders per la sua condotta scandalosa, si recano dal vescovo. I lebbrosi chiedono con insistenza l'allontanamento del missionario con il pretesto che è troppo vecchio. Il vescovo accetta la richiesta di allontanare Padre Donders. Nel novembre del 1885, Padre Donders viene rimandato a Batavia per far fronte a urgenti necessità. Padre Donders termina la sua vita a Batavia, in mezzo ai lebbrosi che lo accolgono in ginocchio.
Nel dicembre del 1886, Padre Donders viene colpito da una grave nefrite. Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 1887, Padre Donders chiede gli ultimi sacramenti. Gli ultimi sacramenti vengono somministrati a Padre Donders da un Padre Redentorista lebbroso. Il 12 gennaio, il malato dice al medico che morirà venerdì verso le tre pomeridiane. La dichiarazione sulla morte è una profezia che si avvera. Padre Donders spira venerdì 14 gennaio alle tre e mezzo pomeridiane. Tutti i lebbrosi piangono la morte di Padre Donders, inclusi quelli che anni prima avevano voluto allontanarlo da Batavia.
Il 23 maggio 1982 il Papa ha innalzato all'onore degli altari cinque beati, tra cui Padre Pietro Donders. Il Papa ha affermato nell'omelia del 23 maggio 1982 che i beati offrono un vero riflesso dell'amore di Dio e del sacrificio redentore. Il Papa ha dichiarato che Padre Donders ha mostrato con l'esempio della sua vita che l'annuncio della Buona Novella deve trovare conferma in un'autentica vita evangelica e d'amore concreto verso il prossimo. Il Martirologio ricorda a Batavia nel Suriname il beato Pietro Donders, sacerdote della Congregazione del Santissimo Redentore, dedito alla cura dei corpi e delle anime dei lebbrosi.
Il cammino missionario
La vocazione di Pietro Donders ebbe inizio nella sua città natale di Tilburg, per poi trovare compimento nell'ordinazione sacerdotale avvenuta nel 1841. Consapevole della missione che lo attendeva, egli lasciò i Paesi Bassi per dedicarsi interamente alla cura delle anime in Suriname, un territorio segnato da profonde sofferenze sociali. Giunto a Paramaribo, il suo ministero si intrecciò immediatamente con la realtà dolorosa degli schiavi impiegati nelle piantagioni. Per loro, Pietro non fu soltanto un sacerdote che amministrava i sacramenti, ma un fratello che condivideva la fatica e cercava di alleviare il peso di una condizione disumana, offrendo conforto spirituale e sostegno materiale.
La dedizione di Pietro si spinse oltre, arrivando a toccare le vite delle tribù indigene Caribi, ai quali portò l'annuncio del Vangelo con pazienza e rispetto. Nel 1867, sentendo il desiderio di radicare più profondamente il proprio servizio in una vita comunitaria, entrò nella Congregazione dei Redentoristi. Questo passaggio segnò una tappa fondamentale nel suo percorso spirituale, confermando la sua volontà di restare fedele al carisma missionario fino alla fine. La sua esistenza si concluse a Batavia nel 1887, luogo che aveva visto il culmine del suo servizio terreno e che rimase per sempre custode della sua memoria.
Il servizio tra i malati
Il tratto più distintivo del ministero di Pietro Donders fu il servizio ventennale presso il lebbrosario di Batavia. In un tempo in cui la lebbra portava con sé l'emarginazione e il terrore, egli scelse deliberatamente di vivere accanto ai malati, offrendo loro cure e dignità. Non si limitò a un intervento sporadico, ma fece della sua dimora presso il lebbrosario la sua vera casa, trasformando la sofferenza in un luogo di incontro con Dio.
La sua presenza tra i lebbrosi non fu un gesto di pietà distaccata, ma un atto d'amore che non temeva il contagio né il rifiuto. Per vent'anni, la sua esistenza fu scandita dalla vicinanza a chi era stato scartato dalla società, diventando per loro l'unico conforto in una vita di stenti. La Chiesa, riconoscendo la santità di questo dono, lo ha elevato agli onori degli altari nel 1982, additandolo come patrono di coloro che soffrono a causa della lebbra. Il suo esempio continua a interrogare il cuore di ogni credente sul significato profondo della carità vissuta nell'umiltà e nella perseveranza.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Pietro Donders?
La memoria liturgica del Beato Pietro Donders si celebra il 14 gennaio.
Quali sono i principali campi d'azione del Beato Pietro Donders?
Il Beato Pietro Donders ha esercitato il suo ministero apostolico in Suriname, dedicandosi in particolare alla cura spirituale e materiale dei lebbrosi a Batavia, all'evangelizzazione degli schiavi nelle piantagioni e alla conversione della tribù dei Caribi.
A Batavia nel Suriname, beato Pietro Donders, sacerdote della Congregazione del Santissimo Redentore, che con carità instancabile si prese cura dei corpi e delle anime dei lebbrosi. — Martirologio Romano