Beato Tiburzio Arnaiz Muñoz

Sacerdote gesuita, fondatore

Aggiornato il 22 luglio 2026

Dalle origini umili al sacerdozio

Tiburcio Arnaiz Muñoz nacque a Valladolid, in Spagna, l'11 agosto 1865. I suoi genitori si chiamavano Ezequiel e Romualda ed erano di professione tessitori. Fu portato al fonte battesimale della parrocchia di Sant'Andrea due giorni dopo la nascita, e il battesimo avvenne nel giorno in cui si ricorda san Tiburzio. Rimase orfano di padre all'età di cinque anni, e sua madre cercò in ogni modo di mantenere sia lui che l'altra figlia, Gregoria. Gregoria aveva sette anni in più di lui. Anni dopo raccontò di aver fatto un incubo da piccolo in cui sognava di cadere all'inferno. Chiamò sua madre ma lei non lo sentì. Terrorizzato, invocò la Madonna Addolorata. La Madonna gli apparve dicendogli che non sarebbe mai caduto all'inferno e lo coprì col suo manto. A tredici anni entrò nel Seminario diocesano, ma in seguito divenne allievo esterno per ragioni economiche. Studiò con discreto profitto ed era vivace, gioioso e di buon cuore. Lavorava come sacrestano nel convento delle monache domenicane di San Filippo della Penitenza a Valladolid per mantenersi agli studi. Spesso arrivava tardi al convento perché aveva preso sonno. La monaca portinaia lo rimproverava ed egli ascoltava senza replicare, ammettendo il suo errore. Le monache lo vedevano preoccupato e chiuso in sé man mano che si avvicinava l'ordinazione sacerdotale. Confidò alle monache i suoi dubbi sulla propria dignità e vocazione. Fu ordinato sacerdote il 20 aprile 1890 da monsignor Mariano Miguel Gómez, vescovo di Valladolid.

Il ministero parrocchiale e la Compagnia di Gesù

Il suo primo incarico fu di parroco a Villanueva del Duero, nei pressi di Valladolid. Gli abitanti di Villanueva del Duero erano divisi da rivalità personali e questioni politiche. Don Tiburcio portò concordia tra gli abitanti grazie alla prudenza e alla capacità persuasiva. Dopo tre anni gli fu affidata la parrocchia di Poyales del Hoyo, vicino ad Ávila. Il territorio di Poyales del Hoyo era più vasto. Meritò la fiducia dei parrocchiani insegnando il catechismo ai più piccoli con pazienza e visitando gli anziani. Ottenne il Dottorato in Teologia il 19 dicembre 1896. Sentiva di dover condurre una vita ancora più vicina a Dio e pensava di farsi religioso. Non voleva contrariare la madre che lo considerava il bastone della sua vecchiaia. Alla morte della madre, molto addolorato, decise di staccarsi da tutto. Sua sorella Gregoria entrò tra le Domenicane del monastero di San Filippo. Salutò la sorella augurandole un arrivederci in cielo dopo essersi accertato della sua soddisfazione. Domandò di essere ammesso nella Compagnia di Gesù. Cominciò il noviziato a Granada il 30 marzo 1902. Aveva trentasette anni quando entrò nel noviziato. Si era ripromesso di non chiedere mai nulla, di accontentarsi di ciò che gli davano e di non sottrarsi ad alcun lavoro. Professò i primi voti il 3 aprile 1904, Domenica di Pasqua. Fece propria la spiritualità di sant'Ignazio di Loyola. Esercitò i ministeri della Compagnia di Gesù predicando Esercizi Spirituali e missioni al popolo. Risiedette per due anni a Murcia. A Murcia fondò una casa d'accoglienza per le ragazze che venivano a servizio in città. Nel 1911 fu trasferito a Loyola per la Terza Probazione, il periodo finale della formazione gesuitica. Svolse ministeri nelle Canarie e a Cadice durante la Quaresima. Fu inviato a Malaga, dove professò gli ultimi voti il 15 agosto 1912. Pochi giorni prima aveva stretto un patto con Dio promettendo di spendere dieci anni di vita senza sosta per la sua gloria.

Le missioni popolari e le Dottrine Rurali

La predicazione delle missioni era il suo impegno maggiore, svolto instancabilmente con i collaboratori. Fondava associazioni come Congregazioni Mariane, Conferenze di San Vincenzo de Paoli, Apostolato della Preghiera e Adorazione Notturna per mantenere vivi i frutti della predicazione. Cercava di dedicarsi alle comunità religiose presenti nei luoghi in cui predicava. Padre Tiburcio fece intronizzare l'immagine del Sacro Cuore di Gesù in molte case. Padre Tiburcio fece collocare solennemente l'immagine del Sacro Cuore anche sulle vette di alcune montagne. Padre Tiburcio predicava spesso in missione nei corralones. I corralones erano una sorta di case popolari con un cortile comune dove ogni nucleo familiare disponeva di una o due stanze. Gli abitanti dei corralones vivevano senza istruzione elementare e ignoravano i principi religiosi basilari. Il gesuita aveva dei collaboratori ma stava pensando a un gruppo di signorine che andassero in quegli insediamenti a fondare piccole scuole temporanee. Padre Tiburcio confidò questa idea a Emilia Werner, una delle sue collaboratrici. Padre Tiburcio espresse a Emilia Werner la convinzione che quando Dio vuole una cosa tutto si rende possibile mandando persone e mezzi. Durante una missione a Pizarra, padre Tiburcio fu invitato a benedire un monumento al Sacro Cuore sulla montagna di Gibralmora. Ai piedi della montagna di Gibralmora abitavano intere famiglie prive di tutto e mancava persino una strada sterrata per arrivarci. Dopo un giorno e una notte di missione ininterrotta, padre Tiburcio tornò a Malaga ma il pensiero di quella gente senza il Vangelo non gli dava pace. Il sacerdote incontrò una signorina di trent'anni di nome María Isabel González del Valle Sarandeses. María Isabel González del Valle Sarandeses aveva deciso di darsi interamente all'apostolato dopo aver partecipato a un corso di Esercizi Spirituali guidati dal gesuita padre Pedro Castro. Anche padre Pedro aveva pensato di fondare una nuova opera per gli abitanti dei villaggi poveri ma fu destinato alle Isole Caroline dopo pochi giorni. Padre Pedro indirizzò la sua penitente María Isabel a Malaga affinché cercasse Cecilia León, che progettava una comunità religiosa femminile. María Isabel e Cecilia León avrebbero dovuto viaggiare insieme per raggiungere la missione dei Gesuiti. María Isabel conobbe padre Tiburcio la sera del 7 gennaio 1921 ed espose il suo progetto. Il gesuita replicò che non c'era bisogno di andare lontano perché vicino a Malaga, alla Sierra di Gibralgalia, c'era gente che non sapeva fare il segno della croce. Dovettero attendere un anno per iniziare l'opera perché nessun'altra donna voleva farne parte. L'inizio dell'opera fu ritardato anche perché padre Tiburcio fu oggetto di aspre critiche. L'assenza di chiese in quelle zone comportava che le volontarie dovessero restare per giorni senza la Messa. Il Superiore Provinciale dei Gesuiti dell'Andalusia, padre Cañete, appoggiò l'iniziativa. Padre Cañete affermò che privarsi della Comunione per evangelizzare i poveri equivaleva a lasciare Dio per Dio. Cominciò l'opera delle Dottrine Rurali. Le volontarie laiche arrivavano nei villaggi e insegnavano a leggere e a scrivere. Le volontarie preparavano bambini e adulti ai Sacramenti. Durante la vita del Beato Tiburcio furono installate trentaquattro Dottrine, intese come permanenze più o meno lunghe di catechiste. Maria Isabel perseverò nella missione affidatale fino alla morte, avvenuta a Jerez de la Frontera il 6 giugno 1937. Dal 1988 le Missionarie delle Dottrine Rurali costituiscono un'Associazione Pubblica di fedeli. L'associazione prosegue i compiti ricevuti dal fondatore. L'attività delle missionarie comprende lezioni gratuite per bambini e adulti con spiegazione del Catechismo. L'attività comprende inoltre le visite ai malati e la catechesi per tutte le età.

Virtù, prodigi e il pio transito

A padre Tiburcio cominciarono a essere attribuiti doni eccezionali come bilocazioni e la capacità di scrutare i cuori. A padre Tiburcio vennero attribuite la rivelazione di eventi lontani e premonizioni di fatti futuri. Qualcuno affermò di essere guarito dopo che padre Tiburcio era passato a visitare i malati di qualche paese. Lo stile di vita di padre Tiburcio era estremamente sobrio nel vitto e nel vestiario. Un penitente sarto volle procurargli un abito nuovo ma padre Tiburcio rispose di devolvere il corrispettivo ai poveri. Padre Tiburcio doveva imbarcarsi per Melilla con monsignor Manuel González García, vescovo di Malaga. Arrivato al porto mezz'ora prima della partenza, padre Tiburcio andò a far visita ai malati del vicino ospedale. Il vescovo arrivò, non lo vide e domandò di lui. Al momento di partire, il vescovo lo vide arrivare di corsa e gli chiese dove fosse andato. Padre Tiburcio rispose di essere andato a sfruttare il tempo. Monsignor González fondò alcune congregazioni religiose dedite al culto dell'Eucaristia e all'evangelizzazione dei poveri ed è stato canonizzato nel 2016. Monsignor González tenne in altissima considerazione padre Tiburcio affidandogli missioni rischiose in territori ad alto anticlericalismo. Nel 1922 monsignor González rimosse l'ostacolo all'opera delle Dottrine Rurali concedendo a María Isabel e compagne di tenere l'Eucaristia nelle cappelle improvvisate dei villaggi. Ai primi di luglio del 1926 padre Tiburcio predicava una missione ad Algodonales e si sentì poco bene. Il medico visitò padre Tiburcio e gli diagnosticò bronchite e pleurite. Padre Tiburcio reagì alla diagnosi mormorando Mi affido. Padre Tiburcio fu trasferito d'urgenza a Malaga e obbligato a restare a letto. Gli abitanti pregarono per lui nella chiesa del Sacro Cuore retta dai Gesuiti. Padre Tiburcio si sottopose a tutte le cure possibili tra cui un salasso che gli lasciò una piaga sulla gamba destra. Il religioso rispondeva ai medici dicendo di non meritare nulla e chiedendo che Dio li ricompensasse. Alla domanda se stesse soffrendo, replicava che il suo male peggiore era aver offeso Dio. Il 10 luglio ricevette gli ultimi Sacramenti. Dopo aver ricevuto gli ultimi Sacramenti, parlò esclusivamente della bellezza di andare in Cielo. Morì otto giorni dopo, il 18 luglio, alle ore 22. Il Beato Tiburcio morì a Malaga, in Spagna, il 18 luglio 1936. Le sue ultime parole furono le strofe dell'inno Te Deum. Pronunciò le ultime parole a voce piena e forte, alternandosi con un confratello. Il cordoglio degli abitanti di Malaga per la sua morte fu unanime. Gli abitanti di Malaga ottennero in via eccezionale l'autorizzazione di seppellire subito il cadavere nella chiesa del Sacro Cuore. Il tragitto del feretro fu identico a quello percorso in vita tante volte durante l'annuale processione del Sacro Cuore.

Il culto, la beatificazione e il miracolo

A pochi mesi dalla sua morte nacque il Patronato Padre Arnaiz per conservare la sua memoria. La gente di Malaga e di altri luoghi non dimenticò il religioso nel corso degli anni. Fu decretata l'apertura della causa di beatificazione e canonizzazione per l'accertamento delle sue virtù eroiche. La Santa Sede concesse il nulla osta per la causa il 5 dicembre 1989. L'inchiesta diocesana si svolse nella diocesi di Malaga dal 18 marzo 1990 al 23 dicembre 1994. Gli atti dell'inchiesta diocesana furono trasmessi a Roma e convalidati il 23 febbraio 1996. Il 28 giugno 2000 i resti mortali furono riesumati e sottoposti a ricognizione canonica. I resti furono collocati in una nuova tomba sotto l'altare dell'Immacolata nella chiesa del Sacro Cuore a Malaga. Il 13 maggio 2005 gli fu eretto un monumento in calle Armengual de la Mola su richiesta della cittadinanza. La Positio super virtutibus fu conclusa nel 2008. Il 3 giugno 2008 la causa fu sottoposta ai Consultori Storici della Congregazione delle Cause dei Santi in quanto causa antica o storica. Il 27 aprile 2010 la Positio fu trasmessa alla Congregazione delle Cause dei Santi. Nel mese di ottobre 2016 la Positio fu esaminata dai Consultori teologi. Il parere positivo dei teologi fu confermato dai cardinali e dai vescovi membri della Congregazione. Il 10 ottobre 2016 papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava padre Tiburcio Venerabile, ricevendo in udienza il cardinale Angelo Amato. Come possibile miracolo per la beatificazione fu esaminato il caso del quarantunenne Manuel Antonio Lucena García, originario di Malaga. Nel giugno 1994 Manuel Antonio Lucena García ebbe un infarto del miocardio. L'infarto lasciò l'uomo privo di ossigenazione per circa dieci minuti. I medici dell'Ospedale Carlos Haya di Malaga confermarono che il tempo di anossia era sufficiente a produrre danni cerebrali e limitazioni fisiche o psichiche. La sorella del malato coinvolse la famiglia nel chiedere a Dio la guarigione per intercessione di padre Tiburcio. Manuel uscì in breve tempo dal reparto di Terapia Intensiva completamente guarito, con stupore dei medici. Il 24 marzo 1998 fu aperto nella diocesi di Malaga il processo sul presunto miracolo. Gli atti del processo sul miracolo furono convalidati nel 2002. Il 15 dicembre 2016 la Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi si espresse a favore dell'inspiegabilità scientifica dell'evento. Il 27 giugno precedente i Consultori teologi avevano espresso parere positivo. La Plenaria dei cardinali e vescovi della Congregazione del 5 dicembre 2017 confermò il nesso tra la ripresa di Manuel e l'intercessione del gesuita. Il 18 dicembre 2017 papa Francesco concesse la promulgazione del decreto che riconosceva la guarigione come miracolosa ottenuta per intercessione di padre Tiburcio. La beatificazione fu celebrata il 20 ottobre 2018 nella cattedrale di Nostra Signora dell'Incarnazione a Malaga. Il rito di beatificazione fu presieduto dal cardinale delegato Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Tiburcio Arnaiz Muñoz?

La sua memoria liturgica si celebra il 18 luglio.