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9 aprile

Beato Tommaso da Tolentino

Sacerdote francescano, martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalle origini alla difesa della povertà francescana

Tommaso nacque a Tolentino, in provincia di Macerata, intorno al 1250. La condizione e l'identità della sua famiglia sono inizialmente ignote. Entrò assai giovane nell'Ordine Francescano, votando la propria giovinezza alla sequela di San Francesco d'Assisi. In quegli anni l'Ordine francescano era profondamente diviso sul problema della povertà, intesa da alcuni come uso limitato dei beni e da altri radicalmente come privazione di tutti i beni. Tale contrasto risultava particolarmente vivace in Provenza, in Toscana e nella Marca di Ancona. Tommaso fu tra i più accesi sostenitori dell'ideale di povertà in conformità della Regola. Il movimento degli spirituali si ispirava in particolare a frate Angelo da Cingoli, detto poi Clareno. Tommaso era il leader locale del movimento nella Marca d'Ancona. Questa presa di posizione netta e intransigente lo rese un contestatore all'interno delle strutture ufficiali. Il conflitto interno portò a processi e detenzione per gli uomini di punta del movimento. A causa del suo sostegno alla povertà, Tommaso fu imprigionato due volte. La situazione mutò quando fu liberato dal carcere per l'intervento del generale dell'Ordine Raimondo Godefroy. Nel 1295 si trovava a Roma, chiamato dal Ministro generale del suo Ordine proprio per la questione degli spirituali.

Le prime missioni in Oriente e le ambascerie

Nel 1290 Tommaso fu mandato in Armenia e divenne consigliere del re Heitung secondo, noto anche come Aitone secondo. Partecipò alla missione in Armenia insieme ad Angelo Clareno, Marco da Montelupone, Pietro da Macerata ed Angelo da Tolentino. Il re di Armenia lo incaricò di varie ambascerie in Europa presso il Papa e il re di Francia. Fu incaricato di ambascerie anche presso il re d'Inghilterra. Nel ritornare in Oriente portò con sé un gruppo di missionari. Nel 1302 ripartì per l'Oriente con dodici compagni. Nel 1307 partecipò al concilio di Sis, assemblea che sanzionò l'unione della Chiesa armena con la romana. Durante la sua attività missionaria ricevette alcune lettere di Fra Giovanni da Montecorvino che sollecitavano l'invio di aiuti dalla Cina. Nel frattempo, a causa del conflitto tra Bonifacio VIII e Filippo il Bello, ebbe inizio il papato avignonese. Nel 1308 Tommaso si recò a Poitiers dove prospettò al Papa Clemente V le necessità delle missioni in Oriente, portando notizie di frate Giovanni da Montecorvino. Giovanni da Montecorvino aveva creato una comunità cristiana a Khambalik e traduceva in tartaro i Vangeli e i Salmi. In seguito all'intervento diretto di Tommaso, il Papa istituì la prima gerarchia ecclesiastica in Cina, nominando Giovanni da Montecorvino primo arcivescovo della capitale cinese. La sua attività missionaria si estese dalla Persia presumibilmente in India e in Cina.

Il viaggio finale verso l'India e il martirio

Verso la fine del 1320 s'imbarcò in Ormuz diretto in Cina, accompagnato dai francescani Giacomo da Padova, Pietro da Siena, dall'interprete Demetrio da Tifliz e con il domenicano Giordano da Severac. Tommaso era in viaggio attraverso le terre dei Tartari e degli Indi. Si imbarcarono a Ormuz nel 1320 ma non arrivarono in Cina, poiché i missionari furono sbarcati contro la loro volontà nell'isola di Salsetta. Da Salsetta passarono a Thana, dove furono accolti da una famiglia di nestoriani. Tommaso e i suoi compagni erano stati chiamati a deporre davanti a un giudice a causa di certi litigi in una famiglia. Tommaso e i compagni cominciarono a predicare la fede cristiana a un uditorio di numerosi musulmani. La predicazione avvenne con un tale vigore polemico che il capo locale fece mettere a morte Tommaso e i compagni. Tommaso fu preso insieme ai suoi confratelli e difese dinanzi ai Musulmani la divinità di Gesù Cristo. Fu crudelmente martirizzato con il nome della Madonna sulle labbra il 9 aprile del 1321. Tommaso coronò con un glorioso martirio la propria missione. Il martirologio colloca il martirio a Tana, in India orientale, registrando la sua morte in quella stessa data.

Le reliquie e la conferma del culto

La vicenda finale di Tommaso fu raccontata alcuni anni dopo da un altro missionario, il Beato Odorico da Pordenone. Odorico da Pordenone, durante il suo viaggio verso la Cina, si fermò a Thana e ascoltò i testimoni oculari. Odorico da Pordenone morì nel 1331. I corpi dei martiri furono inizialmente sepolti a Thana, poi furono riesumati dallo stesso Odorico. Qualche anno dopo, Odorico da Pordenone trasportò il corpo del Beato a Zaiton in Cina, dove furono sepolti nella regione del Fujian. Il capo del martire fu invece portato alla fine del secolo quarto decimo da un mercante pisano a Tolentino. Nella cattedrale di Tolentino si conservano reliquie ossee del corpo di Tommaso. A Tolentino, con l'approvazione di Papa Bonifacio IX, venne innalzata una cappella in onore del Martire. Le reliquie sono custodite in un busto d'argento e conservate attualmente nella Basilica Cattedrale. Sua Santità Leone XIII, nel 1894, ne confermò il culto. Nel 1894 Leone XIII approvò formalmente il culto a Tommaso col titolo di beato. Il testo biografico originario è stato scritto da Eliserta Nardi.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Tommaso da Tolentino?

La memoria liturgica del Beato Tommaso da Tolentino si celebra il 9 aprile, giorno in cui subì il martirio.

Qual era il ruolo di Tommaso da Tolentino?

Tommaso da Tolentino fu un sacerdote dell'Ordine dei Minori, un instancabile missionario in Asia e un martire della fede.

A Tana in India orientale, beato Tommaso da Tolentino, sacerdote dell’Ordine dei Minori e martire, che, spintosi fin verso l’impero cinese per annunciare il Vangelo, mentre era in viaggio attraverso le terre dei Tartari e degli Indi, coronò con un glorioso martirio la propria missione. — Martirologio Romano