1 luglio
Beato Tullio (Marcello) Maruzzo
Sacerdote dei Frati Minori, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la formazione francescana
Il Beato Tullio Maruzzo nasce ad Arcugnano, in provincia di Vicenza, il 23 luglio 1929, nel contesto del ventesimo secolo, da una famiglia di poveri contadini. Crescendo in un ambiente segnato dalla fatica e dalla semplicità della terra, matura la vocazione religiosa insieme al fratello gemello. Entrambi entrano nell'Ordine francescano per seguire le orme di San Francesco d'Assisi. Con la vestizione dell'abito francescano assume il nome di fra Tullio, mentre il fratello Daniele prende il nome di fra Lucio. Il percorso di preparazione al sacerdozio si compie con successo fino al momento solenne dell'ordinazione presbiterale. I due fratelli vengono ordinati sacerdoti il 21 giugno 1953 dal cardinale Roncalli, che sarebbe in seguito diventato papa con il nome di Giovanni XXIII ed elevato agli onori degli altari come santo. Padre Tullio possiede un carattere mite, una parola ferma e una testimonianza di vita molto trasparente. La sua predicazione si realizza principalmente attraverso l'esempio pratico e la condotta di vita, distinguendosi per la semplicità, la gioia e la serietà nel suo operato.
La missione in Guatemala e la promozione umana
Nel 1960 i superiori religiosi autorizzano la partenza di padre Tullio per la missione nel dipartimento di Izabal, in Guatemala. Al suo arrivo trova un territorio segnato da forte emigrazione e povertà estrema. La prima destinazione missionaria di padre Tullio è la città di Puerto Barrios. A Puerto Barrios padre Tullio viene a conoscenza del contesto di violenza, ingiustizia e sopraffazione dei ricchi sui poveri. Padre Tullio viene successivamente trasferito in altre località della zona, all'interno di parrocchie di nuova creazione. Nelle nuove comunità si fa notare per la capacità di integrarsi, imparando a conoscere a fondo gli abitanti e chiamando ciascuno per nome. Sposta la sua azione da un villaggio all'altro per dialogare con gli abitanti, rendendoli consapevoli dei loro diritti e delle loro capacità. Nelle zone disboscate della foresta tropicale guatemalteca, i latifondisti cercano di appropriarsi con ogni mezzo delle terre a danno dei contadini locali. Padre Tullio rileva che i latifondisti sottraggono le terre ai contadini analfabeti esibendo falsi documenti di proprietà. Individua nella lotta all'analfabetismo lo strumento principale per la promozione sociale della popolazione. Avvia corsi di lettura e scrittura per i contadini per renderli consapevoli dello sfruttamento subito. Distribuisce beni di prima necessità ai più bisognosi mediante la Caritas locale. Fornisce assistenza legale ai contadini per consentire loro di difendere le terre. L'attività di promozione sociale svolta da padre Tullio suscita la forte ostilità dei latifondisti. I parrocchiani manifestano ammirazione nel vederlo condividere i lavori più faticosi. Si dimostra estremamente generoso e pronto a sostituire i confratelli negli incarichi più gravosi. Un parrocchiano sintetizza la sua opera affermando che egli non denunciava, ma annunciava. Padre Tullio riesce a conquistare un seguito di persone senza fare troppe prediche. Tuttavia, la sola presenza di padre Tullio risulta sgradita ad alcuni soggetti.
Il martirio e la testimonianza del perdono
Padre Tullio comincia a ricevere minacce, intimidazioni e accuse calunniose, tra cui quella di essere un sacerdote comunista. Per tutelarlo dall'aumento della violenza, i superiori ne decretano il trasferimento ad altra sede. Le minacce e le accuse proseguono anche nella nuova destinazione, poiché il sacerdote non modifica il suo impegno verso i poveri e la coerenza evangelica. Il primo luglio 1981, di sera, padre Tullio cade in un'imboscata mentre rientra da un incontro di catechismo. La morte è sopraggiunta a Quiriguá, in Guatemala, il primo luglio 1981. Viene ucciso a colpi di arma da fuoco insieme al giovane catechista e terziario francescano Luis Obdulio Arroyo. Luis Obdulio Arroyo aveva deciso di accompagnare costantemente padre Tullio, pur consapevole dei rischi per la propria vita. Gli oppositori decidono di eliminarlo uccidendolo a colpi di arma da fuoco. I fedeli conservano la memoria del suo gesto di perdono verso gli uccisori compiuto prima di morire. Alcuni mesi dopo il delitto, uno degli assassini, sotto l'effetto dell'alcool, conferma di aver udito le parole di perdono pronunciate da padre Tullio in agonia. L'uccisione lo rende un martire, la cui memoria risulta ancora più scomoda per gli avversari rispetto alla sua presenza in vita. La popolazione locale lo venera subito come martire e santo, seppellendone la salma all'interno della chiesa.
La causa di beatificazione
Il Vicariato apostolico di Izabal, sostenuto dalla Provincia Veneta dei Frati Minori, promuove la causa di beatificazione per padre Tullio e per Luis Obdulio Arroyo. L'inchiesta diocesana per la causa di beatificazione si svolge tra il trentuno gennaio 2006 e il quindici luglio 2008. La Positio sul martirio viene presentata nel 2014 ed esaminata favorevolmente dai Consultori teologi il trentuno maggio 2016. Il nove ottobre 2017 papa Francesco riceve il cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e autorizza la promulgazione del decreto sul martirio di padre Tullio Maruzzo e del catechista Luis Obdulio Arroyo Navarro. La beatificazione dei soggetti è avvenuta il 28 ottobre 2018. La cerimonia di beatificazione si è tenuta a Morales, nella regione di Izabal.
Il cammino sacerdotale e missionario
Tullio Maruzzo, nato ad Arcugnano in provincia di Vicenza, ha risposto con generosità alla chiamata del Signore entrando a far parte dei Frati Minori. Il momento culminante della sua formazione è avvenuto nel 1953, quando ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale per le mani del cardinale Angelo Giuseppe Roncalli, futuro Papa Giovanni Ventitreesimo. Questo legame con la Chiesa universale ha preparato il suo cuore ad accogliere la missione come una vocazione irrinunciabile. Nel 1960, egli ha lasciato l'Italia per trasferirsi in Guatemala, terra che diventerà la sua patria d'adozione e il luogo del suo definitivo dono di sé.
Il suo ministero si è svolto con una dedizione silenziosa e operosa, orientata verso le comunità più fragili. In una nazione segnata da forti tensioni sociali, il sacerdote ha scelto di porsi in ascolto delle difficoltà dei campesinos, contadini spesso privati dei frutti del loro lavoro e delle terre necessarie al sostentamento delle proprie famiglie. La sua presenza a Izabal e Puerto Barrios non è stata solo un conforto spirituale, ma un presidio di giustizia e di verità. Egli non ha temuto di esporsi per denunciare le ingiustizie legate all'esproprio delle terre, divenendo un punto di riferimento per coloro che non avevano voce. Questa missione, vissuta nel solco dello spirito di San Francesco, ha trovato il suo compimento nel sacrificio finale, quando il primo luglio 1981 è stato vittima di un'imboscata che ha stroncato la sua vita terrena, rendendo la sua testimonianza indelebile nella memoria della Chiesa.
Il riconoscimento del martirio
La figura del Beato Tullio Maruzzo è stata ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa come quella di un martire che ha dato la vita per amore di Dio e del prossimo. Il percorso che ha portato alla sua glorificazione è iniziato con il decreto papale promulgato il nove ottobre 2017, con il quale il pontefice ha riconosciuto il martirio subito per odio verso la fede e la giustizia che scaturisce dal Vangelo. Tale riconoscimento ha confermato come il suo impegno sociale non fosse disgiunto dalla sua identità di sacerdote francescano, ma al contrario ne fosse l'espressione più pura e autentica.
La solenne beatificazione, celebrata il ventotto ottobre 2018 per mandato di Papa Francesco, ha suggellato ufficialmente il culto di questo testimone del ventesimo secolo. Oggi, il ricordo del Beato Tullio invita i fedeli a riflettere sulla responsabilità di essere annunciatori del messaggio cristiano nelle situazioni di conflitto, mantenendo sempre saldo lo sguardo verso la dignità di ogni persona. La sua memoria, celebrata ogni anno il primo luglio, continua a essere un richiamo alla pace, alla solidarietà e alla fedeltà estrema al Vangelo, anche nelle prove più dure della vita.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Tullio Maruzzo?
La sua ricorrenza liturgica si celebra il primo luglio.
Di cosa è patrono il Beato Tullio Maruzzo?
I fatti forniti non menzionano specifici patronati ufficiali.