Beato Ubaldo da Borgo San Sepolcro (Ubaldo Adimari)

Frate Servita

Aggiornato il 21 luglio 2026

Beato Ubaldo da Borgo San Sepolcro (Ubaldo Adimari)

Il cammino di conversione

La giovinezza di Ubaldo Adimari fu immersa nelle turbolente vicende civili di Firenze, dove egli rivestì un ruolo di primo piano come capo della fazione ghibellina. In quegli anni di lotte intestine e tensioni sociali, nulla lasciava presagire il mutamento radicale che avrebbe segnato la sua maturità. L'anno mille duecento ottanta costituisce lo spartiacque della sua esistenza: l'incontro personale con San Filippo Benizi divenne per Ubaldo l'occasione di una chiamata irresistibile. Colpito dalla santità del religioso, egli comprese la vanità delle dispute umane e decise di ritirarsi dal mondo per intraprendere il cammino di perfezione cristiana.

Entrato nell'Ordine dei Servi di Maria, Ubaldo si dedicò con rigore alla vita contemplativa e all'esercizio del ministero sacerdotale. La sua nuova missione non fu più quella di guidare fazioni contrapposte, ma di servire il Signore nella preghiera e nel ministero della Parola. La sua vita divenne un riflesso silenzioso e costante della spiritualità mariana, vissuta nella fraternità e nel distacco dai beni temporali che un tempo avevano occupato ogni suo pensiero. Il passaggio dalla vita pubblica di Firenze al silenzio del chiostro e del monte fu il frutto di una profonda maturazione interiore, che lo condusse a fare della propria vita un'offerta gradita a Dio. Egli seppe tradurre l'ardore che un tempo rivolgeva alle contese terrene in un amore fervente per il Cristo, rimanendo fedele alla sua scelta fino al termine dei suoi giorni.

L'eredità spirituale

Il legame tra il Beato Ubaldo e San Filippo Benizi non si esaurì con la conversione, ma si consolidò in una comunione fraterna che durò fino alla morte del fondatore. Ubaldo ebbe il privilegio e il compito di assistere il santo durante il trapasso a Todi, accompagnando con la preghiera e la sollecitudine sacerdotale i suoi ultimi istanti terreni. Questo evento rimane una delle pagine più toccanti della sua biografia, segno tangibile di una fedeltà che supera la soglia della morte. Dopo la scomparsa del suo maestro, Ubaldo proseguì il suo cammino di santità in un silenzioso nascondimento, che lo condusse infine sul Monte Senario.

Qui, nel luogo caro alla spiritualità dei Servi di Maria, egli concluse il suo pellegrinaggio terreno nel mille trecento quindici. La Chiesa, riconoscendo la santità della sua vita, ne ha confermato il culto attraverso il decreto di Papa Pio VII nel mille ottocento ventuno. Oggi la memoria del Beato Ubaldo continua a risuonare nella preghiera liturgica dell'Ordine, offrendo ai credenti un modello di conversione autentica. Egli ci insegna che, a qualsiasi età, è possibile lasciare le proprie certezze per abbracciare la sequela di Cristo, confidando unicamente nella misericordia di Dio e nella protezione materna della Vergine Maria, alla quale consacrò interamente il suo servizio sacerdotale.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Ubaldo da Borgo San Sepolcro?

La sua memoria liturgica si celebra il giorno 9 aprile.

Di cosa è patrono il Beato Ubaldo da Borgo San Sepolcro?

Non risultano patronati specifici attribuiti al Beato Ubaldo nei fatti storici.

Presso il monte Senario in Toscana, beato Ubaldo da Borgo Sansepolcro, sacerdote dell’Ordine dei Servi di Maria, che san Filippo Benizi convertì dalla milizia terrena al servizio di Maria. — Martirologio Romano