1 luglio
Beato Tommaso Maxfield
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la vocazione
Tommaso Maxfield nacque intorno al 1585 da Guglielmo e Orsola Ross. I genitori di Tommaso erano ferventi cattolici e subirono persecuzioni a causa della loro fede. Sua madre si trovava incarcerata come ricusante al momento della nascita di Tommaso, avvenuta forse nelle prigioni di Gatehouse. Nel 1603 Tommaso si trasferì in Francia per studiare presso il collegio inglese di Douai, spinto dal desiderio di intraprendere la vita religiosa. Il 17 maggio 1610 dovette abbandonare temporaneamente il collegio di Douai a causa di problemi di salute. Successivamente fece ritorno al collegio di Douai. Il 29 marzo 1614 ricevette l'ordinazione sacerdotale dal vescovo di Arras, Ermanno.
Il ministero e l'arresto
Fu inviato in missione pastorale in Inghilterra, dove esercitò il ministero con lo pseudonimo di John Cleaton. La sua attività sacerdotale in patria durò soltanto tre mesi. Il 1° novembre 1615 fu arrestato a Londra davanti all'altare dove aveva appena concluso la celebrazione della Messa. Subì un primo interrogatorio da parte del vescovo anglicano. Fu recluso nelle prigioni di Gatehouse a Westminster, trascorrendovi circa otto mesi in condizioni di detenzione tollerabili. Il 14 giugno 1616 tentò infruttuosamente di fuggire calandosi con una corda dalla finestra della cella. A seguito del tentativo di fuga fu trasferito in un sotterraneo buio, stretto e insalubre, incatenato con pesanti ferri. Nel sotterraneo non poteva stare né in piedi né sdraiato e visse settanta ore tormentato continuamente dalle punture di numerosi insetti. Nonostante le sofferenze fisiche nel sotterraneo, il suo spirito non si piegò. Il 17 giugno 1616 fu trasferito nella prigione di Newgate e sistemato insieme ai prigionieri comuni. Durante la permanenza a Newgate portò due reclusi alla riconciliazione con la fede cattolica.
Il processo e il martirio
Sottoposto a processo, si rifiutò di prestare il giuramento di fedeltà al re Giacomo I nelle modalità richieste dalla legge. Durante il dibattimento dichiarò la propria totale lealtà al sovrano, riconoscendolo come legittimo re. Venne considerato colpevole di alto tradimento in quanto sacerdote cattolico che rifiutava il giuramento imposto. Il 30 giugno 1616 fu condannato alla pena dell'impiccagione e dello squartamento. L'ambasciatore spagnolo Diego Sarmiento de Acuna tentò invano di intercedere in suo favore, ottenendo unicamente il permesso di visitarlo in carcere. Il giorno dell'esecuzione una grande folla si radunò lungo tutto il percorso compiuto dal condannato verso il patibolo. Lungo il tragitto fu sostenuto dalle preghiere di un folto gruppo di cattolici, compresi diversi cittadini spagnoli. I fedeli spagnoli decorarono il patibolo con ghirlande di fiori e rami d'alloro per rendere omaggio al martire. Il terreno circostante il luogo dell'esecuzione era stato sparso di erbe aromatiche. Prima di morire affermò che il suo solo intento missionario era stato quello di condurre alla salvezza le anime dei connazionali, predicando la medesima fede introdotta da sant'Agostino di Canterbury. Fece una benedizione rivolta a tutti i presenti e si sottopose al capestro. Morì per impiccagione il 1° luglio 1616. Il Martirologio segnala la sua condanna a morte avvenuta sotto re Giacomo I a causa del suo rientro in Inghilterra da sacerdote. Il Martirologio specifica che il supplizio avvenne a Tyburn su un patibolo adornato di fiori dai fedeli in segno di devozione.
Le reliquie e la beatificazione
Nel 1618 l'ambasciatore spagnolo rimpatriò portando con sé i resti mortali del martire che era riuscito a prelevare. Parti delle sue reliquie sono conservate in Spagna, a Gondomar e in altre città. Un'altra parte delle reliquie è custodita nell'abbazia benedettina di Downside, dove fu trasferita nel 1885 da Gilberto Dolan. Gilberto Dolan aveva ricevuto le reliquie dai discendenti del conte di Gondomar, l'antico ambasciatore spagnolo. Papa Pio XI lo ha proclamato beato il 15 dicembre 1929. La sua memoria liturgica si celebra il 1° luglio.
Il cammino di fede
Il Beato Tommaso Maxfield nacque nel 1585, in un contesto storico che non concedeva spazio alla libertà di coscienza per i cattolici. La sua vocazione sacerdotale lo portò a formarsi lontano dalla sua terra d'origine, compiendo gli studi necessari a Douai e Arras, luoghi che prepararono il suo spirito alla missione che lo attendeva. Nel 1614, dopo anni di studio e preghiera, ricevette l'ordinazione sacerdotale, assumendo su di sé il peso e la gioia del ministero in un tempo di clandestinità. Rientrato a Londra, egli esercitò il suo ufficio con dedizione, consapevole dei rischi che tale scelta comportava in un clima di crescente ostilità.
La sua attività pastorale fu bruscamente interrotta nel 1615, quando venne catturato proprio mentre celebrava la Santa Messa, atto che costituiva allora un grave reato. Trascorse il tempo della prigionia presso le strutture di Gatehouse e Newgate, luoghi di sofferenza che divennero per lui il crogiolo in cui purificare la propria offerta. Nonostante le pressioni subite, il Beato Tommaso si rifiutò con fermezza di prestare il giuramento che gli veniva imposto, giudicandolo contrario alla sua coscienza e alla sua fedeltà al magistero. Tale rifiuto fu interpretato dalle autorità civili come alto tradimento, portandolo inevitabilmente verso la condanna capitale. Il primo luglio del 1616, presso Tyburn, egli affrontò la morte mediante impiccagione e squartamento, offrendo la sua esistenza come sigillo finale di una vita donata interamente al Signore. La sua morte non fu soltanto la fine di un uomo, ma la testimonianza pubblica di chi ha preferito obbedire alla legge divina piuttosto che sottomettersi alle imposizioni umane, mantenendo intatta la propria dignità di sacerdote fino all'ultimo respiro.
Il culto e la memoria
La figura del Beato Tommaso Maxfield è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa universale attraverso il processo di beatificazione presieduto dal Papa Pio XI, che ne sancì il culto il 15 dicembre 1929. Questo riconoscimento ufficiale ha permesso di elevare il suo sacrificio a esempio per le generazioni future, inserendolo nel novero dei martiri che hanno dato lustro alla fede cattolica in Inghilterra. La sua vita, seppur breve, è oggi oggetto di meditazione per coloro che cercano di comprendere il valore profondo della testimonianza cristiana in contesti difficili.
La memoria liturgica del Beato Tommaso viene celebrata ogni anno il primo luglio, data che coincide con il giorno del suo martirio. In questo giorno, i fedeli sono invitati a ricordare colui che, prigioniero nelle carceri di Gatehouse e di Newgate, seppe trasformare il dolore in una preghiera incessante. Il suo ricordo non vive solo nei documenti storici, ma nella preghiera di chi vede in lui un intercessore capace di infondere forza nei momenti di prova. La solennità con cui viene commemorato invita alla riflessione sulla libertà religiosa e sulla perseveranza, virtù che egli ha incarnato in modo esemplare fino al compimento del suo cammino terreno a Tyburn, lasciando una traccia indelebile nella storia dei santi e dei martiri.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Tommaso Maxfield?
La sua memoria liturgica si celebra il 1° luglio.
Sempre a Londra, beato Tommaso Maxfield, sacerdote e martire, che, condannato a morte sotto il re Giacomo I perché giunto in Inghilterra da sacerdote, subì il supplizio a Tyburn su un patibolo coronato di fiori in segno di pietà per lui da parte dei fedeli presenti. — Martirologio Romano