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13 marzo

Beato Pietro II

Abate di Cava

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'inizio del governo e la pacificazione

La successione al venerabile abate beato Benincasa non fu priva di contrasti all'interno della comunità monastica. Nei primi tempi, infatti, una parte dei religiosi elesse come abate Ruggero, dividendo momentaneamente gli animi. Successivamente la parte più comprensiva ed ubbidiente della comunità prevalse, e verso la fine dell'anno milleduecentonovantaquattro si ricostituì pienamente la pace e la concordia. In questo clima di riconciliazione salì al guida dell'abbazia il beato Pietro Secondo, che governò l'istituzione dal millenovecentonovantacinque al milleduecentotto.

Il suo mandato coincise temporalmente con il delicato passaggio del regno di Napoli e di Sicilia dai Normanni agli Svevi della Casa degli Hohenstaufen. Nonostante il clima politico instabile, l'abate Pietro Secondo riuscì a conquistare la benevolenza dell'imperatore Enrico VI, figlio di Federico Barbarossa. Il sovrano si dimostrò subito molto generoso verso l'abbazia, tanto che, con un diploma datato al mese di settembre dell'anno millenovecentonovantacinque, confermò formalmente al monastero tutti i beni posseduti e i privilegi concessi dai suoi illustri predecessori.

Le difficoltà temporali e le opere

Nel periodo del suo abaziato, l'abbazia risentì profondamente dei turbamenti politici che scuotevano l'Italia Meridionale. La comunità dovette affrontare dannose vertenze giudiziarie e pastorali con l'arcivescovo di Salerno e con il vescovo di Capaccio. Inoltre, il monastero subì vari soprusi da parte dei baroni vicini, ingiustizie che fecero perdere non pochi possedimenti feudali e vari diritti di natura economica.

Nonostante queste amarezze materiali, l'azione pastorale ed economica dell'abate seppe portare frutti duraturi per il territorio. Nel millenovecentouno si ebbe la fondazione dell'ospizio di Vietri sul Mare, fortemente voluto dalla comunità. Questa nuova struttura, dotata del suo utile approdo, costituì una delle dipendenze più preziose e vantaggiose per l'abbazia madre.

Il transito e il culto

Avvertendo l'approssimarsi della fine dei suoi giorni sulla terra, il beato Pietro Secondo provvide egli stesso a designare il proprio successore per evitare disordini e divisioni nella comunità. La scelta cadde sul beato Balsamo, il quale avrebbe poi governato dal milleduecentotto al millesuecentotrentadue. Il beato Pietro Secondo rese l'anima a Dio il tredici marzo del milleduecentotto, dopo esattamente tredici anni di governo spirituale e temporale.

Inizialmente il suo corpo fu deposto nella Crypta Arsicia, ovvero la suggestiva grotta che aveva ospitato il primo eremitaggio del fondatore sant'Alferio. Oggi le sue reliquie riposano devotamente sotto uno degli altari della magnifica basilica abbaziale. Egli occupa un posto di grande rilievo nella storia monastica, essendo il nono fra gli undici santi e beati abati che hanno santificato con la loro opera la storica badia. Il sedici maggio del millenovecentoventotto papa Pio XI confermò ufficialmente il culto immemorabile tributato al beato.

Domande frequenti

Quando si festeggia il beato Pietro Secondo?

La festa liturgica e la memoria nel martirologio sono fissate al tredici marzo, data della sua morte.

Nel monastero di Cava de’ Tirreni in Campania, beato Pietro II, abate. — Martirologio Romano